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	Commenti a: Gaza nella notte del mondo	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: almar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[almar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 18:49:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di questo articolo vorrei sottolineare alcune frasi. La prima, e per me essenziale, è: “non serve una laurea in geopolitica per capire da che parte stare. Basta essere umani. “Appunto nel caso di Gaza non c’è da cercare la bandiera sotto cui schierarsi, semplicemente osservare “restando umani” (Vittorio Arrigoni) quello che accade a Gaza. La seconda frase è un monito da valutare bene: “Se accettiamo questo, accetteremo tutto. Accetteremo il disumano come nuova norma, la barbarie come inevitabile.“ E non è detto che prima o poi non capiti a noi; anzi forse è sicuro. La terza frase è: “O si sta di qua o si sta di là. Non c’è più spazio per l’equidistanza.”  Non esiste il “bene assoluto” come non esiste il “male assoluto”, tutto è imperfetto e l’uno in una certa misura è sempre più grande dell’altro, un punto di equilibrio non esiste, invocarlo  è solo sintomo di indifferenza, ignavia. Per essere partecipi dell’Umanità occorre schierarsi.
Vorrei infine osservare come la propaganda messa in atto da moltissimi media oggi sia anche più efficiente di quella del nazista Goebbels; chi non ha la voglia o la curiosità di accertare la verità, assorbe questa propaganda come un bambino mangia la pappa. Se si vuole combattere il sistema di potere capitalistico occorre trovare un modo efficace di contrastare questa propaganda, che, tanto per conferma, ha tolto visibilità al problema Palestinese ripetendo insistentemente la semplice parola: “tregua”, per non parlare della reboante “pace” (di Trump e Netanyau).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di questo articolo vorrei sottolineare alcune frasi. La prima, e per me essenziale, è: “non serve una laurea in geopolitica per capire da che parte stare. Basta essere umani. “Appunto nel caso di Gaza non c’è da cercare la bandiera sotto cui schierarsi, semplicemente osservare “restando umani” (Vittorio Arrigoni) quello che accade a Gaza. La seconda frase è un monito da valutare bene: “Se accettiamo questo, accetteremo tutto. Accetteremo il disumano come nuova norma, la barbarie come inevitabile.“ E non è detto che prima o poi non capiti a noi; anzi forse è sicuro. La terza frase è: “O si sta di qua o si sta di là. Non c’è più spazio per l’equidistanza.”  Non esiste il “bene assoluto” come non esiste il “male assoluto”, tutto è imperfetto e l’uno in una certa misura è sempre più grande dell’altro, un punto di equilibrio non esiste, invocarlo  è solo sintomo di indifferenza, ignavia. Per essere partecipi dell’Umanità occorre schierarsi.<br />
Vorrei infine osservare come la propaganda messa in atto da moltissimi media oggi sia anche più efficiente di quella del nazista Goebbels; chi non ha la voglia o la curiosità di accertare la verità, assorbe questa propaganda come un bambino mangia la pappa. Se si vuole combattere il sistema di potere capitalistico occorre trovare un modo efficace di contrastare questa propaganda, che, tanto per conferma, ha tolto visibilità al problema Palestinese ripetendo insistentemente la semplice parola: “tregua”, per non parlare della reboante “pace” (di Trump e Netanyau).</p>
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