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	Commenti a: Siria, il Rojava curdo ufficializza l&#8217;autonomia. Mosca disponibile?	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Mar 2016 21:46:04 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Nicola Vetrano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Vetrano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 21:46:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A mio avviso la posizione dei curdi del Rojava, che hanno la dolorosa spina nel fianco della posizione dei curdi del Nord Iraq, è, al contempo la più utopica, ma anche la piu&#039; realistica per uscire dalla guerra civile siriana, dalle politiche di potenza, e belliciste e repressive verso le minoranze, da parte di tutti gli attori forti della Regione, ma ha anche un&#039;altra valenza.
Finalmente, i confini e gli assetti statuali di un Paese del Vicino Oriente non sarà disegnato più, dai confini all&#039;organizzazione accentrata, sul modello del vecchio colonizzatore francese, od inglese (Sykes Picot docet) o turco ottomano, ma sulla base delle esigenze dei popoli locli, dei contadini, e delle Donne, vere protagoniste modernissme della svolta.
Iran ed Assad devono prendere atto di questa, che per loro può essere una proposta da accettare difensivamente, ma che apre nuove prospettive ad una democrazia sociale, multiculturale e politica nel Vicino Oriente, oltre teocrazie, bonapartismi, e revanche di Imperi, Persiano od Ottomano, che sia.
La intelligenza macchiavellica in senso alto della posizione russa, che, accettando oggi la federalizzazione della Siria, cede qualcosa da Assad anche ai sauditi, ma domani chi potrà impedire di prendere atto, con realismo politico, che anche in Ucraina le due parti possono convivere solo con un assetto del genere?
Forse è il tempo della riscossa e della memoria sempre presente, a proposito della Pasqua, della vecchia lectio leninista sul diritto di autodeterminazione dei popoli, oggi riletto anche in chiave ecologista: suuperiamo, come avevano avviato i bolscevichi, il superamento dello stato nazione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A mio avviso la posizione dei curdi del Rojava, che hanno la dolorosa spina nel fianco della posizione dei curdi del Nord Iraq, è, al contempo la più utopica, ma anche la piu&#8217; realistica per uscire dalla guerra civile siriana, dalle politiche di potenza, e belliciste e repressive verso le minoranze, da parte di tutti gli attori forti della Regione, ma ha anche un&#8217;altra valenza.<br />
Finalmente, i confini e gli assetti statuali di un Paese del Vicino Oriente non sarà disegnato più, dai confini all&#8217;organizzazione accentrata, sul modello del vecchio colonizzatore francese, od inglese (Sykes Picot docet) o turco ottomano, ma sulla base delle esigenze dei popoli locli, dei contadini, e delle Donne, vere protagoniste modernissme della svolta.<br />
Iran ed Assad devono prendere atto di questa, che per loro può essere una proposta da accettare difensivamente, ma che apre nuove prospettive ad una democrazia sociale, multiculturale e politica nel Vicino Oriente, oltre teocrazie, bonapartismi, e revanche di Imperi, Persiano od Ottomano, che sia.<br />
La intelligenza macchiavellica in senso alto della posizione russa, che, accettando oggi la federalizzazione della Siria, cede qualcosa da Assad anche ai sauditi, ma domani chi potrà impedire di prendere atto, con realismo politico, che anche in Ucraina le due parti possono convivere solo con un assetto del genere?<br />
Forse è il tempo della riscossa e della memoria sempre presente, a proposito della Pasqua, della vecchia lectio leninista sul diritto di autodeterminazione dei popoli, oggi riletto anche in chiave ecologista: suuperiamo, come avevano avviato i bolscevichi, il superamento dello stato nazione!</p>
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