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	Commenti a: Bruciare l&#8217;Amazzonia è un crimine contro l&#8217;umanità	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Gianni Sartori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 14:13:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[MACARENA VALDES, ASSASSINATA IN QUANTO DONNA, MAPUCHE E AMBIENTALISTA
(Gianni Sartori)

Il 22 agosto 2016 veniva uccisa Macarena Valdès (la Negra) della comunità mapuche Newen de Tranguil (Panguipulli).
Già oggetto di svariate intimidazioni e minacce, la giovane militante, madre di famiglia, si era esposta nel contrastare i progetti idroelettrici della transnazionale austriaca RP-Arroyo (conosciuta anche come RP Global Energias renovables).
Le autorità, in particolare la Procura di Panguipulli, avevano cercato di mascherare questo assassinio come “suicidio”. Tuttavia, grazie all&#039;impegno dei familiari e alla  mobilitazione delle comunità mapuche, era stato possibile riesumarne il corpo e procedere ad una seconda autopsia - stavolta indipendente - confermando senza ombra di dubbio che la giovane era stata assassinata. 
Ogni anno l&#039;anniversario della morte di Macarena Valdés “activista mapuche y defensora de la tierra” viene ricordato con manifestazioni e commemorazioni. Quest&#039;anno tutto era cominciato pacificamente con un raduno al Museo della memoria di Santiago.
Ma ben presto si assisteva ai primi scontri tra decine di giovani incappucciati e le forze dell&#039;ordine (Los carabineros), soprattutto nel quartiere di Barrio Yungay. Almeno una quindicina le persone arrestate.
Al primo assembramento, sostanzialmente pacifico, avevano partecipato soprattutto esponenti della Coordinadore Feminista 8M e della ACES (Asamblea Coordinadora de Estudiantes Secundarios y Secundarias)*. Si erano portati davanti al palazzo della Procura nazionale – poi occupato -  chiedendo che sul tragico evento venisse fatta luce e resa giustizia.
Ben sapendo che questo non è un singolo episodio. Molti altri difensori della Terra mapuche  sono stati assassinati negli ultimi anni sia in Cile che in Argentina. Tra i casi più noti, Camilo Catrillanca, Raphael Nahuel  e Santiago Maldonado (rispettivamente di 28, 22 e 24 anni). Tutti assassinati tra l&#039;agosto 2017 e il novembre 2018 durante operazioni di polizia (e di “pulizia territoriale”) in Patagonia e Araucania (territori mapuche, ma amministrati – e sfruttati, saccheggiati -  da Cile e Argentina).

Del resto la situazione è similare in gran parte dell&#039;America Latina. Dall&#039;Honduras (dove è stata uccisa l&#039;attivista Berta Caceres) al Brasile (Rosane Santiago Silveira). Per non parlare delle centinaia di vittime, sia tra gli indigeni che tra gli ambientalisti, solo negli ultimi due-tre anni in Colombia. 
E sempre, ovunque, si assiste alla complicità degli Stati con gli interessi di multinazionali, allevatori, industria del legname, imprese minerarie... 
La Coordinadora Feminista, collegando le attuali lotte a quelle contro la dittatura di Pinochet, ha ribadito di voler commemorare “tutte quelle donne che hanno lottato contro un sistema di dominio patriarcale, razzista, coloniale e capitalista”. Denunciando nel contempo le politiche di “precarizzazione e violenza dello Stato cileno dall&#039;epoca della dittatura in poi, una politica che colpisce duramente sia la vita delle donne, sia delle comunità”.
Nel periodo designato come “Memorias de Rebeldias Feministas” (22 agosto – 13 ottobre; data questa di certo non casuale) la Coordinadora intende mettere in campo eventi, azioni e commemorazioni contro le attuali politiche governative (“precarizacion, extractivismo, criminalizacion y racismo”).
Tra l&#039;altro nel giorno della commemorazione (22 agosto) il marito di Macarena, Ruben Collio, risultava ancora detenuto da parte dei carabineros. 

