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	Commenti a: L’Amleto napoletano e hip hop di Davide Iodice	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 14:39:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;p&gt;
	note critiche di Giancarlo Staffolani&lt;br /&gt;
	Pur non conoscendo direttamente l&#039;allestimento teatrale in questione, mi permetto di inviare via mail ai compagni della redazione e della RdC, queste&#160; brevi note critiche su alcune questioni di metodo e di pensiero presenti nel lungo articolo di Vincenzo Morvillo. Sperando siano utili al confronto.&lt;br /&gt;
	Morvillo per sostenere la sua concezione prende lo spunto critico da una affermazione&#160; di Brecht per rovesciarne il pensiero e trarne le &#8220;sue&#8221; conclusioni filosofiche. Scriveva Brecht &#171;Il teatro dovrebbe tener sempre presenti le necessit&#224; dell&#8217;epoca&#187;. Rimando alla lettura dell&#039;articolo che ripropongo di seguito a queste brevi note..&lt;br /&gt;
	E&#039; doveroso rilevare in proposito che B.Brecht &#232; maestro rigoroso del &#8220;metodo dialettico&#8221; da cui ricava la sua&#160; concezione&#160; di &#8220;straniamento&#8221; che si pratica con la necessita della &#8220;lettura critica e storica&#8221; dei personaggi dei drammi teatrali come Amleto ed altri, seguendo con tale &#8220;metodo&#8221; proprio il percorso contrario rispetto alla &#8220;indentita esistenziale&#8221; con &#8220;l&#039;essere&#8221; del personaggio Amleto che viene invocata da Morvillo.&lt;br /&gt;
	&#160;Brecht inoltre richiama a cercare sempre alla radice delle emozioni la loro natura reale e razionale scrivendo inequivocabilmente: &#8220;Il coro Lode della dialettica che assai facilmente potrebbe dare l&#8217;impressione di un canto trionfale inteso solo alla mozione degli affetti, viene mantenuto dalla musica nella sfera del ragionevole. E&#8217; un errore molto corrente quello di affermare che questo tipo di spettacolo &#8211; epico &#8211; respinga senz&#8217;altro ogni effetto emotivo: in realt&#224; le emozioni cui esso tende sono emozioni non oscure che non si alimentano alle sorgenti dell&#8217;irrazionale e che nulla hanno a che fare con l&#8217;ebbrezza&#8221;.&lt;br /&gt;
	Brecht conosce bene ed a pi&#249; riprese segue l&#039;indicazione del Marx &#8220;filosofo&#8221; che nella&#160; &#8220;introduzione del 57&#8221; afferma che &#8220;per comprendere la storia occorre fare l&#039;autocritica del presente&#8221;.&lt;br /&gt;
	Se si citano pensatori e personaggi storici come Nietzsche, Heidegger, Bakunin tutti &#8220;filosofi&#8221; chiaramente ostili alla dialettica, e non casualmente e&#160; si ignora proprio il Marx &#8220;filosofo della dialettica materialistica&#8221;. Allora dal teatro alla politica le &#8220; concezioni filosofiche irrazionali&#8221; producono solo teorie devastanti ed cervellotiche come quelle &#8220;negriane&#8221; e similari.&lt;br /&gt;
	A Margine occorre anche precisare che se&#160; &#232; vero che la posizione critica di Brecht verso l&#039;URSS era nota e di alto spessore, comunque il drammaturgo tedesco non potr&#224; mai essere assimilabile alla banalit&#224; ed ai luoghi comuni degli &#8220;antistalinisti&#8221; di maniera.&lt;br /&gt;
	Vale infine la pena di ricordare che per tutti i &#8220;teorici ed artefici di rivoluzioni&#8221; da Marx a Gramsci, la rivoluzione non &#232; un &#8220;sogno&#8221; ma una pratica attiva. E dato che&#160; la&#8220;rivoluzione non &#232; pranzo di gala&#8221; ma rottura dolorosa e tragedia storica, allora i Robespierre, i Lenin e gli Stalin come Mao e Che Guevara ed altri ne sono stati materialisticamente soggetti storicamente &#8220;determinanti&#8221; e necessari.&#160;&#160;&#160;
