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	Commenti a: Quel lato “eversivo” della didattica per competenze	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Franco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 14:40:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Acquisire una vera competenza è un processo che richiede molto tempo e molta fatica. Un ingegnere competente, un medico competente  o un muratore competente sono il risultato di un percorso complesso che poggia tuttavia su una semplice base: una solida conoscenza dei contenuti come condizione necessaria ma non sufficiente.

Nella scuola odierna si vuol far passare l&#039;idea che senza sforzo, senza contenuti e in poco tempo si può diventare dei veri competenti: questa è una menzogna che tra al massimo un decennio pagheremo molto cara come collettività. La vera competenza viene dopo tutto il resto come qualcosa in più e la scuola di impostazione tradizionale non doveva essere smontata ma migliorata.

Da insegnante non posso fare a meno di osservare quanta ipocrisia vi sia nell&#039;istruzione contemporanea, ipocrisia che in ogni altro campo, ad esempio quello sportivo, non regge. Si possono costruire teorie su teorie, usare i metodi innovativi e seguire i trend della moda didattica ma alla fine se non si impara e non ci si esercita con costanza e disciplina l&#039;avversario sará sempre pronto dimostrare senza pietà come davvero stanno le cose. Un concetto semplice che dovremmo riprendere per tornare a una scuola che sia onesta con chi la frequenta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Acquisire una vera competenza è un processo che richiede molto tempo e molta fatica. Un ingegnere competente, un medico competente  o un muratore competente sono il risultato di un percorso complesso che poggia tuttavia su una semplice base: una solida conoscenza dei contenuti come condizione necessaria ma non sufficiente.</p>
<p>Nella scuola odierna si vuol far passare l&#8217;idea che senza sforzo, senza contenuti e in poco tempo si può diventare dei veri competenti: questa è una menzogna che tra al massimo un decennio pagheremo molto cara come collettività. La vera competenza viene dopo tutto il resto come qualcosa in più e la scuola di impostazione tradizionale non doveva essere smontata ma migliorata.</p>
<p>Da insegnante non posso fare a meno di osservare quanta ipocrisia vi sia nell&#8217;istruzione contemporanea, ipocrisia che in ogni altro campo, ad esempio quello sportivo, non regge. Si possono costruire teorie su teorie, usare i metodi innovativi e seguire i trend della moda didattica ma alla fine se non si impara e non ci si esercita con costanza e disciplina l&#8217;avversario sará sempre pronto dimostrare senza pietà come davvero stanno le cose. Un concetto semplice che dovremmo riprendere per tornare a una scuola che sia onesta con chi la frequenta.</p>
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		Di: Sergio Tiroli		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2017/08/05/quel-lato-eversivo-della-didattica-competenze-094506#comment-83221</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio Tiroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 22:31:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La distinzione tra conoscenze e competenze ha sicuramente una sua utilità. A patto che le seconde non prevalgano sulle prime, senza le quali peraltro non potrebbero realizzarsi. Il progetto ministeriale è subdolo ma soprattutto fumoso sul piano teorico. Prodotto del disperato bisogno dei tecnici di innovare la scuola in assenza delle risorse e del coraggio necessari.
Quanto alla formazione, nella scuola superiore gli studenti hanno soprattutto bisogno di essere responsabilizzati perché possano sentirsi adulti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La distinzione tra conoscenze e competenze ha sicuramente una sua utilità. A patto che le seconde non prevalgano sulle prime, senza le quali peraltro non potrebbero realizzarsi. Il progetto ministeriale è subdolo ma soprattutto fumoso sul piano teorico. Prodotto del disperato bisogno dei tecnici di innovare la scuola in assenza delle risorse e del coraggio necessari.<br />
Quanto alla formazione, nella scuola superiore gli studenti hanno soprattutto bisogno di essere responsabilizzati perché possano sentirsi adulti.</p>
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		Di: Andrea Bongiovanni		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2017/08/05/quel-lato-eversivo-della-didattica-competenze-094506#comment-83162</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 06:36:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido in toto l&#039;articolo, anche per quel tanto di sana utopia che contiene.. Compito della scuola, e soprattutto dei licei, non è addestrare gli studenti a risolvere problemi pratici o fornire una sorta di apprendistato per il mondo del lavoro, ma formare, e cioè renderli in grado di pensare con la propria testa (abbandonare lo stato di minorità) e quindi di comprendere e giudicare la realtà che li circonda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido in toto l&#8217;articolo, anche per quel tanto di sana utopia che contiene.. Compito della scuola, e soprattutto dei licei, non è addestrare gli studenti a risolvere problemi pratici o fornire una sorta di apprendistato per il mondo del lavoro, ma formare, e cioè renderli in grado di pensare con la propria testa (abbandonare lo stato di minorità) e quindi di comprendere e giudicare la realtà che li circonda.</p>
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		Di: Edoardo Angeloni		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2017/08/05/quel-lato-eversivo-della-didattica-competenze-094506#comment-83087</link>

