<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Alla Telecom Sparkle funziona come nella Fiat di Marchionne	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/interventi/lettere-a-contropiano/2011/02/16/alla-telecom-sparkle-funziona-come-nella-fiat-di-marchionne-035503/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/interventi/lettere-a-contropiano/2011/02/16/alla-telecom-sparkle-funziona-come-nella-fiat-di-marchionne-035503</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 May 2011 19:45:35 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: INeuropa		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/lettere-a-contropiano/2011/02/16/alla-telecom-sparkle-funziona-come-nella-fiat-di-marchionne-035503#comment-8</link>

		<dc:creator><![CDATA[INeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 19:45:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/interventi/lettere-a-contropiano/2011/02/16/alla-telecom-sparkle-funziona-come-nella-fiat-di-marchionne-035503#comment-8</guid>

					<description><![CDATA[Dal  portale  Indymedia
http://piemonte.indymedia.org/article/12533 

Telecom Italia: come realizzare  la  frode  del  secolo. 

Consigli  utili per  preparare  una  gustosa e prelibata superfrode.

Non  le  solite  ruberie  da ladro  di  polli o  cose  frivole   alla  tangentopoli  anni ‘90 (quelle  cose scemine che  facevano  Sergio Cusani  o  Pacini  Battaglia)   ma  una  vera e  propria supertruffa da “Guinnness World  Record”. Ecco  gli ingredienti.

Anzitutto bisogna stare  molto attenti  alle  dosi. Bisogna intanto disporre  di  una  grossa  holding in seno  alla  quale poter  realizzare  le  complesse  operazioni  finanziarie. Ecco: Telecom  Italia  Spa. 

Indispensabile avere anche una  subholding  che possa  fare  da  parafulmine   schermando  la  società  madre  in  caso  di problematiche  varie e/o defaillance: toh  quì Telecom  Italia  Sparkle Spa.

A  questo  punto per  far  lievitare  bene il  tutto dovete  dotarvi  d’un pizzico   di  società  “cartiere” (sia  in Italia  che  all’estero) per  poter  emettere  quantità  industriali  di  false  fatture (ovviamente  per  operazioni  inesistenti  generando quindi un  fittizio imponente credito  IVA) nonché società “cartiere” da  sfruttare  in  seguito per riciclare/reimpiegare gli ingenti proventi  illecitamente  conseguiti.  “Cartiere” di  che  dimensione? Nel  caso  di  Telecom Italia  Sparkle stiamo  parlando dell’emissione di fatture false  nell’ordine di  cifre  che  vanno dai 250 ai 970 milioni  di  euro a  botta (nell’anno 2006 che  son  stati  più onesti Telecom  ha prodotto “solo” -  si  fa  per  dire - 194  milioni  di  euro di  false  fatture). Se  volete  fare i  perfezionisti aggiungete anche  un  cicinin di contrattualistica  varia  ed  una  spruzzatina  di  agreements tanto per far  apparire  lecite tutte le  operazioni fittizie (falsi  contratti  di  prestazioni  e/o servizi)  anche  per  poter giustificare poi  tutti i movimenti  finanziari  con  l’estero. 

Quindi  condite  il tutto con una  manciatina  di  manager  truffaldini che  possano dar   gusto alla  truffa (il  migliore  di  tutti è Stefano  Mazzitelli - Amministratore Delegato  Telecom  Italia Sparkle Spa). 

Ingrediente  fondamentale,  non  dimenticatelo, bisogna avere anche a  disposizione istituti  di  credito  nazionali  ed  internazionali  compiacenti (banche  di  fiducia spregiudicate per  intenderci) per  poter riciclare  gli  ingenti  proventi finanziari in  paradisi  fiscali  senza il  rischio d’alcun  tipo  di controllo, preferibilmente sempre con  entità  off-shore  situate   in nazioni dove  sono difficili gli scambi di  informazioni per  fini  di  giustizia (paesi  opachi senza  accordi  bilaterali  con  l’Italia ce  ne  sono  parecchi).  

