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	Commenti a: La fine dell&#8217;occidente accelera	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sun, 10 Nov 2024 12:26:14 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Paolo DP		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo DP]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 12:26:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per oigroig.
non ragionare in merito a categorie di psicologia di massa e segnatamente delle classi dirigenti è un limite per i comunisti.
comunque faccio notare che la crisi dell&#039;occidente è esplicita nelle quote di PIL mondiale del G7, come evidenziato nell&#039;articolo.
comunque fare troppe parole è un limite, quello che serve è costruire organizzazione  e fare lotta nei territori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per oigroig.<br />
non ragionare in merito a categorie di psicologia di massa e segnatamente delle classi dirigenti è un limite per i comunisti.<br />
comunque faccio notare che la crisi dell&#8217;occidente è esplicita nelle quote di PIL mondiale del G7, come evidenziato nell&#8217;articolo.<br />
comunque fare troppe parole è un limite, quello che serve è costruire organizzazione  e fare lotta nei territori.</p>
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		Di: marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 11:33:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[già il fatto che nel XXI secolo c&#039;è ancora chi accomuna stalin a mussolini e hitler, qualificandolo come tiranno la dice lunga sul lavoro che c&#039;è da fare per disincrostare il pensiero comunista dalle infiltrazioni revisioniste dell&#039;egemonia culturale che il capitale ha creato. 
Fortunatamente però vedo che specie tra i più giovani questa favola borghese fa sempre meno presa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>già il fatto che nel XXI secolo c&#8217;è ancora chi accomuna stalin a mussolini e hitler, qualificandolo come tiranno la dice lunga sul lavoro che c&#8217;è da fare per disincrostare il pensiero comunista dalle infiltrazioni revisioniste dell&#8217;egemonia culturale che il capitale ha creato.<br />
Fortunatamente però vedo che specie tra i più giovani questa favola borghese fa sempre meno presa</p>
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		Di: Oigroig		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Oigroig]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 06:56:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo il mio giudizio parlare di «una psicosi collettiva delle classi dirigenti occidentali» è una metafora che non spiega nulla e pecca di un idealismo vagamente shakespeariano. Non servono categorie psichiatriche applicate alla storia (anche Hitler, Mussolini, Napoleone e persino Stalin potrebbero essere psicanalizzati come tutti i tiranni, e però ciò non spiega perché hanno preso il potere). Oggi, a mio giudizio, il capitalismo si misura con la caduta del saggio di profitto e con la chiusura e crisi di un ciclo economico e la (solita) soluzione è l’economia di guerra, le grandi opere pubbliche date in appalto ad aziende nazionali, il nazionalismo (protezionistico), la concentrazione di capitali, la fascistizzazione delle strutture statali, ecc., per garantire la riproduzione del capitale... Questi ceti dirigenti non sono pazzi o psicotici, sono solo cinici e mettono gli affari al primo posto... Ma proprio questi momenti di caduta nell’atrocità del capitale sono i momenti in cui la rivoluzione diventa possibile, ma solo se non ci copriamo gli occhi con discorsi astratti e consolatorii perché se chi ha il potere è pazzo, allora non c’è nulla da fare e la mia pigrizia va bene e mi sento meglio, anzi mi sento più intelligente di questo mondo demente = «romanticismo della disillusione», cioè ideologia reazionaria. Essere comunisti vuol dire anche non lasciare arrugginire gli strumenti concettuali faticosamente messi a punto in due secoli di lotte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il mio giudizio parlare di «una psicosi collettiva delle classi dirigenti occidentali» è una metafora che non spiega nulla e pecca di un idealismo vagamente shakespeariano. Non servono categorie psichiatriche applicate alla storia (anche Hitler, Mussolini, Napoleone e persino Stalin potrebbero essere psicanalizzati come tutti i tiranni, e però ciò non spiega perché hanno preso il potere). Oggi, a mio giudizio, il capitalismo si misura con la caduta del saggio di profitto e con la chiusura e crisi di un ciclo economico e la (solita) soluzione è l’economia di guerra, le grandi opere pubbliche date in appalto ad aziende nazionali, il nazionalismo (protezionistico), la concentrazione di capitali, la fascistizzazione delle strutture statali, ecc., per garantire la riproduzione del capitale&#8230; Questi ceti dirigenti non sono pazzi o psicotici, sono solo cinici e mettono gli affari al primo posto&#8230; Ma proprio questi momenti di caduta nell’atrocità del capitale sono i momenti in cui la rivoluzione diventa possibile, ma solo se non ci copriamo gli occhi con discorsi astratti e consolatorii perché se chi ha il potere è pazzo, allora non c’è nulla da fare e la mia pigrizia va bene e mi sento meglio, anzi mi sento più intelligente di questo mondo demente = «romanticismo della disillusione», cioè ideologia reazionaria. Essere comunisti vuol dire anche non lasciare arrugginire gli strumenti concettuali faticosamente messi a punto in due secoli di lotte.</p>
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