<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Un mondo da bruciare	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/news/cultura-news/2020/06/05/un-mondo-da-bruciare-0128747/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2020/06/05/un-mondo-da-bruciare-0128747</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Jun 2020 09:08:10 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Lorenzo		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/cultura-news/2020/06/05/un-mondo-da-bruciare-0128747#comment-214557</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 09:08:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=128747#comment-214557</guid>

					<description><![CDATA[Interessante recensione del libro di Bellofiore, anche se trovo sia suscettibile di qualche obiezione.
A mio parere fa benissimo il marxismo tradizionale a sollevare perplessità sul post-marxismo e su Marcuse, nella misura in cui applicato alla società contemporanea, con le sue tematiche di liberazione del desiderio, rischia di divenire un&#039;apologia del consumo come orizzonte di autorealizzazione.
E sono d&#039;accordo che il rifiuto del lavoro non sia in linea con la realizzazione attraverso il lavoro che Marx prefigura.
Tuttavia secondo me qua si confonde il rifiuto del lavoro e la liberazione dal lavoro costrittivo, vera cifra del capitalismo.
Ciò a cui ci si riferisce quando si parla di automazione del lavoro non è la riduzione del lavoratore a consumatore, ma la liberazione del lavoratore dal lavoro alienato che segue il ritmo della macchina, che richiede la separazione in borghesi e proletari secondo lo stato delle forze di produzione e che relega il proletariato al ruolo di strumento di produzione.
E&#039; inutile cercare di ignorare che lo stesso comunismo marxista, nel suo stadio realizzato, sia di fatto un individualismo, seppur di natura radicalmente diversa dall&#039;individualismo borghese, e che abbia alla sua base la realizzazione dell&#039;individuo attraverso l&#039;espressione nel lavoro creativo.
Dunque la critica radicale a Marcuse non credo centri il bersaglio, o comunque lo fa limitatamente ad una cattiva interpretazione della sua filosofia, che sostituisce alla liberazione dal lavoro alienato il rifiuto del lavoro tout court in virtù di una realizzazione nel consumo e nel rifiuto della materia in quanto tale. Per questo la frattura fra marxisti tradizionali e post-marxisti credo sia reale, ma in larga parte artificiosa. Trovo abbastanza ingenerosa l&#039;attribuzione di volontà di liberazione dal corpo dedotta da una richiesta di libertà dal lavoro alienato, e se anche ve ne fosse traccia, credo che in parte ciò potrebbe (a torto o a ragione, ma secondo me a torto in entrambi i casi) anche essere attribuito a Marx, nella misura in cui specie negli scritti giovanili trae ispirazione dalla filosofia classica tedesca, specie da Fichte, che esprime di fatto nella dialettica Io-Non io una volontà di soppressione della materialità in virtù della liberazione dello spirito.
Tuttavia la cattiva opinione dei post-marxisti resta abbastanza diffusa fra i marxisti tradizionali.
Perciò se interessa rispondere trovo sarebbe interessante discuterne, grazie della recensione intanto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante recensione del libro di Bellofiore, anche se trovo sia suscettibile di qualche obiezione.<br />
A mio parere fa benissimo il marxismo tradizionale a sollevare perplessità sul post-marxismo e su Marcuse, nella misura in cui applicato alla società contemporanea, con le sue tematiche di liberazione del desiderio, rischia di divenire un&#8217;apologia del consumo come orizzonte di autorealizzazione.<br />
E sono d&#8217;accordo che il rifiuto del lavoro non sia in linea con la realizzazione attraverso il lavoro che Marx prefigura.<br />
Tuttavia secondo me qua si confonde il rifiuto del lavoro e la liberazione dal lavoro costrittivo, vera cifra del capitalismo.<br />
Ciò a cui ci si riferisce quando si parla di automazione del lavoro non è la riduzione del lavoratore a consumatore, ma la liberazione del lavoratore dal lavoro alienato che segue il ritmo della macchina, che richiede la separazione in borghesi e proletari secondo lo stato delle forze di produzione e che relega il proletariato al ruolo di strumento di produzione.<br />
E&#8217; inutile cercare di ignorare che lo stesso comunismo marxista, nel suo stadio realizzato, sia di fatto un individualismo, seppur di natura radicalmente diversa dall&#8217;individualismo borghese, e che abbia alla sua base la realizzazione dell&#8217;individuo attraverso l&#8217;espressione nel lavoro creativo.<br />
Dunque la critica radicale a Marcuse non credo centri il bersaglio, o comunque lo fa limitatamente ad una cattiva interpretazione della sua filosofia, che sostituisce alla liberazione dal lavoro alienato il rifiuto del lavoro tout court in virtù di una realizzazione nel consumo e nel rifiuto della materia in quanto tale. Per questo la frattura fra marxisti tradizionali e post-marxisti credo sia reale, ma in larga parte artificiosa. Trovo abbastanza ingenerosa l&#8217;attribuzione di volontà di liberazione dal corpo dedotta da una richiesta di libertà dal lavoro alienato, e se anche ve ne fosse traccia, credo che in parte ciò potrebbe (a torto o a ragione, ma secondo me a torto in entrambi i casi) anche essere attribuito a Marx, nella misura in cui specie negli scritti giovanili trae ispirazione dalla filosofia classica tedesca, specie da Fichte, che esprime di fatto nella dialettica Io-Non io una volontà di soppressione della materialità in virtù della liberazione dello spirito.<br />
Tuttavia la cattiva opinione dei post-marxisti resta abbastanza diffusa fra i marxisti tradizionali.<br />
Perciò se interessa rispondere trovo sarebbe interessante discuterne, grazie della recensione intanto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