Dulcis  in  fundo, per  servire un’ottima  frode, è  assolutamente vitale che  abbiano  le  mani  in  pasta persone con solide conoscenze  dei  mercati finanziari internazionali (vedi  che alla  fin  fine gli  studi  di  diritto  tributario  comparato servono  sempre). All’uopo non  sarebbe neanche   male poter  disporre  di  fiscalisti e/o tributaristi  compiacenti  operanti  in  Italia, all’estero ed  in  tutto  il  mondo. Se volete  spartirvi in  modo  sereno  la  torta accertatevi soprattutto  che questi siano esperti  della  normativa fiscale/commerciale  di  stati  esteri, nonché cultori  di  strumenti  giuridici  quali le  Società  Fiduciarie  ed i  Trust.

La truffa  del secolo è  servita.

I nostri campioni  di  Telecom  Italia hanno seguito alla  perfezione le  istruzioni e le  quantità, però, a  dir  il  vero, anziché  far  pasticcini  hanno  fatto  i  pasticcioni. E la  loro   ricetta  non  è piaciuta  tanto agli uomini  del  Nucleo Polizia  Tributaria di  Roma,  che il  29  marzo  2010 ha  dato  il  via ad   una  verifica  fiscale a  tutto  campo contro  la  società Telecom Italia  Sparkle - controllata  al 100% da  Telecom  Italia Spa (la  quale  segue  di  qualche  tempo un’altra indagine condotta  dal  Nucleo Speciale  di Polizia  Valutaria). 

Recita  il  verbale della  Guardia di Finanza  di Roma  (v.  doc. pdf   allegato):

“… l’indagine condotta  dal  predetto  Nucleo  Speciale ha  consentito  di  acquisire elementi  di prova circa  l’esistenza di  una  complessa associazione  per  delinquere operante  a  livello  transnazionale,  responsabile  di  aver  ideato e  realizzato un ingegnoso  meccanismo di  frode finalizzato al  perseguimento di  plurimi  fini illeciti.  L’architettura  costruita rappresenta  una  significativa evoluzione  del  modello classico  delle c.d. frodi  carosello, rispetto  al  quale si  arricchisce di  nuovi  innovativi  passaggi. Oltre  al  principale  beneficiario che,  come  detto, è  costituito  dall’IVA sottratta  all’erario si sono  aggiunti  ulteriori vantaggi  per  le  società coinvolte e  per  i  relativi manager.  Il  meccanismo ideato  ha  infatti:

-	generato  ricavi, volumi  d’affari  e margini  che  hanno sensibilmente  migliorato gli  indici  economici e  reddituali di  Telecom  Italia  Sparkle Spa;
-	generato  fittizi  crediti  IVA;
-	consentito  il  raggiungimento e  il  superamento dei  budget pianificati  da  parte dei  manager  coinvolti con  connesse  ripercussioni in  termini  di  guadagno personale e  di  carriera/prestigio;

Il  meccanismo  di  frode ideato  e realizzato è  imperniato su  un  circuito finanziario/commerciale chiuso  in  cui  è coinvolto oltre  allo  Stato  frodato almeno  un  altro  estero. La circolarità  rappresenta sicuramente  uno degli  aspetti  di maggiore  interesse in  quanto  non  solo  ha  consentito il  perseguimento del  mancato  versamento del  tributo e  la  sua  redistribuzione a  Telecom  Italia  Sparkle Spa, ma  soprattutto l’amplificazione del  sistema  sino a  raggiungere enormi  volumi. Avendo  come  obiettivo il  perseguimento  dei citati  vantaggi,  per  dare  una  parvenza  di  liceità all’intera  operazione  commerciale, l’associazione  criminale  ha:

