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	Commenti a: Gli applausi de &#8216;il manifesto&#8217; per Biden e Meloni	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		<title>
		Di: Walter Consumati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Consumati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 21:05:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e pensare che tanti anni fa ho anche contribuito con 500.000 lire mie e 500.000 dell&#039;associazione di cui faccio parte per sostenerlo acquistando le azioni. Ne ho fatte di cazzate nella vita!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e pensare che tanti anni fa ho anche contribuito con 500.000 lire mie e 500.000 dell&#8217;associazione di cui faccio parte per sostenerlo acquistando le azioni. Ne ho fatte di cazzate nella vita!</p>
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		Di: Alvaro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alvaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 07:35:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ormai compro il Manifesto naturalmente allineato solo per comprare Le Monde diplomatique, per il resto andiamo verso la sinistra piccolo borghese, sta facendo la svolta dei verdi tedeschi da pacifisti a guerrafondai. alvaro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai compro il Manifesto naturalmente allineato solo per comprare Le Monde diplomatique, per il resto andiamo verso la sinistra piccolo borghese, sta facendo la svolta dei verdi tedeschi da pacifisti a guerrafondai. alvaro</p>
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		<title>
		Di: Enzo A.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 08:25:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ricordo ancora l&#039;editoriale di Rossana Rossanda in cui dopo lo scioglimento del patto di Varsavia invitava a fare altrettanto alla Nato.  Il manifesto nato in giusta dissidenza  con invasione sovietica in Cecoslovacchia 
lo ha scambiato con quella ucraina del 2022 ignorando decenni di storia cambiamenti ed economia
 C&#039;è un grosso equivoco mediatico e politico: la testata nn ha nulla a che vedere con l&#039;aggettivo comunista, al contrario è divenuta da tempo una sottocasta del sistema che afferma di combattere.. Vedasi censura a Manlio Dinucci Sull&#039;Ucraina e strategia della Cia.   
Molto altro ci sarebbe da dire su ex firme che lo hanno usato come trampolino di lancio, vedasi l&#039;ex ministro Frattini e Gianni Riotta degno del Minicilpop. Il triste epilogo della sinistra italiana che da sostantivo è virato in aggettivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricordo ancora l&#8217;editoriale di Rossana Rossanda in cui dopo lo scioglimento del patto di Varsavia invitava a fare altrettanto alla Nato.  Il manifesto nato in giusta dissidenza  con invasione sovietica in Cecoslovacchia<br />
lo ha scambiato con quella ucraina del 2022 ignorando decenni di storia cambiamenti ed economia<br />
 C&#8217;è un grosso equivoco mediatico e politico: la testata nn ha nulla a che vedere con l&#8217;aggettivo comunista, al contrario è divenuta da tempo una sottocasta del sistema che afferma di combattere.. Vedasi censura a Manlio Dinucci Sull&#8217;Ucraina e strategia della Cia.<br />
Molto altro ci sarebbe da dire su ex firme che lo hanno usato come trampolino di lancio, vedasi l&#8217;ex ministro Frattini e Gianni Riotta degno del Minicilpop. Il triste epilogo della sinistra italiana che da sostantivo è virato in aggettivo.</p>
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		<title>
		Di: rosinathecat		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rosinathecat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 00:26:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi riconosco totalmente nel suo sentimentale legame con un giornale come IL Manifesto . 
