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	Commenti a: Primo Maggio: Marx aveva ragione (e pure Warren Buffett)	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 17:26:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/interventi/2023/04/30/primo-maggio-marx-aveva-ragione-e-pure-warren-buffett-0159774#comment-239664&quot;&gt;M.P.&lt;/a&gt;.

Il rischio, per chi ripete sempre questa frase (“Il capitalismo ha i secoli contati”) è quello di confondere il &quot;modo di produzione&quot; con il &quot;campione&quot; momentaneamente egemone (l&#039;imperialismo statunitense).
Può darsi che &quot;il capitalismo&quot; si riproponga anche dopo questa crisi, meno probabile che si ancora Washington la capitale dell&#039;impero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/interventi/2023/04/30/primo-maggio-marx-aveva-ragione-e-pure-warren-buffett-0159774#comment-239664">M.P.</a>.</p>
<p>Il rischio, per chi ripete sempre questa frase (“Il capitalismo ha i secoli contati”) è quello di confondere il &#8220;modo di produzione&#8221; con il &#8220;campione&#8221; momentaneamente egemone (l&#8217;imperialismo statunitense).<br />
Può darsi che &#8220;il capitalismo&#8221; si riproponga anche dopo questa crisi, meno probabile che si ancora Washington la capitale dell&#8217;impero&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: M.P.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[M.P.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 17:09:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che Giorgio Ruffolo, oltre a Karl Marx da Trier, avesse ragione? Cordialità. :-/
&quot;Il capitalismo ha i secoli contati&quot; Giulio Einaudi Editore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che Giorgio Ruffolo, oltre a Karl Marx da Trier, avesse ragione? Cordialità. :-/<br />
&#8220;Il capitalismo ha i secoli contati&#8221; Giulio Einaudi Editore</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 12:17:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La centralità del conflitto capitale-lavoro, giustamente riaffermata in questo articolo, è tuttavia oscurata e inibita da un processo/progetto, che avanza da decenni: la ‘democratizzazione’ della proprietà privata. Non per nulla, dalla Thatcher in poi, in Europa la diffusione del neoliberismo è stata declinata come un grande progetto volto ad estendere a tutte le classi sociali l’accesso alla proprietà privata e a tutti gli àmbiti della vita la logica patrimoniale: la ‘democratizzazione’ della proprietà privata è stata quindi, nel contempo, un mezzo potente per imborghesire il corpo sociale e una strategia con cui i neoliberisti hanno compensato la progressiva distruzione di un’altra forma di proprietà – quella sociale – incarnata, in qualche misura, dai moderni sistemi di ‘welfare’. Questa particolare angolazione analitica permette di individuare meglio quel vasto settore della composizione sociale della piccola borghesia, il cui protagonista non è affatto l’‘escluso’ o il ‘penultimo’, bensì una sorta di ‘sotto-borghesia’ costituita da quei ceti che si sono arricchiti negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso grazie al cosiddetto “capitalismo molecolare” e sono poi rimasti esclusi dalla nuova accumulazione di ricchezza seguita alla crisi del 2007/2008. In Italia, per citare un caso paradigmatico, le modificazioni che hanno contrassegnato la funzione e il ruolo della Lega sono state rispecchiate dai mutamenti intervenuti nel suo discorso politico e sociale con una tale fedeltà e simultaneità che si possono, da questo punto di vista, considerare esemplari. 
Così, da questo punto di vista, diventa intelligibile il crescente consenso che l’ideologia reazionaria è andata riscuotendo presso i gruppi sociali più poveri, esclusi dalla politica di diffusione della proprietà: consenso che ha dato luogo, per dirla con Gramsci, alla formazione di un “blocco storico” specifico. Il fenomeno testé evocato – rappresentato dalla ‘sotto-borghesia’ e dal lato reazionario della proletarizzazione dei ceti medi – dimostra quindi che è sbagliato, in primo luogo, sottovalutare l’intensità raggiunta dalla crisi di egemonia delle classi dominanti e dalla crescita correlativa del loro “sovversivismo” (cfr. sempre Gramsci), e, in secondo luogo, disconoscere la radicalità delle strategie che le classi dominanti sono disposte ad adottare per tentare di porvi un qualche argine. Nondimeno, occorre precisare, sempre da tale punto di vista, che la questione qui evocata riguarda solo lateralmente un fenomeno politico come la Lega, poiché il problema principale è quello concernente la dislocazione dei soggetti di tradizione liberale e socialdemocratica. A tale proposito, va detto senza ambagi che una parte significativa dei gruppi dirigenti e dei maggiori gruppi editoriali del nostro paese non rifugge affatto dall’idea di fare ricorso a misure più o meno controllate di ‘guerra civile’ pur di superare la ‘crisi di legittimità’ a cui è esposta. Questa disponibilità non nasce semplicemente dall’esigenza di sintonizzarsi con quello che è considerato come un “senso comune popolare”, né da un mero calcolo di natura elettoralistica. Quello che si delinea è infatti un progetto complessivo di ristrutturazione dei rapporti sociali in senso sempre più autoritario e sempre più repressivo, che, sottoposto alla brusca accelerazione impressa dalla guerra imperialista, raggiungerà la sua acme con il &#039;connubio&#039; tra la repubblica presidenziale e l&#039;autonomia