-	ideato  e realizzato operazioni  commerciali,  il  cui oggetto è  inesistente in  quanto nella  sostanza  privo di  ogni  valenza  economica ma  puramente strumentale  al  perseguimento degli  nilleciti  obiettivi; si  pensi  al segnale di  traffico  telefonico proveniente  dall’estero e  instradato verso  numerazioni geografiche  internazionali,  che  è  stato  dimostrato essere  legato ad  un  servizio  inesistente (la  circolarità  finanziaria/commerciale implica  l’inesistenza di  fruitori del  servizio);
-	utilizzato  ed  emesso fatture  per  operazioni  inesistenti strumentali a  consentire  l’abuso del  meccanismo  di  applicazione del  tributo  dell’IVA e necessarie  a  giustificare i  trasferimenti  finanziari  all’estero;
-	formato  contratti di  prestazioni di servizio e  di  finanziamento, anche internazionale,    per  far  apparire  lecita  l’operazione  e  per  giustificare  ingenti movimentazioni  finanziarie  con l’estero;
-	omesso  il  versamento dell’imposta  relativa alle  operazioni  simulate da  parte  di  società  cartiere  e  ha  determinato la  costituzione  di  un  fittizio  credito IVA in  capo a  Telecom  Italia Sparkle Spa;
-	riciclato  gli  ingenti  proventi attraverso  istituti  di  credito nazionali  ed internazionali e  li  ha  allocati e/o  reimpiegati in  centri  finanziari internazionali (Londra, Dubai, Hong  Kong, Svizzera, Panama);
-	impiegato sia  associati sia,  all’occorrenza, persone  compiacenti operanti  in  Italia,  in Europa  e nel  resto del  mondo, alcune  delle  quali  con solide conoscenze dei  mercati  finanziari internazionali e  dei  relativi mezzi  di pagamento e d ella  normativa commerciale e  fiscale e di  Stati  esteri,  molti  dei  quali considerati  off-shore  dal  punto  di  vista  fiscale e/o  finanziario;
-	utilizzato  società  “cartiere” destinate  ad  essere sfruttate  nel  circuito descritto o  per  riciclare/reimpiegare i  proventi  illeciti, sia  estere  che  nazionali,  alcune  delle  quali  dotate di  risorse  finanziarie, umane  e  tecniche, comunque  tutte  con  strutture  di  controllo opache  in  quanto ubicate  in  paesi a  fiscalità  privilegiata   o  comunque  la  cui  normativa  nazionale pone,  di diritto  o  di fatto, vincoli  allo  scambio  di  informazioni per  fini  di  giustizia,  ovvero  schermate da  strumenti  giuridici quali il  mandato  fiduciario o  il  trust. Peraltro  le  stesse  cartiere costituite  in  Italia sono  state  o  erano  destinate,  una  volta  adempiuto  alla  loro  funzione, ad  essere  trasferite  all’estero,  rendendo oltremodo difficoltoso reperirne la  documentazione  contabile”. 

Non  tutte  le  ciambelle possono uscire  col  buco!

La  mazzata, inevitabilmente, non poteva  che   riflettersi negativamente  sulla società  guidata  da  Franco Bernabè: Telecom  Italia  Spa (che  controlla interamente Telecom  Italia  Sparkle) che  beneficiava  della  frode  iva  di  Sparkle. Aderendo  alla proceduta  cd della  liquidazione dell’IVA  di  gruppo la  frode  carosello ha  imbastardito  anche  i  bilanci  di  Telecom  Italia Spa.  La  nostra  cara società  di  telefonia ha  dovuto infatti far  buon  viso  a cattiva  sorte promuovendo un’azione  di  responsabilità  contro l’ex AD  di  Telecom Italia  Sparkle Stefano Mazzitelli   chiedendo una  maxi  cifra  di  risarcimento danni.  Oltre 500  milioni  di  euro  (e  secondo  voi Mazzitelli  ha  beni  aggredibili  per  tutti  quei  quattrini?). Telecom  Italia ha  dovuto versare  all’erario -  e sull’unghia -  418 milioni di euro (somme  già corrisposte al  fisco   a  seguito  di  3  avvisi  di  accertamento) tale  importo comprende   l&#039;intero  ammontare  dell&#039;IVA ritenuta  indetraibile  dall&#039;Erario (298  milioni  di  euro), le  sanzioni  in  misura  ridotta (91 milioni di  euro)  nonché  gli  interessi (29  milioni  di  euro).  820.000  euro sono invece  i costi  sostenuti  da  Sparkle per  commissioni  relative alle  fideiussioni  presentate  da Telecom Italia Sparkle in  favore  della  Procura  della  Repubblica  di  Roma  e dell&#039;Agenzia  delle  Entrate,  oltre  a costi  legali   sostenuti  da  Sparkle (4.260.000 di  euro) e 2.400.000 di  euro quali  bonus  riconosciuti  da  Sparkle  ai  suoi   amministratori e  dirigenti  per gli  obiettivi  di  bilancio  illecitamente  raggiunti con  la   frode.
 