Anch&#039;io mi aspettavo bein altre parole. Innanzi tutto, mi aspettavo che qualcuno si ponesse delle semplice domande: che fa Biden a Kiev ? A che titolo ce lo ritroviamo a Kiev, come a Varsavia ? Perché  l&#039;intento di tutti i media sembra essere proprio la distorsione piú distopica della realtà ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi riconosco totalmente nel suo sentimentale legame con un giornale come IL Manifesto .<br />
Anch&#8217;io mi aspettavo bein altre parole. Innanzi tutto, mi aspettavo che qualcuno si ponesse delle semplice domande: che fa Biden a Kiev ? A che titolo ce lo ritroviamo a Kiev, come a Varsavia ? Perché  l&#8217;intento di tutti i media sembra essere proprio la distorsione piú distopica della realtà ?</p>
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		<title>
		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 20:56:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se si assume come referente materiale di un giudizio sulla funzione del &quot;manifesto&quot; quello che una volta si usava definire il &quot;popolo di sinistra&quot;, in sostanza un’area politico-culturale caratterizzata da particolari tratti antropologici, è difficile negare che il tratto saliente di tale area è stato quello della prevalenza della retorica sulla dialettica, cioè del discorso metaforico e letterario sul rigore della teoria e dell’elaborazione intellettuale. Altrettanto innegabile mi sembra la constatazione di un dato di fatto, e cioè che alla fine di una simile liturgia retorica, durata decenni e riprodotta, mimata e riproposta ancor oggi dal &quot;manifesto”, fino a generare nausea e a sconfinare nel grottesco, è svanita la stessa capacità razionale di utilizzare un metodo critico-scientifico per la comprensione delle strutture socio-economiche nazionali ed internazionali e il vuoto è stato riempito da una versione ‘radical-chic’ dell’ideologia borghese. Ma vi è di più, poiché un significativo risvolto di quel comportamento retorico-metaforico, ricco di suggestione quanto povero di contenuto, è stato – e non poteva non essere – la ‘conventio ad excludendum’, sottaciuta e sistematica, verso la critica sui due fronti: contro l’ideologia del capitalismo imperialista e contro le sue varianti revisioniste, riformiste e trasformiste. Sennonché un simile indirizzo critico e rivoluzionario è sostanzialmente irricevibile per le ‘anime belle’ del &quot;manifesto&quot; e dintorni , perché mette in discussione le oblique ipocrisie dell’élitismo di sinistra e tende ad affermare il grande principio della inseparabilità della critica radicale del capitalismo dalla critica di quella forma di “autorealizzazione amministrata”, tipicamente americaneggiante, che si esprime nella subcultura della borghesia di sinistra. Infine, valga una breve nota sulla cosiddetta &#039;sinistra&#039; (Pd, Sinistra italiana, Cgil e, per l&#039;appunto, &quot;il manifesto&quot;), dal cui atteggiamento subalterno e tendenzialmente, quando non apertamente, collaborazionista è legittimo dedurre che non verrà alcun contributo alla mobilitazione contro la guerra imperialistica. Una sola cosa è infatti sicura: in alcuni casi, ad esempio in fatto di bellicismo e di atlantismo, questa cosiddetta &#039;sinistra&#039;, o una parte di essa, batte in oltranzismo persino il governo ed esprime valori non meno borghesi e reazionari di quelli delle destre. Per converso, bisogna riconoscere che, a differenza di una siffatta ‘sinistra’, le “destre sociali” italiane e mondiali professano apertamente i propri ideali, additando anche a vasti settori delle masse oppresse e disperate una rigenerazione completa, radicale e addirittura ‘rivoluzionaria’ delle società borghesi, di cui ben conoscono la decadenza. Che serva una svolta radicale nella storia del mondo è infatti sia evidente sia urgente. Alle esplosive contraddizioni di una società sbagliata, che intende far pagare all’umanità il suo fallimento storico con sacrifici, regressioni e guerre di sterminio, va allora contrapposta, con coraggio, lucidità ed ostinazione, la prospettiva di una società nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione e la premessa del libero sviluppo di tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si assume come referente materiale di un giudizio sulla funzione del &#8220;manifesto&#8221; quello che una volta si usava definire il &#8220;popolo di sinistra&#8221;, in sostanza un’area politico-culturale caratterizzata da particolari tratti antropologici, è difficile negare che il tratto saliente di tale area è stato quello della prevalenza della retorica sulla dialettica, cioè del discorso metaforico e letterario sul rigore della teoria e dell’elaborazione intellettuale. Altrettanto innegabile mi sembra la constatazione di un dato di fatto, e cioè che alla fine di una simile liturgia retorica, durata decenni e riprodotta, mimata e riproposta ancor oggi dal &#8220;manifesto”, fino a generare nausea e a sconfinare nel grottesco, è