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	Commenti a: Il referendum catalano svela le ambiguità di Podemos e Colau	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 12 Sep 2017 18:37:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 18:37:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei fare solo un commento a quanto scrive Eros Barone rispetto a chi avrebbe voluto il referendum. 
Se è vero che i partiti di centro destra sono fra i promotori (non si tratta del Partido Popular ma di formazioni che contano martiri e persecuzioni da parte del franchismo) non possiamo dimenticare che l&#039;altro componente della coalizione &quot;Junts pel Sì&quot; (insieme per il sì) è &quot;Esquerra Repúblicana de Catalunya - ERC&quot; (sinistra repubblicana). 
Da sinistra e dall&#039;esterno appoggia il governo la CUP, un movimento di candidature popolari composto da 10 persone che da extraparlamentari si son trovate ad essere l&#039;ago della bilancia dell&#039;indipendenza nel parlamento della Regione Autonoma della Catalogna.
Sono veneto, vivo in Catalogna da oltre 10 anni e invito chiunque voglia capire meglio come vanno le cose quì a lasciar stare qualsiasi tipo di comparazione con l&#039;Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei fare solo un commento a quanto scrive Eros Barone rispetto a chi avrebbe voluto il referendum.<br />
Se è vero che i partiti di centro destra sono fra i promotori (non si tratta del Partido Popular ma di formazioni che contano martiri e persecuzioni da parte del franchismo) non possiamo dimenticare che l&#8217;altro componente della coalizione &#8220;Junts pel Sì&#8221; (insieme per il sì) è &#8220;Esquerra Repúblicana de Catalunya &#8211; ERC&#8221; (sinistra repubblicana).<br />
Da sinistra e dall&#8217;esterno appoggia il governo la CUP, un movimento di candidature popolari composto da 10 persone che da extraparlamentari si son trovate ad essere l&#8217;ago della bilancia dell&#8217;indipendenza nel parlamento della Regione Autonoma della Catalogna.<br />
Sono veneto, vivo in Catalogna da oltre 10 anni e invito chiunque voglia capire meglio come vanno le cose quì a lasciar stare qualsiasi tipo di comparazione con l&#8217;Italia.</p>
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		Di: Giorgio Lonardi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Lonardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 17:04:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://noirestiamo.org/2017/09/08/tre-giorni-di-solidarieta-e-dibattito-in-catalogna/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://noirestiamo.org/2017/09/08/tre-giorni-di-solidarieta-e-dibattito-in-catalogna/" rel="nofollow ugc">http://noirestiamo.org/2017/09/08/tre-giorni-di-solidarieta-e-dibattito-in-catalogna/</a></p>
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		Di: Eros Barone		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/internazionale-news/2017/09/10/referendum-catalano-podemos-colau-095442#comment-86714</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 08:46:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A questo punto, non mi stupirei più se &quot;Contropiano&quot;, tanto deciso nell&#039;appoggio al referendum per l&#039;indipendenza della Catalogna voluto dalla destra economica e politica di quella regione spagnola quanto elusivo sulle pulsioni anti-unitarie presenti nel nostro Paese, si pronunciasse per il SI&#039; al referendum sull&#039;autonomia indetto per il 22 ottobre dai governatori leghisti Maroni e Zaia per conto della destra economica e politica del &quot;Lombardo-Veneto&quot;. In effetti, quei caporioni lavorano al fine di preparare il terreno per una secessione ‘morbida’ delle rispettive Regioni, facendo leva sull’indizione di referendum autonomisti non meno inconsistenti sul piano formale che demagogici sul piano propagandistico. Tali referendum, non richiedendo il ‘quorum’, hanno infatti unicamente valore consultivo e sono incentrati su quesiti diversi nella formulazione adottata dalle due Regioni, ma con lo stesso significato: agli elettori si chiederà di pronunciarsi pro o contro