Domanda  ropponiana dell’uomo  della  strada: 

ma  i  vertici  di  Telecom  non  sapevano  niente  di tutta sta  truffa?  Non  si  sono  avveduti proprio di  nulla? Che  so: Franco  Bernabè, Pasquale  Pistorio, Paolo  Baratta, Gilberto  Benetton, Diana  Bracco  De  Silva, Renzo  Capra, Domenico  De Sole, Gaetano  Miccichè, Jean  Paul Fitoussi…

Visto  niente niente? Proprio  niente? NO? 

Allora  cambiate  mestiere. 


-------------------------------------------------------------
Doc. pdf. “Gdf_Verbale_Telecom_Italia_Sparkle”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/may2011/gdf_verbale_telecom_italia_sparkle.pdf 

Doc. pdf.  “Cda_Telecom_Italia_Sparkle_15_aprile_2003”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/may2011/cda_telecom_italia__sparkle_15_aprile_2003.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal  portale  Indymedia<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/12533" rel="nofollow ugc">http://piemonte.indymedia.org/article/12533</a> </p>
<p>Telecom Italia: come realizzare  la  frode  del  secolo. </p>
<p>Consigli  utili per  preparare  una  gustosa e prelibata superfrode.</p>
<p>Non  le  solite  ruberie  da ladro  di  polli o  cose  frivole   alla  tangentopoli  anni ‘90 (quelle  cose scemine che  facevano  Sergio Cusani  o  Pacini  Battaglia)   ma  una  vera e  propria supertruffa da “Guinnness World  Record”. Ecco  gli ingredienti.</p>
<p>Anzitutto bisogna stare  molto attenti  alle  dosi. Bisogna intanto disporre  di  una  grossa  holding in seno  alla  quale poter  realizzare  le  complesse  operazioni  finanziarie. Ecco: Telecom  Italia  Spa. </p>
<p>Indispensabile avere anche una  subholding  che possa  fare  da  parafulmine   schermando  la  società  madre  in  caso  di problematiche  varie e/o defaillance: toh  quì Telecom  Italia  Sparkle Spa.</p>
<p>A  questo  punto per  far  lievitare  bene il  tutto dovete  dotarvi  d’un pizzico   di  società  “cartiere” (sia  in Italia  che  all’estero) per  poter  emettere  quantità  industriali  di  false  fatture (ovviamente  per  operazioni  inesistenti  generando quindi un  fittizio imponente credito  IVA) nonché società “cartiere” da  sfruttare  in  seguito per riciclare/reimpiegare gli ingenti proventi  illecitamente  conseguiti.  “Cartiere” di  che  dimensione? Nel  caso  di  Telecom Italia  Sparkle stiamo  parlando dell’emissione di fatture false  nell’ordine di  cifre  che  vanno dai 250 ai 970 milioni  di  euro a  botta (nell’anno 2006 che  son  stati  più onesti Telecom  ha prodotto “solo” &#8211;  si  fa  per  dire &#8211; 194  milioni  di  euro di  false  fatture). Se  volete  fare i  perfezionisti aggiungete anche  un  cicinin di contrattualistica  varia  ed  una  spruzzatina  di  agreements tanto per far  apparire  lecite tutte le  operazioni fittizie (falsi  contratti  di  prestazioni  e/o servizi)  anche  per  poter giustificare poi  tutti i movimenti  finanziari  con  l’estero. </p>
<p>Quindi  condite  il tutto con una  manciatina  di  manager  truffaldini che  possano dar   gusto alla  truffa (il  migliore  di  tutti è Stefano  Mazzitelli &#8211; Amministratore Delegato  Telecom  Italia Sparkle Spa). </p>