		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Angeloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 06:46:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido lo spirito dell&#039;articolo: una scuola che vorrebbe prevedere  e valutare ogni minima reazione dello studente non si ispira ad una logica delle competenze, ma si presenta come un programma alla Michel Foucault.  Meglio una scuola delle competenze, sfumata e pragmatica, capace di affidarsi ai test Invalsi per eventuali verifiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido lo spirito dell&#8217;articolo: una scuola che vorrebbe prevedere  e valutare ogni minima reazione dello studente non si ispira ad una logica delle competenze, ma si presenta come un programma alla Michel Foucault.  Meglio una scuola delle competenze, sfumata e pragmatica, capace di affidarsi ai test Invalsi per eventuali verifiche.</p>
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		Di: gilda pozzati		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2017/08/05/quel-lato-eversivo-della-didattica-competenze-094506#comment-82925</link>

		<dc:creator><![CDATA[gilda pozzati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2017 10:01:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto con interesse l&#039;articolo e mi soffermo sulla parola Competenza. Nella scuola dell&#039;infanzia e nella successiva scuola primaria, il tempo dell&#039;apprendimento è organizzato prevalentemente nella compilazione della scheda.  L&#039;esperienze che precedono e sorreggono il sapere viene tramandato su fogli A4, spesso sfuocati, dove in forme grafiche banali, sono sintetizzati concetti che portano all&#039;astrazione. Dovrebbero portare all&#039;astrazione.  Un risultato meccanico, individuale e riempitivo di un tempo scuola poco rispettoso degli alunni e degli stessi docenti. La promozione scolastica, la motivazione a fare e capire, fanno parte, a mio parere, di un lavoro che riporta sula carta o sul computer, la fine di un percorso. Prima e durante le schede non vanno bene per niente. A sostegno del mio pensiero, ho verificato il contenuto del corredo scolastico richiesto alle famiglie all&#039;inizio scuola e il numero delle risme di carta, spicca e raddoppia. Una scuola che parte fotocopiando se stessa arriva alle scuole medie e alle superiori senza la curiosità e l&#039;entusiasmo che il mondo dell&#039;istruzione e della socializzazione dovrebbe mettere al primo posto. Chi si occupa dei bambini con il senso critico necessario? La dialettica va pensata e agita molto presto o rimane sfuocata come certe fotocopie che ricordo di aver visto tra le mani dei miei nipoti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con interesse l&#8217;articolo e mi soffermo sulla parola Competenza. Nella scuola dell&#8217;infanzia e nella successiva scuola primaria, il tempo dell&#8217;apprendimento è organizzato prevalentemente nella compilazione della scheda.  L&#8217;esperienze che precedono e sorreggono il sapere viene tramandato su fogli A4, spesso sfuocati, dove in forme grafiche banali, sono sintetizzati concetti che portano all&#8217;astrazione. Dovrebbero portare all&#8217;astrazione.  Un risultato meccanico, individuale e riempitivo di un tempo scuola poco rispettoso degli alunni e degli stessi docenti. La promozione scolastica, la motivazione a fare e capire, fanno parte, a mio parere, di un lavoro che riporta sula carta o sul computer, la fine di un percorso. Prima e durante le schede non vanno bene per niente. A sostegno del mio pensiero, ho verificato il contenuto del corredo scolastico richiesto alle famiglie all&#8217;inizio scuola e il numero delle risme di carta, spicca e raddoppia. Una scuola che parte fotocopiando se stessa arriva alle scuole medie e alle superiori senza la curiosità e l&#8217;entusiasmo che il mondo dell&#8217;istruzione e della socializzazione dovrebbe mettere al primo posto. Chi si occupa dei bambini con il senso critico necessario? La dialettica va pensata e agita molto presto o rimane sfuocata come certe fotocopie che ricordo di aver visto tra le mani dei miei nipoti.</p>
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