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	Commenti a: Aspettando la catastrofe	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 17:05:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’esigenza prioritaria espressa dagli analisti statunitensi più avvertiti (ad esempio, dal politologo John Mearshmeier) è quella di arginare l’ascesa della Cina. Perciò essi hanno esortato e tuttora esortano l’attuale Amministrazione a creare un’alleanza efficace per contrastare tale ascesa. Sennonché per conseguire un tale obiettivo è indispensabile attirare la Federazione Russa in una coalizione anticinese, poiché oggi è Pechino, non Mosca, a rappresentare la principale minaccia per gli interessi degli Stati Uniti, e la Russia potrebbe essere un importante alleato. Si tratta, come è evidente, della stessa tattica suggerita a suo tempo a Donald Trump dai suoi consiglieri di orientamento conservatore e populista e condivisa da taluni ambienti sovranisti occidentali. Tuttavia, l’antica russofobia è così forte e tenace che alla fine la Casa Bianca e il Pentagono hanno scelto di arginare la Cina attraverso il “contenimento” della Federazione Russa. Il minaccioso avvicinamento della NATO ai confini russi, che la Russia è stata obbligata a contrastare dando il via all’Operazione Militare Speciale, si inscrive infatti in una più ampia strategia nordamericana di “contenimento” anticinese, oltre che antirusso. 
Consapevole dell’obiettivo delle manovre nordamericane in Europa, la Cina si è vista quindi costretta a consolidare il suo partenariato strategico con la Russia fino a trasformarlo in un’alleanza: il viaggio del presidente Xi a Mosca e i colloqui al vertice col presidente Putin sono serviti a definire i particolari di un’alleanza che è ormai in atto e che certamente, stante la complementarità economica, tecnologica e militare fra i due grandi Paesi, darà i suoi frutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’esigenza prioritaria espressa dagli analisti statunitensi più avvertiti (ad esempio, dal politologo John Mearshmeier) è quella di arginare l’ascesa della Cina. Perciò essi hanno esortato e tuttora esortano l’attuale Amministrazione a creare un’alleanza efficace per contrastare tale ascesa. Sennonché per conseguire un tale obiettivo è indispensabile attirare la Federazione Russa in una coalizione anticinese, poiché oggi è Pechino, non Mosca, a rappresentare la principale minaccia per gli interessi degli Stati Uniti, e la Russia potrebbe essere un importante alleato. Si tratta, come è evidente, della stessa tattica suggerita a suo tempo a Donald Trump dai suoi consiglieri di orientamento conservatore e populista e condivisa da taluni ambienti sovranisti occidentali. Tuttavia, l’antica russofobia è così forte e tenace che alla fine la Casa Bianca e il Pentagono hanno scelto di arginare la Cina attraverso il “contenimento” della Federazione Russa. Il minaccioso avvicinamento della NATO ai confini russi, che la Russia è stata obbligata a contrastare dando il via all’Operazione Militare Speciale, si inscrive infatti in una più ampia strategia nordamericana di “contenimento” anticinese, oltre che antirusso.<br />
Consapevole dell’obiettivo delle manovre nordamericane in Europa, la Cina si è vista quindi costretta a consolidare il suo partenariato strategico con la Russia fino a trasformarlo in un’alleanza: il viaggio del presidente Xi a Mosca e i colloqui al vertice col presidente Putin sono serviti a definire i particolari di un’alleanza che è ormai in atto e che certamente, stante la complementarità economica, tecnologica e militare fra i due grandi Paesi, darà i suoi frutti.</p>
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