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	Commenti a: Nonostante Prigozhin, la Russia sta in piedi	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2023 21:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In effetti, la vicenda – reale o simulata o anche in parte reale e in parte simulata – del rientrato putsch di Prigohzin ripropone ancora una volta la questione, per dirla con Max Weber, del monopolio statale della violenza legittima. Questo significa che le questioni relative al combattimento e alla sicurezza nazionale non possono essere gestite da equivalenti post-moderni (ma in realtà pre-moderni) delle trecentesche compagnie di ventura. Le forze armate richiedono un’autorità indivisa e devono esistere e funzionare meccanismi di controllo sulle azioni di codeste organizzazioni, in modo che i loro rappresentanti non siano tentati di usarle per accumulare potere, ricattare l’esecutivo e intraprendere avventure. Così, sotto il profilo politico e strategico, prima ancora che etico, la realizzazione degli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale da parte della Federazione Russa richiede la rottura totale con il neoliberismo nella vita e nell’azione dello Stato. Con l’estendersi e l’intensificarsi delle operazioni militari al fronte, non possono più esistere spazi liberi per una insurrezione militare nelle retrovie dell’esercito. A questo punto, quando la maggioranza dei Paesi del mondo guarda con comprensione, senza ostilità e spesso con favore lo sviluppo dell’azione armata a sostegno di una giusta causa, soltanto l’unità organica di tutte le forze attorno ad un gruppo dirigente convenientemente epurato può portare alla  vittoria completa sul fascismo nell’area dell’Operazione Militare Speciale. Ancora una volta, infatti, la Russia scuote con la sua azione tutti i rami dell’albero planetario e conferisce agli obiettivi della smilitarizzazione e della denazificazione dell’Ucraina una portata decisiva per il futuro dei popoli russo e ucraino, di tutti i popoli che vivono nel vasto spazio eurasiatico e, quindi, del mondo intero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti, la vicenda – reale o simulata o anche in parte reale e in parte simulata – del rientrato putsch di Prigohzin ripropone ancora una volta la questione, per dirla con Max Weber, del monopolio statale della violenza legittima. Questo significa che le questioni relative al combattimento e alla sicurezza nazionale non possono essere gestite da equivalenti post-moderni (ma in realtà pre-moderni) delle trecentesche compagnie di ventura. Le forze armate richiedono un’autorità indivisa e devono esistere e funzionare meccanismi di controllo sulle azioni di codeste organizzazioni, in modo che i loro rappresentanti non siano tentati di usarle per accumulare potere, ricattare l’esecutivo e intraprendere avventure. Così, sotto il profilo politico e strategico, prima ancora che etico, la realizzazione degli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale da parte della Federazione Russa richiede la rottura totale con il neoliberismo nella vita e nell’azione dello Stato. Con l’estendersi e l’intensificarsi delle operazioni militari al fronte, non possono più esistere spazi liberi per una insurrezione militare nelle retrovie dell’esercito. A questo punto, quando la maggioranza dei Paesi del mondo guarda con comprensione, senza ostilità e spesso con favore lo sviluppo dell’azione armata a sostegno di una giusta causa, soltanto l’unità organica di tutte le forze attorno ad un gruppo dirigente convenientemente epurato può portare alla  vittoria completa sul fascismo nell’area dell’Operazione Militare Speciale. Ancora una volta, infatti, la Russia scuote con la sua azione tutti i rami dell’albero planetario e conferisce agli obiettivi della smilitarizzazione e della denazificazione dell’Ucraina una portata decisiva per il futuro dei popoli russo e ucraino, di tutti i popoli che vivono nel vasto spazio eurasiatico e, quindi, del mondo intero.</p>
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