<p>Ingrediente  fondamentale,  non  dimenticatelo, bisogna avere anche a  disposizione istituti  di  credito  nazionali  ed  internazionali  compiacenti (banche  di  fiducia spregiudicate per  intenderci) per  poter riciclare  gli  ingenti  proventi finanziari in  paradisi  fiscali  senza il  rischio d’alcun  tipo  di controllo, preferibilmente sempre con  entità  off-shore  situate   in nazioni dove  sono difficili gli scambi di  informazioni per  fini  di  giustizia (paesi  opachi senza  accordi  bilaterali  con  l’Italia ce  ne  sono  parecchi).  </p>
<p>Dulcis  in  fundo, per  servire un’ottima  frode, è  assolutamente vitale che  abbiano  le  mani  in  pasta persone con solide conoscenze  dei  mercati finanziari internazionali (vedi  che alla  fin  fine gli  studi  di  diritto  tributario  comparato servono  sempre). All’uopo non  sarebbe neanche   male poter  disporre  di  fiscalisti e/o tributaristi  compiacenti  operanti  in  Italia, all’estero ed  in  tutto  il  mondo. Se volete  spartirvi in  modo  sereno  la  torta accertatevi soprattutto  che questi siano esperti  della  normativa fiscale/commerciale  di  stati  esteri, nonché cultori  di  strumenti  giuridici  quali le  Società  Fiduciarie  ed i  Trust.</p>
<p>La truffa  del secolo è  servita.</p>
<p>I nostri campioni  di  Telecom  Italia hanno seguito alla  perfezione le  istruzioni e le  quantità, però, a  dir  il  vero, anziché  far  pasticcini  hanno  fatto  i  pasticcioni. E la  loro   ricetta  non  è piaciuta  tanto agli uomini  del  Nucleo Polizia  Tributaria di  Roma,  che il  29  marzo  2010 ha  dato  il  via ad   una  verifica  fiscale a  tutto  campo contro  la  società Telecom Italia  Sparkle &#8211; controllata  al 100% da  Telecom  Italia Spa (la  quale  segue  di  qualche  tempo un’altra indagine condotta  dal  Nucleo Speciale  di Polizia  Valutaria). </p>
<p>Recita  il  verbale della  Guardia di Finanza  di Roma  (v.  doc. pdf   allegato):</p>
<p>“… l’indagine condotta  dal  predetto  Nucleo  Speciale ha  consentito  di  acquisire elementi  di prova circa  l’esistenza di  una  complessa associazione  per  delinquere operante  a  livello  transnazionale,  responsabile  di  aver  ideato e  realizzato un ingegnoso  meccanismo di  frode finalizzato al  perseguimento di  plurimi  fini illeciti.  L’architettura  costruita rappresenta  una  significativa evoluzione  del  modello classico  delle c.d. frodi  carosello, rispetto  al  quale si  arricchisce di  nuovi  innovativi  passaggi. Oltre  al  principale  beneficiario che,  come  detto, è  costituito  dall’IVA sottratta  all’erario si sono  aggiunti  ulteriori vantaggi  per  le  società coinvolte e  per  i  relativi manager.  Il  meccanismo ideato  ha  infatti:</p>
<p>&#8211;	generato  ricavi, volumi  d’affari  e margini  che  hanno sensibilmente  migliorato gli  indici  economici e  reddituali di  Telecom  Italia  Sparkle Spa;<br />
&#8211;	generato  fittizi  crediti  IVA;<br />
&#8211;	consentito  il  raggiungimento e  il  superamento dei  budget pianificati  da  parte dei  manager  coinvolti con  connesse  ripercussioni in  termini  di  guadagno personale e  di  carriera/prestigio;</p>