&lt;/p&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	note critiche di Giancarlo Staffolani<br />
	Pur non conoscendo direttamente l&#39;allestimento teatrale in questione, mi permetto di inviare via mail ai compagni della redazione e della RdC, queste&nbsp; brevi note critiche su alcune questioni di metodo e di pensiero presenti nel lungo articolo di Vincenzo Morvillo. Sperando siano utili al confronto.<br />
	Morvillo per sostenere la sua concezione prende lo spunto critico da una affermazione&nbsp; di Brecht per rovesciarne il pensiero e trarne le &ldquo;sue&rdquo; conclusioni filosofiche. Scriveva Brecht &laquo;Il teatro dovrebbe tener sempre presenti le necessit&agrave; dell&rsquo;epoca&raquo;. Rimando alla lettura dell&#39;articolo che ripropongo di seguito a queste brevi note..<br />
	E&#39; doveroso rilevare in proposito che B.Brecht &egrave; maestro rigoroso del &ldquo;metodo dialettico&rdquo; da cui ricava la sua&nbsp; concezione&nbsp; di &ldquo;straniamento&rdquo; che si pratica con la necessita della &ldquo;lettura critica e storica&rdquo; dei personaggi dei drammi teatrali come Amleto ed altri, seguendo con tale &ldquo;metodo&rdquo; proprio il percorso contrario rispetto alla &ldquo;indentita esistenziale&rdquo; con &ldquo;l&#39;essere&rdquo; del personaggio Amleto che viene invocata da Morvillo.<br />
	&nbsp;Brecht inoltre richiama a cercare sempre alla radice delle emozioni la loro natura reale e razionale scrivendo inequivocabilmente: &ldquo;Il coro Lode della dialettica che assai facilmente potrebbe dare l&rsquo;impressione di un canto trionfale inteso solo alla mozione degli affetti, viene mantenuto dalla musica nella sfera del ragionevole. E&rsquo; un errore molto corrente quello di affermare che questo tipo di spettacolo &ndash; epico &ndash; respinga senz&rsquo;altro ogni effetto emotivo: in realt&agrave; le emozioni cui esso tende sono emozioni non oscure che non si alimentano alle sorgenti dell&rsquo;irrazionale e che nulla hanno a che fare con l&rsquo;ebbrezza&rdquo;.<br />
	Brecht conosce bene ed a pi&ugrave; riprese segue l&#39;indicazione del Marx &ldquo;filosofo&rdquo; che nella&nbsp; &ldquo;introduzione del 57&rdquo; afferma che &ldquo;per comprendere la storia occorre fare l&#39;autocritica del presente&rdquo;.<br />
	Se si citano pensatori e personaggi storici come Nietzsche, Heidegger, Bakunin tutti &ldquo;filosofi&rdquo; chiaramente ostili alla dialettica, e non casualmente e&nbsp; si ignora proprio il Marx &ldquo;filosofo della dialettica materialistica&rdquo;. Allora dal teatro alla politica le &ldquo; concezioni filosofiche irrazionali&rdquo; producono solo teorie devastanti ed cervellotiche come quelle &ldquo;negriane&rdquo; e similari.<br />
	A Margine occorre anche precisare che se&nbsp; &egrave; vero che la posizione critica di Brecht verso l&#39;URSS era nota e di alto spessore, comunque il drammaturgo tedesco non potr&agrave; mai essere assimilabile alla banalit&agrave; ed ai luoghi comuni degli &ldquo;antistalinisti&rdquo; di maniera.<br />
	Vale infine la pena di ricordare che per tutti i &ldquo;teorici ed artefici di rivoluzioni&rdquo; da Marx a Gramsci, la rivoluzione non &egrave; un &ldquo;sogno&rdquo; ma una pratica attiva. E dato che&nbsp; la&ldquo;rivoluzione non &egrave; pranzo di gala&rdquo; ma rottura dolorosa e tragedia storica, allora i Robespierre, i Lenin e gli Stalin come Mao e Che Guevara ed altri ne sono stati materialisticamente soggetti storicamente &ldquo;determinanti&rdquo; e necessari.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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