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	Commenti a: I David e la colonizzazione del simbolico	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Penazzi Maria Letizia		</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 08:23:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[finalmente un critico che dice ke cose come stanno.Bravo.Condivido tutto, ma,soprattutto,la bravura DA ANNI di Russo Alesi,da tempo attore per Bellocchio]]></description>
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		Di: Vincenzo Morvillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Morvillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 17:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Fabio!]]></description>
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		Di: Fabio Matteo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 16:51:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bravo caro!]]></description>
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		Di: Tiberio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tiberio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 14:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;Istituto Luce, in sintesi.
Le aspettative queste erano.]]></description>
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Le aspettative queste erano.</p>
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		Di: Oigroig		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Oigroig]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 07:16:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«
1 / 5
Valerio Evangelisti, Alla periferia di Alphaville, Napoli, L’ancora del Mediterraneo, 2000:

... et mourir de plaisir [1995]:

Colonizzare l’immaginario. Sembrava impossibile, eppure basta disporre degli strumenti opportuni. Televisioni, mass-media, una stampa docile, un trend culturale. Finisce che intere generazioni si trovano immerse in un sogno, e lo scambiano per realtà. Ora, quali sono le caratteristiche di un sogno? Che si vive una vicenda priva di antecedenti e di conseguenze nel futuro. Esiste il presente e basta.
In un sogno analogo siamo immersi ormai da un decennio, con un’accentuazione negli ultimi anni. Sotto gli occhi ci scorrono immagini senza origine e senza spessore. Esalazioni di gas nervino uccidono o mandano all’ospedale migliaia di persone nella metropolitana di Tokyo? La notizia ci viene data in tempo quasi reale, eppure pare che accada su un altro pianeta. Nessuno si scompone più di tanto, se non per un tempo misurabile in minuti, o addirittura in secondi. Nella ex Jugoslavia si susseguono i massacri? Anche qui la commozione è legata ai singulti di un qualche telecronista, analoghi a quelli che accompagnerebbero una qualsiasi calamità naturale. Perché quella gente si massacra? Non lo sa nessuno, forse nemmeno i diretti interessati. Questione genetica, di razza, di religione. Ciò che importa è che la versione corrente faccia appello a eventi incontrollabili, in cui la volontà e la logica non abbiano parte alcuna. Così la notizia perde tutti i suoi contenuti nel momento stesso in cui viene diramata.
[…]
Il neoliberismo ha saputo, attraverso un uso quasi scientifico dei mass media, penetrare nei cervelli e svuotarne gli angoli più riposti di ogni contenuto non funzionale. In pochi anni ha condotto un assalto senza precedenti alla sfera dell’immaginario, infettandola di non-valori, false certezze, distorsioni ottiche ispirate a una logica mortifera, che vede il più forte avere non solo il diritto di vincere la gara per la vita, ma anche quello accessorio di calpestare lo sconfitto, ignorandone l’umanità.» (Valerio Evangelisti, nel lontano1995 quando la radicalità non era solo una posa...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<br />
1 / 5<br />
Valerio Evangelisti, Alla periferia di Alphaville, Napoli, L’ancora del Mediterraneo, 2000:</p>
<p>&#8230; et mourir de plaisir [1995]:</p>
<p>Colonizzare l’immaginario. Sembrava impossibile, eppure basta disporre degli strumenti opportuni. Televisioni, mass-media, una stampa docile, un trend culturale. Finisce che intere generazioni si trovano immerse in un sogno, e lo scambiano per realtà. Ora, quali sono le caratteristiche di un sogno? Che si vive una vicenda priva di antecedenti e di conseguenze nel futuro. Esiste il presente e basta.<br />
In un sogno analogo siamo immersi ormai da un decennio, con un’accentuazione negli ultimi anni. Sotto gli occhi ci scorrono immagini senza origine e senza spessore. Esalazioni di gas nervino uccidono o mandano all’ospedale migliaia di persone nella metropolitana di Tokyo? La notizia ci viene data in tempo quasi reale, eppure pare che accada su un altro pianeta. Nessuno si scompone più di tanto, se non per un tempo misurabile in minuti, o addirittura in secondi. Nella ex Jugoslavia si susseguono i massacri? Anche qui la commozione è legata ai singulti di un qualche telecronista, analoghi a quelli che accompagnerebbero una qualsiasi calamità naturale. Perché quella gente si massacra? Non lo sa nessuno, forse nemmeno i diretti interessati. Questione genetica, di razza, di religione. Ciò che importa è che la versione corrente faccia appello a eventi incontrollabili, in cui la volontà e la logica non abbiano parte alcuna. Così la notizia perde tutti i suoi contenuti nel momento stesso in cui viene diramata.<br />
[…]<br />
Il neoliberismo ha saputo, attraverso un uso quasi scientifico dei mass media, penetrare nei cervelli e svuotarne gli angoli più riposti di ogni contenuto non funzionale. In pochi anni ha condotto un assalto senza precedenti alla sfera dell’immaginario, infettandola di non-valori, false certezze, distorsioni ottiche ispirate a una logica mortifera, che vede il più forte avere non solo il diritto di vincere la gara per la vita, ma anche quello accessorio di calpestare lo sconfitto, ignorandone l’umanità.» (Valerio Evangelisti, nel lontano1995 quando la radicalità non era solo una posa&#8230;)</p>
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