<p>Il  meccanismo  di  frode ideato  e realizzato è  imperniato su  un  circuito finanziario/commerciale chiuso  in  cui  è coinvolto oltre  allo  Stato  frodato almeno  un  altro  estero. La circolarità  rappresenta sicuramente  uno degli  aspetti  di maggiore  interesse in  quanto  non  solo  ha  consentito il  perseguimento del  mancato  versamento del  tributo e  la  sua  redistribuzione a  Telecom  Italia  Sparkle Spa, ma  soprattutto l’amplificazione del  sistema  sino a  raggiungere enormi  volumi. Avendo  come  obiettivo il  perseguimento  dei citati  vantaggi,  per  dare  una  parvenza  di  liceità all’intera  operazione  commerciale, l’associazione  criminale  ha:</p>
<p>&#8211;	ideato  e realizzato operazioni  commerciali,  il  cui oggetto è  inesistente in  quanto nella  sostanza  privo di  ogni  valenza  economica ma  puramente strumentale  al  perseguimento degli  nilleciti  obiettivi; si  pensi  al segnale di  traffico  telefonico proveniente  dall’estero e  instradato verso  numerazioni geografiche  internazionali,  che  è  stato  dimostrato essere  legato ad  un  servizio  inesistente (la  circolarità  finanziaria/commerciale implica  l’inesistenza di  fruitori del  servizio);<br />
&#8211;	utilizzato  ed  emesso fatture  per  operazioni  inesistenti strumentali a  consentire  l’abuso del  meccanismo  di  applicazione del  tributo  dell’IVA e necessarie  a  giustificare i  trasferimenti  finanziari  all’estero;<br />
&#8211;	formato  contratti di  prestazioni di servizio e  di  finanziamento, anche internazionale,    per  far  apparire  lecita  l’operazione  e  per  giustificare  ingenti movimentazioni  finanziarie  con l’estero;<br />
&#8211;	omesso  il  versamento dell’imposta  relativa alle  operazioni  simulate da  parte  di  società  cartiere  e  ha  determinato la  costituzione  di  un  fittizio  credito IVA in  capo a  Telecom  Italia Sparkle Spa;<br />
&#8211;	riciclato  gli  ingenti  proventi attraverso  istituti  di  credito nazionali  ed internazionali e  li  ha  allocati e/o  reimpiegati in  centri  finanziari internazionali (Londra, Dubai, Hong  Kong, Svizzera, Panama);<br />
&#8211;	impiegato sia  associati sia,  all’occorrenza, persone  compiacenti operanti  in  Italia,  in Europa  e nel  resto del  mondo, alcune  delle  quali  con solide conoscenze dei  mercati  finanziari internazionali e  dei  relativi mezzi  di pagamento e d ella  normativa commerciale e  fiscale e di  Stati  esteri,  molti  dei  quali considerati  off-shore  dal  punto  di  vista  fiscale e/o  finanziario;<br />
&#8211;	utilizzato  società  “cartiere” destinate  ad  essere sfruttate  nel  circuito descritto o  per  riciclare/reimpiegare i  proventi  illeciti, sia  estere  che  nazionali,  alcune  delle  quali  dotate di  risorse  finanziarie, umane  e  tecniche, comunque  tutte  con  strutture  di  controllo opache  in  quanto ubicate  in  paesi a  fiscalità  privilegiata   o  comunque  la  cui  normativa  nazionale pone,  di diritto  o  di fatto, vincoli  allo  scambio  di  informazioni per  fini  di  giustizia,  ovvero  schermate da  strumenti  giuridici quali il  mandato  fiduciario o  il  trust. Peraltro  le  stesse  cartiere costituite  in  Italia sono  state  o  erano  destinate,  una  volta  adempiuto  alla  loro  funzione, ad  essere  trasferite  all’estero,  rendendo oltremodo difficoltoso reperirne la  documentazione  contabile”. </p>