l’apertura di un negoziato col governo di Roma per il conferimento di maggiori poteri e competenze alle rispettive Regioni, avendo come prospettiva l’approdo allo statuto speciale. L’obiettivo immediato che perseguono i governatori leghisti per conto del blocco reazionario e neocorporativo che li sostiene e di cui essi sono l’espressione politica e amministrativa, non è solo quello di ottenere maggiori competenze e poteri per le rispettive Regioni in materia di scuola, ambiente, demanio idro-geologico, salvaguardia del territorio, beni culturali, strade e viabilità, ma è anche la possibilità di mantenere sul territorio una parte della tassazione che oggi finisce allo Stato, come l’Irpef. Il sogno neo-austriacante della maggioranza leghista che governa la Lombardia e il Veneto è che il 90 per cento delle tasse restino sul territorio (se si calcola che è in gioco tra lo Stato centrale e queste Regioni l’acquisizione di oltre 70 miliardi di gettito fiscale, si comprende facilmente l’entità della questione). La verità è che il progetto cripto-secessionista che si sta sviluppando in queste aree del paese dovrebbe spingere a riflettere, come marxisti, con rigore dialettico e materialista sui problemi della forma-Stato nazionale e della sua crisi (si pensi, oltre che alla Catalogna, alla Scozia e al Belgio), senza concessioni all&#039;avventurismo e senza indulgenze verso l&#039;infantilismo (i quali non sono altro che due varianti antitetico-speculari  del medesimo opportunismo codista).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A questo punto, non mi stupirei più se &#8220;Contropiano&#8221;, tanto deciso nell&#8217;appoggio al referendum per l&#8217;indipendenza della Catalogna voluto dalla destra economica e politica di quella regione spagnola quanto elusivo sulle pulsioni anti-unitarie presenti nel nostro Paese, si pronunciasse per il SI&#8217; al referendum sull&#8217;autonomia indetto per il 22 ottobre dai governatori leghisti Maroni e Zaia per conto della destra economica e politica del &#8220;Lombardo-Veneto&#8221;. In effetti, quei caporioni lavorano al fine di preparare il terreno per una secessione ‘morbida’ delle rispettive Regioni, facendo leva sull’indizione di referendum autonomisti non meno inconsistenti sul piano formale che demagogici sul piano propagandistico. Tali referendum, non richiedendo il ‘quorum’, hanno infatti unicamente valore consultivo e sono incentrati su quesiti diversi nella formulazione adottata dalle due Regioni, ma con lo stesso significato: agli elettori si chiederà di pronunciarsi pro o contro l’apertura di un negoziato col governo di Roma per il conferimento di maggiori poteri e competenze alle rispettive Regioni, avendo come prospettiva l’approdo allo statuto speciale. L’obiettivo immediato che perseguono i governatori leghisti per conto del blocco reazionario e neocorporativo che li sostiene e di cui essi sono l’espressione politica e amministrativa, non è solo quello di ottenere maggiori competenze e poteri per le rispettive Regioni in materia di scuola, ambiente, demanio idro-geologico, salvaguardia del territorio, beni culturali, strade e viabilità, ma è anche la possibilità di mantenere sul territorio una parte della tassazione che oggi finisce allo Stato, come l’Irpef. Il sogno neo-austriacante della maggioranza leghista che governa la Lombardia e il Veneto è che il 90 per cento delle tasse restino sul territorio (se si calcola che è in gioco tra lo Stato centrale e queste Regioni l’acquisizione di oltre 70 miliardi di gettito fiscale, si comprende facilmente l’entità della questione). La verità è che il progetto cripto-secessionista che si sta sviluppando in queste aree del paese dovrebbe spingere a riflettere, come marxisti, con rigore dialettico e materialista sui problemi della forma-Stato nazionale e della sua crisi (si pensi, oltre che alla Catalogna, alla Scozia e al Belgio), senza concessioni all&#8217;avventurismo e senza indulgenze verso l&#8217;infantilismo (i quali non sono altro che due varianti antitetico-speculari  del medesimo opportunismo codista).</p>
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