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	Commenti a: Squadrismo vincente, di chi la colpa?	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Filippo Bellandi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Filippo Bellandi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 09:05:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avendo letto il libro di Vivarelli, trovo l&#039;articolo in questione scritto con evidente pregiudizio ideologico, tanto che già all&#039;inizio si definisce il libro un&#039;opera revisionista. Termine tipico di chi non accetta per definizione che si &quot;riveda&quot; ciò che è stato scritto fino ad ora. Ovviamente in questo caso dalla storiografia di sinistra. Lo storico invece proprio per definizione è un revisionista in quanto deve sempre &quot;riscrivere&quot; la storia dal suo punto di vista, ossia in base alla dcumentazione che ha trovato.  Mi sembra che lo storico Vivarelli documenti abbondantemente le responsabilità del massimalismo socialista nell&#039;avvento del fascismo, oltre che dei governi liberali che vollero contraddittoriamente mantenersi neutrali tra illegalità di socialisti e fascisti, favorendo in tal modo i più organizzati e i più armati, cioè i fascisti, di fronte ai socialisti che predicavano la rivoluzione solo a chiacchiere.
Vivarelli inoltre documenta bene anche la insofferenza e la paura diffusa nel Paese contro l&#039;estremismo verbale (e nei fatti: vedi ciò che succedeva nei comuni guidati da socialisti) delle sinistre che inneggiava alla Russia sovietica e voleva l&#039;abbattimento delle istituzioni &quot;borghesi&quot;, compresi i comuni che amministravano. Dove peraltro non si impegnarono con interventi e riforme a vantaggio dei ceti popolari come avrebbero dovuto e potuto fare. Del resto anche in Parlamento, pur essendo il gruppo politico più numeroso, non avanzarono neppure una proposta di legge a favore delle classi popolari.
Ritengo infine un pò temerario e azzardato voler giudicare &quot;revisionista&quot; un libro di storia di oltre 500 dense pagine prima ancora di averlo letto, solo sulla base di una favorevole recensione su una sola pagina di giornale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo letto il libro di Vivarelli, trovo l&#8217;articolo in questione scritto con evidente pregiudizio ideologico, tanto che già all&#8217;inizio si definisce il libro un&#8217;opera revisionista. Termine tipico di chi non accetta per definizione che si &#8220;riveda&#8221; ciò che è stato scritto fino ad ora. Ovviamente in questo caso dalla storiografia di sinistra. Lo storico invece proprio per definizione è un revisionista in quanto deve sempre &#8220;riscrivere&#8221; la storia dal suo punto di vista, ossia in base alla dcumentazione che ha trovato.  Mi sembra che lo storico Vivarelli documenti abbondantemente le responsabilità del massimalismo socialista nell&#8217;avvento del fascismo, oltre che dei governi liberali che vollero contraddittoriamente mantenersi neutrali tra illegalità di socialisti e fascisti, favorendo in tal modo i più organizzati e i più armati, cioè i fascisti, di fronte ai socialisti che predicavano la rivoluzione solo a chiacchiere.<br />
Vivarelli inoltre documenta bene anche la insofferenza e la paura diffusa nel Paese contro l&#8217;estremismo verbale (e nei fatti: vedi ciò che succedeva nei comuni guidati da socialisti) delle sinistre che inneggiava alla Russia sovietica e voleva l&#8217;abbattimento delle istituzioni &#8220;borghesi&#8221;, compresi i comuni che amministravano. Dove peraltro non si impegnarono con interventi e riforme a vantaggio dei ceti popolari come avrebbero dovuto e potuto fare. Del resto anche in Parlamento, pur essendo il gruppo politico più numeroso, non avanzarono neppure una proposta di legge a favore delle classi popolari.<br />
Ritengo infine un pò temerario e azzardato voler giudicare &#8220;revisionista&#8221; un libro di storia di oltre 500 dense pagine prima ancora di averlo letto, solo sulla base di una favorevole recensione su una sola pagina di giornale.</p>
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