differenziale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La centralità del conflitto capitale-lavoro, giustamente riaffermata in questo articolo, è tuttavia oscurata e inibita da un processo/progetto, che avanza da decenni: la ‘democratizzazione’ della proprietà privata. Non per nulla, dalla Thatcher in poi, in Europa la diffusione del neoliberismo è stata declinata come un grande progetto volto ad estendere a tutte le classi sociali l’accesso alla proprietà privata e a tutti gli àmbiti della vita la logica patrimoniale: la ‘democratizzazione’ della proprietà privata è stata quindi, nel contempo, un mezzo potente per imborghesire il corpo sociale e una strategia con cui i neoliberisti hanno compensato la progressiva distruzione di un’altra forma di proprietà – quella sociale – incarnata, in qualche misura, dai moderni sistemi di ‘welfare’. Questa particolare angolazione analitica permette di individuare meglio quel vasto settore della composizione sociale della piccola borghesia, il cui protagonista non è affatto l’‘escluso’ o il ‘penultimo’, bensì una sorta di ‘sotto-borghesia’ costituita da quei ceti che si sono arricchiti negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso grazie al cosiddetto “capitalismo molecolare” e sono poi rimasti esclusi dalla nuova accumulazione di ricchezza seguita alla crisi del 2007/2008. In Italia, per citare un caso paradigmatico, le modificazioni che hanno contrassegnato la funzione e il ruolo della Lega sono state rispecchiate dai mutamenti intervenuti nel suo discorso politico e sociale con una tale fedeltà e simultaneità che si possono, da questo punto di vista, considerare esemplari.<br />
Così, da questo punto di vista, diventa intelligibile il crescente consenso che l’ideologia reazionaria è andata riscuotendo presso i gruppi sociali più poveri, esclusi dalla politica di diffusione della proprietà: consenso che ha dato luogo, per dirla con Gramsci, alla formazione di un “blocco storico” specifico. Il fenomeno testé evocato – rappresentato dalla ‘sotto-borghesia’ e dal lato reazionario della proletarizzazione dei ceti medi – dimostra quindi che è sbagliato, in primo luogo, sottovalutare l’intensità raggiunta dalla crisi di egemonia delle classi dominanti e dalla crescita correlativa del loro “sovversivismo” (cfr. sempre Gramsci), e, in secondo luogo, disconoscere la radicalità delle strategie che le classi dominanti sono disposte ad adottare per tentare di porvi un qualche argine. Nondimeno, occorre precisare, sempre da tale punto di vista, che la questione qui evocata riguarda solo lateralmente un fenomeno politico come la Lega, poiché il problema principale è quello concernente la dislocazione dei soggetti di tradizione liberale e socialdemocratica. A tale proposito, va detto senza ambagi che una parte significativa dei gruppi dirigenti e dei maggiori gruppi editoriali del nostro paese non rifugge affatto dall’idea di fare ricorso a misure più o meno controllate di ‘guerra civile’ pur di superare la ‘crisi di legittimità’ a cui è esposta. Questa disponibilità non nasce semplicemente dall’esigenza di sintonizzarsi con quello che è considerato come un “senso comune popolare”, né da un mero calcolo di natura elettoralistica. Quello che si delinea è infatti un progetto complessivo di ristrutturazione dei rapporti sociali in senso sempre più autoritario e sempre più repressivo, che, sottoposto alla brusca accelerazione impressa dalla guerra imperialista, raggiungerà la sua acme con il &#8216;connubio&#8217; tra la repubblica presidenziale e l&#8217;autonomia differenziale.</p>
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		Di: Binazzi Sergio		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2023/04/30/primo-maggio-marx-aveva-ragione-e-pure-warren-buffett-0159774#comment-239531</link>

		<dc:creator><![CDATA[Binazzi Sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 09:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sicuramente marx aveva ragione, ma detto questo, penso che il governo non a caso ha convocato il consiglio dei ministri nella giornata del 1 maggio, festa dei lavoratori, è non a caso per prendere provvedimenti nei confronti dei lavoratori stessi e delle masse popolari in generale. se vivessimo in un paese civile e democratico i sindacati e le forze di sinistra ( che ormai non hanno più nulla a che fare con la sinistra) dovrebbero intervenire e far sentire la propria voce,  invece si stanno a crogiolare e forse a pensare quale abito indosserà la schlein nella festa dei lavoratori, almeno quello che gli consiglierà la sua personal consiglierà che lei si che ha veramente ottenuto una paga di tutto rilievo stando a ciò che si dice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sicuramente marx aveva ragione, ma detto questo, penso che il governo non a caso ha convocato il consiglio dei ministri nella giornata del 1 maggio, festa dei lavoratori, è non a caso per prendere provvedimenti nei confronti dei lavoratori stessi e delle masse popolari in generale. se vivessimo in un paese civile e democratico i sindacati e le forze di sinistra ( che ormai non hanno più nulla a che fare con la sinistra) dovrebbero intervenire e far sentire la propria voce,  invece si stanno a crogiolare e forse a pensare quale abito indosserà la schlein nella festa dei lavoratori, almeno quello che gli consiglierà la sua personal consiglierà che lei si che ha veramente ottenuto una paga di tutto rilievo stando a ciò che si dice.</p>
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