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	Commenti a: “La contraddizione è ciò che muove il mondo”	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 21:03:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi è un uso del termine &quot;contraddizione&quot; che finisce, per la sua genericità e la sua polisemia (delle quali lo stesso Hegel porta qualche responsabilità), con l&#039;essere una chiave di interpretazione &#039;bonne à tout faire&#039;. E&#039; allora opportuno, se si vuole sviluppare nella giusta direzione la dialettica materialistica: 1) distinguere tra diversità, differenza, opposizione, contraddizione e antagonismo; 2) dare risalto, oltre che all&#039;importanza storico-filosofica di Hegel  e al posto centrale che il suo metodo occupa nella genesi e nel funzionamento della teoria marxista, anche ai suoi limiti, posti in luce, ad esempio, da Engels e da Lenin. In tutte le analisi riguardanti il nesso tra l’ideologia e lo Stato o il nesso tra la filosofia e la politica, Engels adopera infatti determinate categorie teoriche e procede dialetticamente, come dimostra il fatto che, polemizzando con un sociologo borghese, Paul Barth, in una delle “lettere sul materialismo storico”, si sente in dovere di sottolineare: «Quel che manca a tutti questi signori è la dialettica. Essi vedono sempre e solamente qui la causa, là l’effetto. Non arrivano a vedere che questa è una vuota astrazione, che nel mondo reale simili contrapposizioni metafisiche polari [per fare un esempio pertinente, il &#039;concetto-valigia&#039; di &#039;contraddizione&#039;] esistono soltanto nei momenti di crisi, ma che l’intero grande corso delle cose si svolge nella forma dell’azione e reazione reciproca, anche se di forze molto ineguali, tra cui il movimento economico è di gran lunga il più forte, il più originario, il più decisivo; essi non arrivano a vedere che in questo campo niente è assoluto e tutto è relativo. Per essi Hegel non è esistito…». Fermo restando che qui è in gioco la categoria di causalità, la domanda che sorge è allora questa: che cosa si intende significare quando si afferma, ad  esempio, che vi è “azione e reazione” fra la base e la sovrastruttura? E ancora, tenendo conto del richiamo che Engels fa ad Hegel, in che cosa l’interazione può dirsi hegeliana e in che cosa no? Si tratta quindi di mostrare, muovendo da questo esempio, la rielaborazione a cui Engels sottopone la logica hegeliana: una rielaborazione certamente incompiuta, ma che una lettura di Hegel ‘en matérialiste’ può permettere di completare. Sennonché di questi elementi non vi è traccia nelle domande che pone l&#039;intervistatore e solo qualche pallido riflesso nelle risposte dell&#039;intervistato... Sia chiaro: di Hegel, e cioè della dialettica, oggi più che mai abbiamo, come movimento di classe, un estremo bisogno, ma di un Hegel letto &#039;en matérialiste&#039; e di una dialettica altrettanto materialistica poiché, se il marxismo potrà rinascere e continuare a svolgersi, ciò sarà possibile solo calando il nesso tra la &quot;negazione determinata&quot; e il &quot;momento positivamente razionale&quot; nel... &quot;concime delle contraddizioni&quot;.]]></description>
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