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	Commenti a: &#8220;Grexit&#8221; a un passo, Atene non cede	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 17:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da alcuni mesi si susseguono in Italia ed in Europa prese di posizione e manifestazioni in appoggio al governo greco di “sinistra-destra” costituito da Aléxis Tsípras in Grecia. Pur nel rispetto dovuto alle persone che sperano di trovare nel programma riformistico di quel governo e nella trattativa con la Ue per la riduzione del debito sovrano la soluzione dei gravi ed irreversibili problemi che il capitalismo scarica sui popoli, è doveroso spiegare gli errori madornali che i socialdemocratici alla Tsipras stanno commettendo. La vera soluzione non è quella di avviare un improbabile negoziato con la bancocrazia europea, facendolo poggiare su un ‘tesoretto’ elettorale che può rivelarsi quanto mai effimero, come dimostrò tre anni fa la proposta di referendum popolare sull’euro avanzata da Papandreu e l’intransigenza ricattatoria con cui reagì la triade Ue-Bce-Fmi. Il vero problema è quello di organizzare una crescente mobilitazione delle masse diretta a rivoluzionare realmente il sistema capitalistico, spezzando le catene dell’oppressione militare della Nato e dell’oppressione economica e politica della Ue e dell’euro. Se non si comprende che i margini del riformismo, che, in modo sia pure contraddittorio, aveva prodotto qualche risultato per le masse nei cosiddetti “trenta gloriosi” (1945-1975), si sono oggi inesorabilmente esauriti; se non si comprende che questa è una conseguenza della legge della caduta del saggio di profitto e della crisi di sovrapproduzione assoluta di capitale e di forza-lavoro, è inevitabile brancolare nel vuoto e scambiare lucciole per lanterne. Illudere il popolo che possa esistere un ‘capitalismo dal volto umano’ è un errore strategico, che ne riduce sensibilmente le capacità di lotta, aprendo la strada alla destra estrema e populista, in definitiva al fascismo (oggi terzo partito in Grecia). Eppure qualcosa avrebbero dovuto insegnare le illusioni e i fallimenti legati ai nomi di Zapatero e di Hollande: illusioni e fallimenti oggi puntualmente riproposti sotto il nome di Tsipras. Pertanto, non bisogna stancarsi né di mettere in guardia contro questo genere di rischi né di perseguire in Italia, in Europa e nel mondo la riorganizzazione dei comunisti sulla base della teoria marxista-leninista e dell’internazionalismo proletario, condizioni essenziali per battere il capitalismo e l’opportunismo della falsa sinistra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni mesi si susseguono in Italia ed in Europa prese di posizione e manifestazioni in appoggio al governo greco di “sinistra-destra” costituito da Aléxis Tsípras in Grecia. Pur nel rispetto dovuto alle persone che sperano di trovare nel programma riformistico di quel governo e nella trattativa con la Ue per la riduzione del debito sovrano la soluzione dei gravi ed irreversibili problemi che il capitalismo scarica sui popoli, è doveroso spiegare gli errori madornali che i socialdemocratici alla Tsipras stanno commettendo. La vera soluzione non è quella di avviare un improbabile negoziato con la bancocrazia europea, facendolo poggiare su un ‘tesoretto’ elettorale che può rivelarsi quanto mai effimero, come dimostrò tre anni fa la proposta di referendum popolare sull’euro avanzata da Papandreu e l’intransigenza ricattatoria con cui reagì la triade Ue-Bce-Fmi. Il vero problema è quello di organizzare una crescente mobilitazione delle masse diretta a rivoluzionare realmente il sistema capitalistico, spezzando le catene dell’oppressione militare della Nato e dell’oppressione economica e politica della Ue e dell’euro. Se non si comprende che i margini del riformismo, che, in modo sia pure contraddittorio, aveva prodotto qualche risultato per le masse nei cosiddetti “trenta gloriosi” (1945-1975), si sono oggi inesorabilmente esauriti; se non si comprende che questa è una conseguenza della legge della caduta del saggio di profitto e della crisi di sovrapproduzione assoluta di capitale e di forza-lavoro, è inevitabile brancolare nel vuoto e scambiare lucciole per lanterne. Illudere il popolo che possa esistere un ‘capitalismo dal volto umano’ è un errore strategico, che ne riduce sensibilmente le capacità di lotta, aprendo la strada alla destra estrema e populista, in definitiva al fascismo (oggi terzo partito in Grecia). Eppure qualcosa avrebbero dovuto insegnare le illusioni e i fallimenti legati ai nomi di Zapatero e di Hollande: illusioni e fallimenti oggi puntualmente riproposti sotto il nome di Tsipras. Pertanto, non bisogna stancarsi né di mettere in guardia contro questo genere di rischi né di perseguire in Italia, in Europa e nel mondo la riorganizzazione dei comunisti sulla base della teoria marxista-leninista e dell’internazionalismo proletario, condizioni essenziali per battere il capitalismo e l’opportunismo della falsa sinistra.</p>
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