<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Ucraina, Israele e Taiwan: tre viaggi senza ritorno	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/interventi/2024/02/04/ucraina-israele-e-taiwan-tre-viaggi-senza-ritorno-0168968/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/interventi/2024/02/04/ucraina-israele-e-taiwan-tre-viaggi-senza-ritorno-0168968</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 Feb 2024 17:10:59 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Eros Barone		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2024/02/04/ucraina-israele-e-taiwan-tre-viaggi-senza-ritorno-0168968#comment-248944</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 17:10:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=168968#comment-248944</guid>

					<description><![CDATA[Premettendo che la relazione tra l&#039;Ucraina e Israele è evidentemente (non un&#039;omologia morfologica ma) un&#039;analogia funzionale e  riprendendo la chiara argomentazione esposta dal politologo statunitense John Mearscheimer, si può evocare il ‘dilemma del diavolo’: 1) se la Russia vincerà la guerra, la vittoria sarà ‘brutta’ e darà inevitabilmente luogo ad un armistizio tanto precario quanto indefinito, cui seguirà a breve termine la ripresa della guerra (sbocco di tipo ‘coreano’ nella sua forma peggiore); 2) se l’Ucraina vincerà la guerra (ipotesi, allo stato attuale, puramente controfattuale), la Russia che considera tale vittoria una minaccia esistenziale ricorrerà alle armi nucleari con tutto quel che ne consegue (in sostanza, una guerra generalizzata e distruttiva tra gli opposti schieramenti). La guerra in Ucraina è dunque il prodromo della terza guerra mondiale, poiché coinvolge necessariamente, oltre alla Russia e all’Ucraina che la combattono ma non possono concluderla con un negoziato (come si è visto a suo tempo), i seguenti attori, che non la combattono direttamente e non vogliono concluderla con alcun negoziato (volerla concludere alle proprie condizioni e indipendentemente dai rapporti di forza sul campo di battaglia equivale a non volerla concludere con alcun negoziato): USA, UE e NATO. Per usare una metafora topologica, è come il nastro di Moebius che non può essere rettificato ma solo tagliato. Per quanto riguarda Taiwan, non vi è dubbio che il fattore tempo giochi a favore della Cina, ma occorre considerare anche il fattore Trump...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premettendo che la relazione tra l&#8217;Ucraina e Israele è evidentemente (non un&#8217;omologia morfologica ma) un&#8217;analogia funzionale e  riprendendo la chiara argomentazione esposta dal politologo statunitense John Mearscheimer, si può evocare il ‘dilemma del diavolo’: 1) se la Russia vincerà la guerra, la vittoria sarà ‘brutta’ e darà inevitabilmente luogo ad un armistizio tanto precario quanto indefinito, cui seguirà a breve termine la ripresa della guerra (sbocco di tipo ‘coreano’ nella sua forma peggiore); 2) se l’Ucraina vincerà la guerra (ipotesi, allo stato attuale, puramente controfattuale), la Russia che considera tale vittoria una minaccia esistenziale ricorrerà alle armi nucleari con tutto quel che ne consegue (in sostanza, una guerra generalizzata e distruttiva tra gli opposti schieramenti). La guerra in Ucraina è dunque il prodromo della terza guerra mondiale, poiché coinvolge necessariamente, oltre alla Russia e all’Ucraina che la combattono ma non possono concluderla con un negoziato (come si è visto a suo tempo), i seguenti attori, che non la combattono direttamente e non vogliono concluderla con alcun negoziato (volerla concludere alle proprie condizioni e indipendentemente dai rapporti di forza sul campo di battaglia equivale a non volerla concludere con alcun negoziato): USA, UE e NATO. Per usare una metafora topologica, è come il nastro di Moebius che non può essere rettificato ma solo tagliato. Per quanto riguarda Taiwan, non vi è dubbio che il fattore tempo giochi a favore della Cina, ma occorre considerare anche il fattore Trump&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lollo		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2024/02/04/ucraina-israele-e-taiwan-tre-viaggi-senza-ritorno-0168968#comment-248922</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 01:13:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=168968#comment-248922</guid>

					<description><![CDATA[Analisi con cui concordo pienamente. Essa però non tiene conto di un fattore. Il tempo. Mi spiego meglio, lo scenario taiwanese mi preoccupava prima del 2023. La Cina si riprenderà Taiwan, ma con l&#039; occidente in crisi economica si può permettere d&#039; aspettare per un intervento militare. L&#039; anno scorso infatti è miseramente fallita la controffensiva Ucraina, non solo, ma ha iniziato a perdere pezzi importanti di territorio di settimana in settimana. Cio vuol dire che senza un massiccio intervento delle intere forze Nato a bloccare Mosca, anche l&#039; ipotesi di una nuova Israele, o più azzeccata una nuova Korea data la grandezza dello stato, per ora sembra infattibile. Ho pronta la bottiglia di Champagne per quando cadrà Kiev.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Analisi con cui concordo pienamente. Essa però non tiene conto di un fattore. Il tempo. Mi spiego meglio, lo scenario taiwanese mi preoccupava prima del 2023. La Cina si riprenderà Taiwan, ma con l&#8217; occidente in crisi economica si può permettere d&#8217; aspettare per un intervento militare. L&#8217; anno scorso infatti è miseramente fallita la controffensiva Ucraina, non solo, ma ha iniziato a perdere pezzi importanti di territorio di settimana in settimana. Cio vuol dire che senza un massiccio intervento delle intere forze Nato a bloccare Mosca, anche l&#8217; ipotesi di una nuova Israele, o più azzeccata una nuova Korea data la grandezza dello stato, per ora sembra infattibile. Ho pronta la bottiglia di Champagne per quando cadrà Kiev.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