<p>Non  tutte  le  ciambelle possono uscire  col  buco!</p>
<p>La  mazzata, inevitabilmente, non poteva  che   riflettersi negativamente  sulla società  guidata  da  Franco Bernabè: Telecom  Italia  Spa (che  controlla interamente Telecom  Italia  Sparkle) che  beneficiava  della  frode  iva  di  Sparkle. Aderendo  alla proceduta  cd della  liquidazione dell’IVA  di  gruppo la  frode  carosello ha  imbastardito  anche  i  bilanci  di  Telecom  Italia Spa.  La  nostra  cara società  di  telefonia ha  dovuto infatti far  buon  viso  a cattiva  sorte promuovendo un’azione  di  responsabilità  contro l’ex AD  di  Telecom Italia  Sparkle Stefano Mazzitelli   chiedendo una  maxi  cifra  di  risarcimento danni.  Oltre 500  milioni  di  euro  (e  secondo  voi Mazzitelli  ha  beni  aggredibili  per  tutti  quei  quattrini?). Telecom  Italia ha  dovuto versare  all’erario &#8211;  e sull’unghia &#8211;  418 milioni di euro (somme  già corrisposte al  fisco   a  seguito  di  3  avvisi  di  accertamento) tale  importo comprende   l&#8217;intero  ammontare  dell&#8217;IVA ritenuta  indetraibile  dall&#8217;Erario (298  milioni  di  euro), le  sanzioni  in  misura  ridotta (91 milioni di  euro)  nonché  gli  interessi (29  milioni  di  euro).  820.000  euro sono invece  i costi  sostenuti  da  Sparkle per  commissioni  relative alle  fideiussioni  presentate  da Telecom Italia Sparkle in  favore  della  Procura  della  Repubblica  di  Roma  e dell&#8217;Agenzia  delle  Entrate,  oltre  a costi  legali   sostenuti  da  Sparkle (4.260.000 di  euro) e 2.400.000 di  euro quali  bonus  riconosciuti  da  Sparkle  ai  suoi   amministratori e  dirigenti  per gli  obiettivi  di  bilancio  illecitamente  raggiunti con  la   frode.</p>
<p>Domanda  ropponiana dell’uomo  della  strada: </p>
<p>ma  i  vertici  di  Telecom  non  sapevano  niente  di tutta sta  truffa?  Non  si  sono  avveduti proprio di  nulla? Che  so: Franco  Bernabè, Pasquale  Pistorio, Paolo  Baratta, Gilberto  Benetton, Diana  Bracco  De  Silva, Renzo  Capra, Domenico  De Sole, Gaetano  Miccichè, Jean  Paul Fitoussi…</p>
<p>Visto  niente niente? Proprio  niente? NO? </p>
<p>Allora  cambiate  mestiere. </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
Doc. pdf. “Gdf_Verbale_Telecom_Italia_Sparkle”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/may2011/gdf_verbale_telecom_italia_sparkle.pdf" rel="nofollow ugc">http://piemonte.indymedia.org/attachments/may2011/gdf_verbale_telecom_italia_sparkle.pdf</a> </p>
<p>Doc. pdf.  “Cda_Telecom_Italia_Sparkle_15_aprile_2003”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/may2011/cda_telecom_italia__sparkle_15_aprile_2003.pdf" rel="nofollow ugc">http://piemonte.indymedia.org/attachments/may2011/cda_telecom_italia__sparkle_15_aprile_2003.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
