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	Commenti a: &#8220;Fa caldo, governo ladro&#8221;: ma è assalto al ‘treno verde’	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Oigroig		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Oigroig]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 05:04:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Green Deal non assicurava sufficienti margini di profitto e comunque era un progetto timido e tardivo se davvero  si voleva evitare la catastrofe climatica. Dobbiamo provare a guardare avanti e a prevedere quale situazione dovremo affrontare. Anzitutto, la catastrofe climatica scasserà progressivamente le filiere energetiche, agricole e industriali, e molto più rapidamente di quanto ci aspettiamo. Tutte le consolanti distopie che abbiamo immaginato, del “capitalismo della sorveglianza”, dell’AI al potere, ecc., non avranno possibilità di realizzarsi. Il problema sarà la guerra che si espande. Non solo quella degli Stati, ma quella che è già implicita nella diffusa prepotenza sociale. Bisogna avere un piano e un’ideologia condivisa, perché solo l’ideologia ti permette di agire con rapidità senza sbagliare. E siamo indietro, perché ci preme più il piano (culturale) della “comunicazione” che quello (pragmatico) della rivoluzione, voglio dire non come feticcio, ma anzitutto come trasformazione del nostro punto di vista su mondo, che è abbastanza stereotipato. Non c’è nessuna “sostenibilità ambientale” del capitalismo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Green Deal non assicurava sufficienti margini di profitto e comunque era un progetto timido e tardivo se davvero  si voleva evitare la catastrofe climatica. Dobbiamo provare a guardare avanti e a prevedere quale situazione dovremo affrontare. Anzitutto, la catastrofe climatica scasserà progressivamente le filiere energetiche, agricole e industriali, e molto più rapidamente di quanto ci aspettiamo. Tutte le consolanti distopie che abbiamo immaginato, del “capitalismo della sorveglianza”, dell’AI al potere, ecc., non avranno possibilità di realizzarsi. Il problema sarà la guerra che si espande. Non solo quella degli Stati, ma quella che è già implicita nella diffusa prepotenza sociale. Bisogna avere un piano e un’ideologia condivisa, perché solo l’ideologia ti permette di agire con rapidità senza sbagliare. E siamo indietro, perché ci preme più il piano (culturale) della “comunicazione” che quello (pragmatico) della rivoluzione, voglio dire non come feticcio, ma anzitutto come trasformazione del nostro punto di vista su mondo, che è abbastanza stereotipato. Non c’è nessuna “sostenibilità ambientale” del capitalismo!</p>
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