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	Commenti a: Fuori la Palestina dalle carte geografiche	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Ta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 15:44:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È alquanto discutibile che la «chiave di volta per salvare la Palestina» stia «nella presa di coscienza della società israeliana».
Come ricordava poco tempo faun altro articolo di Contropiano, le manifestazioni organizzate nell’entità sionista vertono quasi esclusivamente sulla questione degli ostaggi, e sui rischi che il proseguimento del genocidio implica per loro e per i militari sionisti. Delle decine di migliaia di palestinesi assassinati non si fa praticamente parola. 
D’altronde, un recente sondaggio indicava che l’82% degli israeliani sono a favore del proseguimento della «guerra». Qualche centinaio di riservisti preoccupati dal richiamo, per quanto apprezzabili sul piano umano, non cambiano il quadro. E in ogni caso, anche i soldati nazisti avrebbero sicuramente preferito turni di «servizio» più brevi e licenze più lunghe, ma questo non faceva di loro dei nemici del nazismo.
L’unica presa di coscienza da parte israeliana che risolverebbe definitivamente il problema sarebbe la presa d’atto «che la Palestina è il paese che si estende dal fiume al mare, e che i palestinesi sono tutti coloro che vivono nella Palestina storica e coloro che ne sono espulsi. Sono loro che decideranno il futuro della loro patria» (Ilan Pappe).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È alquanto discutibile che la «chiave di volta per salvare la Palestina» stia «nella presa di coscienza della società israeliana».<br />
Come ricordava poco tempo faun altro articolo di Contropiano, le manifestazioni organizzate nell’entità sionista vertono quasi esclusivamente sulla questione degli ostaggi, e sui rischi che il proseguimento del genocidio implica per loro e per i militari sionisti. Delle decine di migliaia di palestinesi assassinati non si fa praticamente parola.<br />
D’altronde, un recente sondaggio indicava che l’82% degli israeliani sono a favore del proseguimento della «guerra». Qualche centinaio di riservisti preoccupati dal richiamo, per quanto apprezzabili sul piano umano, non cambiano il quadro. E in ogni caso, anche i soldati nazisti avrebbero sicuramente preferito turni di «servizio» più brevi e licenze più lunghe, ma questo non faceva di loro dei nemici del nazismo.<br />
L’unica presa di coscienza da parte israeliana che risolverebbe definitivamente il problema sarebbe la presa d’atto «che la Palestina è il paese che si estende dal fiume al mare, e che i palestinesi sono tutti coloro che vivono nella Palestina storica e coloro che ne sono espulsi. Sono loro che decideranno il futuro della loro patria» (Ilan Pappe).</p>
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