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	Commenti a: La lezione dei referendum	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 10:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per parafrasare Manzoni, “il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune”. Che altro dire dell’ennesima catastrofe politico-elettorale prodotta dal cretinismo autolesionista dell’”asinistra” italiana? Sostituire la mobilitazione di massa sui temi della condizione e dei diritti dei lavoratori dipendenti, oggetto dei referendum, con una mobilitazione elettorale tardiva e interclassista, basata sulle schede elettorali, significa offrirsi bersaglio inetto e inerme alla facile campagna astensionista del massiccio fronte padronale e antiproletario, tanto che vien fatto di chiedersi se il signor Landini, che ha sorriso apprendendo i risultati della consultazione referendaria e ha dichiarato che non si tratta di una vittoria, si possa considerare un dirigente del movimento sindacale o si debba considerare un alleato, per quanto inconsapevole dato il suo modesto QI, di quel fronte. Che altro aggiungere se non che la defezione dal campo della lotta di classe e della organizzazione del proletariato, degli esponenti di una sinistra senz’anima, senza progetto e senza futuro non poteva non produrre i risultati che le varie elezioni susseguitesi nel corso degli ultimi decenni hanno spietatamente sancito e, con molta probabilità, reso irreversibili?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per parafrasare Manzoni, “il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune”. Che altro dire dell’ennesima catastrofe politico-elettorale prodotta dal cretinismo autolesionista dell’”asinistra” italiana? Sostituire la mobilitazione di massa sui temi della condizione e dei diritti dei lavoratori dipendenti, oggetto dei referendum, con una mobilitazione elettorale tardiva e interclassista, basata sulle schede elettorali, significa offrirsi bersaglio inetto e inerme alla facile campagna astensionista del massiccio fronte padronale e antiproletario, tanto che vien fatto di chiedersi se il signor Landini, che ha sorriso apprendendo i risultati della consultazione referendaria e ha dichiarato che non si tratta di una vittoria, si possa considerare un dirigente del movimento sindacale o si debba considerare un alleato, per quanto inconsapevole dato il suo modesto QI, di quel fronte. Che altro aggiungere se non che la defezione dal campo della lotta di classe e della organizzazione del proletariato, degli esponenti di una sinistra senz’anima, senza progetto e senza futuro non poteva non produrre i risultati che le varie elezioni susseguitesi nel corso degli ultimi decenni hanno spietatamente sancito e, con molta probabilità, reso irreversibili?</p>
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