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	Commenti a: I funerali di Pinelli	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 20:28:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Straordinarie, queste pagine di Franco Fortini. Restituiscono, con la perfezione di una miniatura in cui ogni particolare assume un significato generale, le luci e le ombre di quel periodo. Leggendole mi è tornata in mente la testimonianza di un giovane che ebbe la fortuna di essere suo allievo. Questi ricordava il professor Franco Fortini, insegnante di italiano alle scuole superiori, che in un’epoca di scapigliato anticonformismo sessantottino entrava in classe con il suo impeccabile completo blu, su cui risaltavano ancor più gli argentei capelli e la montatura dorata degli occhiali: un professore che dava del lei, mentre gli studenti avrebbero voluto dare del tu a tutti i docenti. Lo stesso giovane, che confessa di non aver capito molto delle lezioni di Fortini, esposte nondimeno con trascinante eloquenza e intarsiate di aneddoti personali, ricorda che l’insegnante-poeta talvolta leggeva i suoi versi agli allievi, versi scritti magari la sera prima, dopo aver corretto i compiti. E confessa quanto gli piacevano quelle immagini incise, nitidamente classiche, quella poesia che, pur nella severità della forma, non dissimulava né le occasioni della sua origine né il bisogno, così fortemente sentito dal poeta, di riportare sulla pagina i problemi e i conflitti della realtà esterna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Straordinarie, queste pagine di Franco Fortini. Restituiscono, con la perfezione di una miniatura in cui ogni particolare assume un significato generale, le luci e le ombre di quel periodo. Leggendole mi è tornata in mente la testimonianza di un giovane che ebbe la fortuna di essere suo allievo. Questi ricordava il professor Franco Fortini, insegnante di italiano alle scuole superiori, che in un’epoca di scapigliato anticonformismo sessantottino entrava in classe con il suo impeccabile completo blu, su cui risaltavano ancor più gli argentei capelli e la montatura dorata degli occhiali: un professore che dava del lei, mentre gli studenti avrebbero voluto dare del tu a tutti i docenti. Lo stesso giovane, che confessa di non aver capito molto delle lezioni di Fortini, esposte nondimeno con trascinante eloquenza e intarsiate di aneddoti personali, ricorda che l’insegnante-poeta talvolta leggeva i suoi versi agli allievi, versi scritti magari la sera prima, dopo aver corretto i compiti. E confessa quanto gli piacevano quelle immagini incise, nitidamente classiche, quella poesia che, pur nella severità della forma, non dissimulava né le occasioni della sua origine né il bisogno, così fortemente sentito dal poeta, di riportare sulla pagina i problemi e i conflitti della realtà esterna.</p>
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