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	Commenti a: Ischia, una tragedia &#8220;normale&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Manlio Padovan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manlio Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 10:32:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con l’unificazione del territorio, lo Stato unitario cancellò a mano a mano, con leggi fatte apposta, tutta la politica che in precedenza aveva caratterizzato l’intervento pubblico sul suolo e sui fiumi dei vari Stati preunitari. Dopo la cosiddetta unità lo Stato delega ai privati, che agiscono però con la copertura di enormi finanziamenti pubblici, i suoi compiti sulle opere pubbliche relative a consolidamento dei suoli, regimentazione delle acque, strutture insediative sui terreni bonificati, ecc., per lasciare libero campo agli interessi dell’industria a danno dell’agricoltura: interessi più remunerativi, per i privati, di quelli che dava l’agricoltura. 
&quot;Il discorso su questa abdicazione dell’istituto statale in Italia ad una delle funzioni che più tipicamente distingue lo stato moderno – cioè il suo intervento nel determinare in termini economici, urbanistici e demografici la organizzazione di territori in cui esso si articola – potrebbe continuare fino ai nostri giorni. Ma qui basterà far notare come le contraddizioni istituzionali su cui si è insistito…abbian sacrificato totalmente i risultati delle discussioni e delle ricerche portate innanzi dal secolo XVIII fino a età risorgimentale, e le loro prime positive conseguenze. E come esse sian le responsabili del dissesto che investe e ferisce ora, nei nostri ambiti nazionali, con un ritmo e una misura che ogni anno aumentano, i beni naturali, i patrimoni culturali, la vita della gente.&quot; (L. Gambi nella introduzione a: B. Vecchio Il bosco negli scrittori italiani del settecento e dell’età napoleonica)

Ma i politici leggono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’unificazione del territorio, lo Stato unitario cancellò a mano a mano, con leggi fatte apposta, tutta la politica che in precedenza aveva caratterizzato l’intervento pubblico sul suolo e sui fiumi dei vari Stati preunitari. Dopo la cosiddetta unità lo Stato delega ai privati, che agiscono però con la copertura di enormi finanziamenti pubblici, i suoi compiti sulle opere pubbliche relative a consolidamento dei suoli, regimentazione delle acque, strutture insediative sui terreni bonificati, ecc., per lasciare libero campo agli interessi dell’industria a danno dell’agricoltura: interessi più remunerativi, per i privati, di quelli che dava l’agricoltura.<br />
&#8220;Il discorso su questa abdicazione dell’istituto statale in Italia ad una delle funzioni che più tipicamente distingue lo stato moderno – cioè il suo intervento nel determinare in termini economici, urbanistici e demografici la organizzazione di territori in cui esso si articola – potrebbe continuare fino ai nostri giorni. Ma qui basterà far notare come le contraddizioni istituzionali su cui si è insistito…abbian sacrificato totalmente i risultati delle discussioni e delle ricerche portate innanzi dal secolo XVIII fino a età risorgimentale, e le loro prime positive conseguenze. E come esse sian le responsabili del dissesto che investe e ferisce ora, nei nostri ambiti nazionali, con un ritmo e una misura che ogni anno aumentano, i beni naturali, i patrimoni culturali, la vita della gente.&#8221; (L. Gambi nella introduzione a: B. Vecchio Il bosco negli scrittori italiani del settecento e dell’età napoleonica)</p>
<p>Ma i politici leggono?</p>
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