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	Commenti a: Il brivido di Fuocoammare e il cinema degli arroganti	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: SK		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SK]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Apr 2017 11:45:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Considerazoni del collettivo Militant



	http://www.militant-blog.org/?p=13691
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			<content:encoded><![CDATA[<p>	Considerazoni del collettivo Militant</p>
<p>	<a href="http://www.militant-blog.org/?p=13691" rel="nofollow ugc">http://www.militant-blog.org/?p=13691</a></p>
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		Di: Giacomo Sferlazzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Sferlazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 08:23:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	COnsiderazioni del collettivo ASKAVUSA di Lampedusa su Fuocoammare



	https://askavusa.wordpress.com/2016/02/24/1428/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	COnsiderazioni del collettivo ASKAVUSA di Lampedusa su Fuocoammare</p>
<p>	<a href="https://askavusa.wordpress.com/2016/02/24/1428/" rel="nofollow ugc">https://askavusa.wordpress.com/2016/02/24/1428/</a></p>
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		<title>
		Di: T.S.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[T.S.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 15:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Tempo fa dedicaste spazio (http://contropiano.org/documenti/2016/02/24/fuocoammare-considerazioni-del-collettivo-askavusa-035093) a una serie di considerazioni molto analitiche sul film di Rosi.



	Alla luce di quanto esposto nell&#039;articolo che commento, sarei curioso di sapere se, come redazione, il film lo avete visto e che giudizio complessivo ne date.



	Grazie,
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	Tempo fa dedicaste spazio (<a href="http://contropiano.org/documenti/2016/02/24/fuocoammare-considerazioni-del-collettivo-askavusa-035093" rel="ugc">http://contropiano.org/documenti/2016/02/24/fuocoammare-considerazioni-del-collettivo-askavusa-035093</a>) a una serie di considerazioni molto analitiche sul film di Rosi.</p>
<p>	Alla luce di quanto esposto nell&#039;articolo che commento, sarei curioso di sapere se, come redazione, il film lo avete visto e che giudizio complessivo ne date.</p>
<p>	Grazie,</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francisco		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2016/10/08/brivido-fuocoammare-cinema-degli-arroganti-084434#comment-12907</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 13:58:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Paolo Sorrentino &#034;al completo&#034;:
	&#171;&lt;em&gt;Fuocoammare&lt;/em&gt; &#232; un bellissimo film, ma andava candidato all&#8217;Oscar nella categoria dei documentari. Questa scelta &#232; un inutile masochistico depotenziamento del cinema italiano che quest&#8217;anno poteva portare agli Oscar due film: un film di finzione che secondo me avrebbe avuto molte chance &#232; &lt;em&gt;Indivisibili&lt;/em&gt; di Edoardo De Angelis, mentre Fuocoammare pu&#242; concorrere e vincere nella categoria dei documentari&#187;.



	Se il film &#232; stato sponsorizzato a livello governativo presso gli &#034;amici&#034; yankee al pari di &#034;La vita &#232; bella&#034; una ragione ci sar&#224;, anche se &#034;Fuocoammare&#034; rimane un capolavoro rispetto al ruffianesimo di Benigni.



	&#160;



	&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	Paolo Sorrentino &quot;al completo&quot;:<br />
	&laquo;<em>Fuocoammare</em> &egrave; un bellissimo film, ma andava candidato all&rsquo;Oscar nella categoria dei documentari. Questa scelta &egrave; un inutile masochistico depotenziamento del cinema italiano che quest&rsquo;anno poteva portare agli Oscar due film: un film di finzione che secondo me avrebbe avuto molte chance &egrave; <em>Indivisibili</em> di Edoardo De Angelis, mentre Fuocoammare pu&ograve; concorrere e vincere nella categoria dei documentari&raquo;.</p>
<p>	Se il film &egrave; stato sponsorizzato a livello governativo presso gli &quot;amici&quot; yankee al pari di &quot;La vita &egrave; bella&quot; una ragione ci sar&agrave;, anche se &quot;Fuocoammare&quot; rimane un capolavoro rispetto al ruffianesimo di Benigni.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	&nbsp;</p>
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		<title>
		Di: Federico		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2016/10/08/brivido-fuocoammare-cinema-degli-arroganti-084434#comment-12906</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 10:32:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Sorvolando in merito alle enormit&#224; affermate su Sorrentino (che scopriamo, secondo l&#039;autore, essere solo un &#034;vacuo radical-chic pomposo arrogante&#034;) buttate l&#236; evidentemente senza conoscere minimamente il personaggio in questione, credo che &#034;Fuocoammare&#034; sia in realt&#224; il vero cinema di regime che si ammanta di una presunta autorialit&#224;. Un film che so non essere piaciuto granch&#233; agli isolani (e molto a Frau Merkel invece), come quest&#039;altra recensione trovata in rete dimostra:



	da http://www.mymovies.it/film/2016/fuocoammare/pubblico/?id=739298



	L&#8217; APOTEOSI DELLA MISTIFICAZIONE



	Il film di Rosi &#232; uno dei peggiori documenti su Lampedusa degli ultimi anni. E questo a discapito della fotografia (stupenda), di attori molto bravi e di una regia &#8211; alla Rosi &#8211; affascinante nel suo genere. Il risultato &#232; terribile, nonostante la critica lo stia incoronando, semplicemente perch&#233; il film non racconta Lampedusa. Il regista dice di essersi trattenuto un anno sull&#8217;isola, ed il massimo che riesce a produrre sono alcune immagini di salvataggi in mare e ordinaria quotidianit&#224; all&#8217;interno del centro di detenzione (niente di particolare rispetto alle centinaia che si trovano in rete), i giochi all&#8217;aperto di un ragazzino lampedusano, i racconti del medico dell&#8217;isola e una serie di scene di ordinario folklore siciliano, forzate fino a sembrare innaturali. Troppo poco, per non dire nulla, rispetto a quello che un&#8217;isola devastata dalla gestione scellerata dei fenomeni migratori avrebbe bisogno per potersi rialzare e lottare contro il destino che le forze politiche le hanno assegnato. Non un accenno all&#8217;occupazione militare che l&#8217;isola &#232; costretta a subire da decenni, alla situazione tragica dei pescatori che stanno scomparendo anche a causa delle centinaia di barconi che la marina affonda e che rompono le loro reti. Non un cenno alla mancanza di un ospedale e di scuole agibili a discapito di centinaia di milioni di euro spesi negli anni per rafforzare gli apparati militari. Niente sui livelli altissimi di elettromagnetismo (e quindi alle morti per tumore) che i moltissimi radar militari provocano. Nessun riferimento al fatto che i mezzi della marina che salva i pochi migranti scampati al deserto, ai trafficanti, alle polizie e alle carceri di mezza africa, sono gli stessi &#160;che destabilizzando governi facendo guerre sante per la democrazia (imminente quella in Libia) e che provocano milioni di profughi.



	Un film su Lampedusa, oggi, che perde l&#8217;occasione di raccontare tutto questo, e che si accontenta di mostrare per interminabili minuti un bambino che gioca con la fionda, tradisce il sacro ruolo del documentarista, tradisce gli isolani, tradisce le persone che continuano a morire in mare e a soffrire in terra, e non ultimo lo spettatore.



	&#8220;L&#039;arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto, ove non miri a preparar l&#039;avvenire&#8221; si legge sul frontone del teatro Massimo di Palermo. E non si pu&#242; definire altro che vano ed offensivo il documentario di Rosi, che invece di rivelare al mondo Lampedusa e di contribuire alla sua riscossa si accontenta di un voyeurismo sterile e mistificatore, da dare in pasto ad una critica ignorante e poco informata.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	Sorvolando in merito alle enormit&agrave; affermate su Sorrentino (che scopriamo, secondo l&#039;autore, essere solo un &quot;vacuo radical-chic pomposo arrogante&quot;) buttate l&igrave; evidentemente senza conoscere minimamente il personaggio in questione, credo che &quot;Fuocoammare&quot; sia in realt&agrave; il vero cinema di regime che si ammanta di una presunta autorialit&agrave;. Un film che so non essere piaciuto granch&eacute; agli isolani (e molto a Frau Merkel invece), come quest&#039;altra recensione trovata in rete dimostra:</p>
<p>	da <a href="http://www.mymovies.it/film/2016/fuocoammare/pubblico/?id=739298" rel="nofollow ugc">http://www.mymovies.it/film/2016/fuocoammare/pubblico/?id=739298</a></p>
<p>	L&rsquo; APOTEOSI DELLA MISTIFICAZIONE</p>
<p>	Il film di Rosi &egrave; uno dei peggiori documenti su Lampedusa degli ultimi anni. E questo a discapito della fotografia (stupenda), di attori molto bravi e di una regia &ndash; alla Rosi &ndash; affascinante nel suo genere. Il risultato &egrave; terribile, nonostante la critica lo stia incoronando, semplicemente perch&eacute; il film non racconta Lampedusa. Il regista dice di essersi trattenuto un anno sull&rsquo;isola, ed il massimo che riesce a produrre sono alcune immagini di salvataggi in mare e ordinaria quotidianit&agrave; all&rsquo;interno del centro di detenzione (niente di particolare rispetto alle centinaia che si trovano in rete), i giochi all&rsquo;aperto di un ragazzino lampedusano, i racconti del medico dell&rsquo;isola e una serie di scene di ordinario folklore siciliano, forzate fino a sembrare innaturali. Troppo poco, per non dire nulla, rispetto a quello che un&rsquo;isola devastata dalla gestione scellerata dei fenomeni migratori avrebbe bisogno per potersi rialzare e lottare contro il destino che le forze politiche le hanno assegnato. Non un accenno all&rsquo;occupazione militare che l&rsquo;isola &egrave; costretta a subire da decenni, alla situazione tragica dei pescatori che stanno scomparendo anche a causa delle centinaia di barconi che la marina affonda e che rompono le loro reti. Non un cenno alla mancanza di un ospedale e di scuole agibili a discapito di centinaia di milioni di euro spesi negli anni per rafforzare gli apparati militari. Niente sui livelli altissimi di elettromagnetismo (e quindi alle morti per tumore) che i moltissimi radar militari provocano. Nessun riferimento al fatto che i mezzi della marina che salva i pochi migranti scampati al deserto, ai trafficanti, alle polizie e alle carceri di mezza africa, sono gli stessi &nbsp;che destabilizzando governi facendo guerre sante per la democrazia (imminente quella in Libia) e che provocano milioni di profughi.</p>
<p>	Un film su Lampedusa, oggi, che perde l&rsquo;occasione di raccontare tutto questo, e che si accontenta di mostrare per interminabili minuti un bambino che gioca con la fionda, tradisce il sacro ruolo del documentarista, tradisce gli isolani, tradisce le persone che continuano a morire in mare e a soffrire in terra, e non ultimo lo spettatore.</p>
<p>	&ldquo;L&#039;arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto, ove non miri a preparar l&#039;avvenire&rdquo; si legge sul frontone del teatro Massimo di Palermo. E non si pu&ograve; definire altro che vano ed offensivo il documentario di Rosi, che invece di rivelare al mondo Lampedusa e di contribuire alla sua riscossa si accontenta di un voyeurismo sterile e mistificatore, da dare in pasto ad una critica ignorante e poco informata.</p>
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