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	Commenti a: La vittoria di Gaza	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 21:29:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come è noto, il ‘peccato originale’ dello Stato di Israele è il suo carattere strutturalmente sionista. In altri termini, il fondamentalismo sionista è riuscito ad attuare, giocando la carta della persecuzione antiebraica e della tragedia dell’Olocausto, la progressiva conquista della Palestina dall’interno, in modo tale da accreditare in tutto il mondo (non solo in quello occidentale) l’idea che l’elemento autoctono sia costituito dagli Ebrei e che stranieri siano i Palestinesi. In questa inversione della realtà risiede sia il nucleo della tragedia che ha colpito il popolo palestinese sia la ragione principale delle sue molte sconfitte. Il sionismo si è quindi assicurato, per questa via, un vasto consenso e un sostegno generale da parte dei governi e dell’opinione pubblica europea, così come non è accaduto per alcun’altra impresa coloniale. Ma in un simile ‘lucus a non lucendo’ sta anche l’errore storico commesso dalla classe dirigente israeliana e dalla potente élite ebraica statunitense che ne ha sempre sostenuto le scelte politico-militari. Il popolo palestinese esisteva in Palestina prima della costituzione dello Stato di Israele, continua ad esistere nonostante lo Stato di Israele ed è fermamente deciso a sopravvivere allo Stato di Israele, nonostante le sconfitte, l’oppressione e la distruzione dei suoi figli, dei suoi beni e dei suoi valori. Esso ha saputo usare l’arma della resistenza popolare. Giacché, se nella guerra aerea la superiorità militare e la potenza distruttiva dello Stato sionista è assoluta e schiacciante, nella guerra civile che si è combattuta nelle città, tra le macerie e i tunnel, i rapporti di forza si sono invertiti e la situazione è stata rovesciata dalla resistenza popolare palestinese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come è noto, il ‘peccato originale’ dello Stato di Israele è il suo carattere strutturalmente sionista. In altri termini, il fondamentalismo sionista è riuscito ad attuare, giocando la carta della persecuzione antiebraica e della tragedia dell’Olocausto, la progressiva conquista della Palestina dall’interno, in modo tale da accreditare in tutto il mondo (non solo in quello occidentale) l’idea che l’elemento autoctono sia costituito dagli Ebrei e che stranieri siano i Palestinesi. In questa inversione della realtà risiede sia il nucleo della tragedia che ha colpito il popolo palestinese sia la ragione principale delle sue molte sconfitte. Il sionismo si è quindi assicurato, per questa via, un vasto consenso e un sostegno generale da parte dei governi e dell’opinione pubblica europea, così come non è accaduto per alcun’altra impresa coloniale. Ma in un simile ‘lucus a non lucendo’ sta anche l’errore storico commesso dalla classe dirigente israeliana e dalla potente élite ebraica statunitense che ne ha sempre sostenuto le scelte politico-militari. Il popolo palestinese esisteva in Palestina prima della costituzione dello Stato di Israele, continua ad esistere nonostante lo Stato di Israele ed è fermamente deciso a sopravvivere allo Stato di Israele, nonostante le sconfitte, l’oppressione e la distruzione dei suoi figli, dei suoi beni e dei suoi valori. Esso ha saputo usare l’arma della resistenza popolare. Giacché, se nella guerra aerea la superiorità militare e la potenza distruttiva dello Stato sionista è assoluta e schiacciante, nella guerra civile che si è combattuta nelle città, tra le macerie e i tunnel, i rapporti di forza si sono invertiti e la situazione è stata rovesciata dalla resistenza popolare palestinese.</p>
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