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	Commenti a: Ynestrillas: un fascista mascherato da ‘rosso’	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Gianni Sartori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2014 13:14:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In proposito avrei un paio di ricordi personali. Il primo risale alla fine degli anni settanta. Un incredibile minestrone di bandiere esposte dal balcone di una sede di una delle tante versioni della Falange: bandiera con il noto simbolo (le frecce e il giogo, non l&#039;arco come talvolta si sente dire: un richiamo alle iniziali -in castigliano - dei re cattolici, Fernando e Isabella), la bandiera catalana e, incredibile!, quella repubblicana (rossa, gialla e viola. Conservo la foto per gli storici (o per gli studiosi di sdoppiamento della personalità). Altro ricordo personale, il processo del 1997 a Herri Batasuna, a Madrid dove rappresentavo la &quot;Lega internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli&quot; (in qualità di osservatore internazionale). A una delle prime udienze venne impedito a me e ad altri due osservatori  di entrare in aula. In attesa di chiarimenti uscimmo insieme ad alcuni esponenti delle relazioni estere di HB. Di fronte stazionavano numerosi camerati di Ynestrillas con cartelli inneggianti alla pulizia (limpieza) etnica nei confronti dei baschi, rivendicando l&#039;appartenenza alla Spagna di Euskal Herria. Per farla breve, appena ci videro partirono di corsa per attraversare la strada (per fortuna larga, a due corsie) con fare alquanto minaccioso. Mi spiace riconoscerlo, ma senza l&#039;intervento della polizia spagnola forse finiva male (ritengo per la consistente presenza di televisioni da mezzo mondo).
ciao, Gianni Sartori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In proposito avrei un paio di ricordi personali. Il primo risale alla fine degli anni settanta. Un incredibile minestrone di bandiere esposte dal balcone di una sede di una delle tante versioni della Falange: bandiera con il noto simbolo (le frecce e il giogo, non l&#8217;arco come talvolta si sente dire: un richiamo alle iniziali -in castigliano &#8211; dei re cattolici, Fernando e Isabella), la bandiera catalana e, incredibile!, quella repubblicana (rossa, gialla e viola. Conservo la foto per gli storici (o per gli studiosi di sdoppiamento della personalità). Altro ricordo personale, il processo del 1997 a Herri Batasuna, a Madrid dove rappresentavo la &#8220;Lega internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli&#8221; (in qualità di osservatore internazionale). A una delle prime udienze venne impedito a me e ad altri due osservatori  di entrare in aula. In attesa di chiarimenti uscimmo insieme ad alcuni esponenti delle relazioni estere di HB. Di fronte stazionavano numerosi camerati di Ynestrillas con cartelli inneggianti alla pulizia (limpieza) etnica nei confronti dei baschi, rivendicando l&#8217;appartenenza alla Spagna di Euskal Herria. Per farla breve, appena ci videro partirono di corsa per attraversare la strada (per fortuna larga, a due corsie) con fare alquanto minaccioso. Mi spiace riconoscerlo, ma senza l&#8217;intervento della polizia spagnola forse finiva male (ritengo per la consistente presenza di televisioni da mezzo mondo).<br />
ciao, Gianni Sartori</p>
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