Gianni Sartori 

 *nota 1. altre organizzazioni partecipanti:
Colectivo de Mujeres Sobrevivientes Siempre Resistentes, Colectivo Manos Libres, Casa de Memoria José Domingo Cañas,  Articulación Feminista Zona Oriente, Coordinadora por Justicia para Macarena Valdés...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MACARENA VALDES, ASSASSINATA IN QUANTO DONNA, MAPUCHE E AMBIENTALISTA<br />
(Gianni Sartori)</p>
<p>Il 22 agosto 2016 veniva uccisa Macarena Valdès (la Negra) della comunità mapuche Newen de Tranguil (Panguipulli).<br />
Già oggetto di svariate intimidazioni e minacce, la giovane militante, madre di famiglia, si era esposta nel contrastare i progetti idroelettrici della transnazionale austriaca RP-Arroyo (conosciuta anche come RP Global Energias renovables).<br />
Le autorità, in particolare la Procura di Panguipulli, avevano cercato di mascherare questo assassinio come “suicidio”. Tuttavia, grazie all&#8217;impegno dei familiari e alla  mobilitazione delle comunità mapuche, era stato possibile riesumarne il corpo e procedere ad una seconda autopsia &#8211; stavolta indipendente &#8211; confermando senza ombra di dubbio che la giovane era stata assassinata.<br />
Ogni anno l&#8217;anniversario della morte di Macarena Valdés “activista mapuche y defensora de la tierra” viene ricordato con manifestazioni e commemorazioni. Quest&#8217;anno tutto era cominciato pacificamente con un raduno al Museo della memoria di Santiago.<br />
Ma ben presto si assisteva ai primi scontri tra decine di giovani incappucciati e le forze dell&#8217;ordine (Los carabineros), soprattutto nel quartiere di Barrio Yungay. Almeno una quindicina le persone arrestate.<br />
Al primo assembramento, sostanzialmente pacifico, avevano partecipato soprattutto esponenti della Coordinadore Feminista 8M e della ACES (Asamblea Coordinadora de Estudiantes Secundarios y Secundarias)*. Si erano portati davanti al palazzo della Procura nazionale – poi occupato &#8211;  chiedendo che sul tragico evento venisse fatta luce e resa giustizia.<br />
Ben sapendo che questo non è un singolo episodio. Molti altri difensori della Terra mapuche  sono stati assassinati negli ultimi anni sia in Cile che in Argentina. Tra i casi più noti, Camilo Catrillanca, Raphael Nahuel  e Santiago Maldonado (rispettivamente di 28, 22 e 24 anni). Tutti assassinati tra l&#8217;agosto 2017 e il novembre 2018 durante operazioni di polizia (e di “pulizia territoriale”) in Patagonia e Araucania (territori mapuche, ma amministrati – e sfruttati, saccheggiati &#8211;  da Cile e Argentina).</p>
<p>Del resto la situazione è similare in gran parte dell&#8217;America Latina. Dall&#8217;Honduras (dove è stata uccisa l&#8217;attivista Berta Caceres) al Brasile (Rosane Santiago Silveira). Per non parlare delle centinaia di vittime, sia tra gli indigeni che tra gli ambientalisti, solo negli ultimi due-tre anni in Colombia.<br />
E sempre, ovunque, si assiste alla complicità degli Stati con gli interessi di multinazionali, allevatori, industria del legname, imprese minerarie&#8230;<br />
La Coordinadora Feminista, collegando le attuali lotte a quelle contro la dittatura di Pinochet, ha ribadito di voler commemorare “tutte quelle donne che hanno lottato contro un sistema di dominio patriarcale, razzista, coloniale e capitalista”. Denunciando nel contempo le politiche di “precarizzazione e violenza dello Stato cileno dall&#8217;epoca della dittatura in poi, una politica che colpisce duramente sia la vita delle donne, sia delle comunità”.<br />
Nel periodo designato come “Memorias de Rebeldias Feministas” (22 agosto – 13 ottobre; data questa di certo non casuale) la Coordinadora intende mettere in campo eventi, azioni e commemorazioni contro le attuali politiche governative (“precarizacion, extractivismo, criminalizacion y racismo”).<br />
Tra l&#8217;altro nel giorno della commemorazione (22 agosto) il marito di Macarena, Ruben Collio, risultava ancora detenuto da parte dei carabineros. </p>
<p>Gianni Sartori </p>
<p> *nota 1. altre organizzazioni partecipanti:<br />
Colectivo de Mujeres Sobrevivientes Siempre Resistentes, Colectivo Manos Libres, Casa de Memoria José Domingo Cañas,  Articulación Feminista Zona Oriente, Coordinadora por Justicia para Macarena Valdés&#8230;</p>
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