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	Commenti a: Le ragazze e il Kobo	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Sep 2021 09:02:24 +0000</lastBuildDate>
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		Di: marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 09:02:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[fermo restando da professionista del settore, (libraio indipendente) la soddisfazione per l&#039;aumento della propensione alla lettura,
rilevo con sollievo anche la diminuzione della diffusione dei libri in formato e-book, la cui incidenza era aumentata complice la pandemia.
Adesso dai primi dati semestrali, pare si stia nuovamente abbassando ai livelli pre-covid.
In effetti quella dell&#039;e-book è un&#039;arma pericolosissima nelle mani delle grandi aziende.
A parte la difficoltà biologica del leggere un testo complesso in formato digitale (vuoi leggere &quot;la critica della ragion pura&quot; in e-book?.... auguri) per la mancanza del reggiungimento del livello di &quot;&quot;lettura profonda&quot;, la lettura digitale, specie in una società dove tutta la distribuzione tende ad accentrarsi nelle mani di pochissime piattaforme di e il tentativo di eliminare una figura altamente professionale come il libraio che potrebbe indirizzare i clienti verso un percorso di letture critiche (io lo faccio costantemente con i miei giovanissimi lettori), il rischio di censura è dietro l&#039;angolo.
Con i moderni algoritmi di ricerca, basterebbero pochi click per eliminare quei testi ritenuti scomodi che  dovessero con molta difficoltà superare la censura commerciale delle piattaforme di distribuzione.
Non sempre mi trovo d&#039;accordo con quanto diceva Eco, ma su una cosa penso che avesse ragione.
Il futuro della lettura digitale è nelle utilities, in quel tipo di pubblicazioni che rimangono su tipo di consultazione veloce e didascalica (giornali, riviste, dizionari, enciclopedie etc), per tutto il resto... LUNGA VITA AL LIBRO CARTACEO!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>fermo restando da professionista del settore, (libraio indipendente) la soddisfazione per l&#8217;aumento della propensione alla lettura,<br />
rilevo con sollievo anche la diminuzione della diffusione dei libri in formato e-book, la cui incidenza era aumentata complice la pandemia.<br />
Adesso dai primi dati semestrali, pare si stia nuovamente abbassando ai livelli pre-covid.<br />
In effetti quella dell&#8217;e-book è un&#8217;arma pericolosissima nelle mani delle grandi aziende.<br />
A parte la difficoltà biologica del leggere un testo complesso in formato digitale (vuoi leggere &#8220;la critica della ragion pura&#8221; in e-book?&#8230;. auguri) per la mancanza del reggiungimento del livello di &#8220;&#8221;lettura profonda&#8221;, la lettura digitale, specie in una società dove tutta la distribuzione tende ad accentrarsi nelle mani di pochissime piattaforme di e il tentativo di eliminare una figura altamente professionale come il libraio che potrebbe indirizzare i clienti verso un percorso di letture critiche (io lo faccio costantemente con i miei giovanissimi lettori), il rischio di censura è dietro l&#8217;angolo.<br />
Con i moderni algoritmi di ricerca, basterebbero pochi click per eliminare quei testi ritenuti scomodi che  dovessero con molta difficoltà superare la censura commerciale delle piattaforme di distribuzione.<br />
Non sempre mi trovo d&#8217;accordo con quanto diceva Eco, ma su una cosa penso che avesse ragione.<br />
Il futuro della lettura digitale è nelle utilities, in quel tipo di pubblicazioni che rimangono su tipo di consultazione veloce e didascalica (giornali, riviste, dizionari, enciclopedie etc), per tutto il resto&#8230; LUNGA VITA AL LIBRO CARTACEO!</p>
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