svanita la stessa capacità razionale di utilizzare un metodo critico-scientifico per la comprensione delle strutture socio-economiche nazionali ed internazionali e il vuoto è stato riempito da una versione ‘radical-chic’ dell’ideologia borghese. Ma vi è di più, poiché un significativo risvolto di quel comportamento retorico-metaforico, ricco di suggestione quanto povero di contenuto, è stato – e non poteva non essere – la ‘conventio ad excludendum’, sottaciuta e sistematica, verso la critica sui due fronti: contro l’ideologia del capitalismo imperialista e contro le sue varianti revisioniste, riformiste e trasformiste. Sennonché un simile indirizzo critico e rivoluzionario è sostanzialmente irricevibile per le ‘anime belle’ del &#8220;manifesto&#8221; e dintorni , perché mette in discussione le oblique ipocrisie dell’élitismo di sinistra e tende ad affermare il grande principio della inseparabilità della critica radicale del capitalismo dalla critica di quella forma di “autorealizzazione amministrata”, tipicamente americaneggiante, che si esprime nella subcultura della borghesia di sinistra. Infine, valga una breve nota sulla cosiddetta &#8216;sinistra&#8217; (Pd, Sinistra italiana, Cgil e, per l&#8217;appunto, &#8220;il manifesto&#8221;), dal cui atteggiamento subalterno e tendenzialmente, quando non apertamente, collaborazionista è legittimo dedurre che non verrà alcun contributo alla mobilitazione contro la guerra imperialistica. Una sola cosa è infatti sicura: in alcuni casi, ad esempio in fatto di bellicismo e di atlantismo, questa cosiddetta &#8216;sinistra&#8217;, o una parte di essa, batte in oltranzismo persino il governo ed esprime valori non meno borghesi e reazionari di quelli delle destre. Per converso, bisogna riconoscere che, a differenza di una siffatta ‘sinistra’, le “destre sociali” italiane e mondiali professano apertamente i propri ideali, additando anche a vasti settori delle masse oppresse e disperate una rigenerazione completa, radicale e addirittura ‘rivoluzionaria’ delle società borghesi, di cui ben conoscono la decadenza. Che serva una svolta radicale nella storia del mondo è infatti sia evidente sia urgente. Alle esplosive contraddizioni di una società sbagliata, che intende far pagare all’umanità il suo fallimento storico con sacrifici, regressioni e guerre di sterminio, va allora contrapposta, con coraggio, lucidità ed ostinazione, la prospettiva di una società nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione e la premessa del libero sviluppo di tutti.</p>
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		<title>
		Di: Giancarlo Staffo		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2023/02/23/gli-applausi-de-il-manifesto-per-biden-e-meloni-0157614#comment-237833</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Staffo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 19:50:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Manifesto&quot; (??!!) giornale anticomunista americanoide invenduto e finanziato dal governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Manifesto&#8221; (??!!) giornale anticomunista americanoide invenduto e finanziato dal governo.</p>
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		<title>
		Di: gavroche		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2023/02/23/gli-applausi-de-il-manifesto-per-biden-e-meloni-0157614#comment-237828</link>

		<dc:creator><![CDATA[gavroche]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 17:10:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Infatti tra i quotidiani che escono in edicola, leggo ormai molto più volentieri il Fatto Quotidiano (che tuttavia sul caso Cospito sta dimostrando una ferocia e un&#039;ottusità piuttosto aberrante) anziché il sempre più scolorito Manifesto, anche se riconosco che quest&#039;ultimo mantiene sempre alcuni ottimi collaboratori per cui non mi sentirei di gettare via il bambino assieme all&#039;acqua sporca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti tra i quotidiani che escono in edicola, leggo ormai molto più volentieri il Fatto Quotidiano (che tuttavia sul caso Cospito sta dimostrando una ferocia e un&#8217;ottusità piuttosto aberrante) anziché il sempre più scolorito Manifesto, anche se riconosco che quest&#8217;ultimo mantiene sempre alcuni ottimi collaboratori per cui non mi sentirei di gettare via il bambino assieme all&#8217;acqua sporca.</p>
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		<title>
		Di: paolo regolini		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2023/02/23/gli-applausi-de-il-manifesto-per-biden-e-meloni-0157614#comment-237824</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo regolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 15:14:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Povero manifesto, quantum mutatus ab illo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Povero manifesto, quantum mutatus ab illo!</p>
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