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	Commenti a: Arnaldo Otegi: &#8220;la sinistra non può avere dubbi sul referendum catalano&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 18:52:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il governo Rajoy rappresenta oggi la continuità del progetto politico della vecchia Spagna, consistente nel tentativo di unificare i diversi popoli e le diverse nazioni. Questo tentativo di unificazione è stato però realizzato attraverso l&#039;imposizione e la violenza. Il governo del Partido Popular si è infatti rivelato incapace di superare l’attuale conflitto con il governo della Catalogna operando sul terreno della mediazione politica e ricorre all’uso strumentale degli apparati statali e all’intervento repressivo delle forze di polizia. D’altra parte, il processo che si svolge in Catalogna è il frutto della crescente pressione di un vasto settore della borghesia catalana, il cui obiettivo è quello di ottenere una posizione più vantaggiosa nella catena imperialistica. La borghesia catalana è entrata ancora una volta in conflitto con l’oligarchia spagnola. Il conflitto ha la sua base materiale nell’esistenza di un quadro specifico di accumulazione capitalistica in Catalogna, che il capitalismo spagnolo, pur avendo provato, non è mai riuscito ad integrare nel quadro generale dell’accumulazione capitalistica in Ispagna. Non si tratta quindi di un processo di liberazione nazionale avente base popolare, anche se utilizza i sentimenti nazionali storicamente radicati nella regione per ottenere una legittimazione di massa alla sua particolare strategia. Ci troviamo di fronte, in sostanza, a un processo di ristrutturazione capitalistica, basato sulla continuità della proprietà privata e sullo sfruttamento della classe operaia e delle masse popolari da parte della borghesia. 
La corretta risposta di classe al referendum del 1 ° ottobre, indicata dalle forze comuniste, è pertanto l’annullamento del voto quale espressione politica del rifiuto di un progetto della borghesia catalana che non solo è organicamente inserito nell’alleanza imperialistica dell’UE e della NATO, ma si propone anche di dare continuità all’attuale sfruttamento della classe operaia catalana in nuove forme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo Rajoy rappresenta oggi la continuità del progetto politico della vecchia Spagna, consistente nel tentativo di unificare i diversi popoli e le diverse nazioni. Questo tentativo di unificazione è stato però realizzato attraverso l&#8217;imposizione e la violenza. Il governo del Partido Popular si è infatti rivelato incapace di superare l’attuale conflitto con il governo della Catalogna operando sul terreno della mediazione politica e ricorre all’uso strumentale degli apparati statali e all’intervento repressivo delle forze di polizia. D’altra parte, il processo che si svolge in Catalogna è il frutto della crescente pressione di un vasto settore della borghesia catalana, il cui obiettivo è quello di ottenere una posizione più vantaggiosa nella catena imperialistica. La borghesia catalana è entrata ancora una volta in conflitto con l’oligarchia spagnola. Il conflitto ha la sua base materiale nell’esistenza di un quadro specifico di accumulazione capitalistica in Catalogna, che il capitalismo spagnolo, pur avendo provato, non è mai riuscito ad integrare nel quadro generale dell’accumulazione capitalistica in Ispagna. Non si tratta quindi di un processo di liberazione nazionale avente base popolare, anche se utilizza i sentimenti nazionali storicamente radicati nella regione per ottenere una legittimazione di massa alla sua particolare strategia. Ci troviamo di fronte, in sostanza, a un processo di ristrutturazione capitalistica, basato sulla continuità della proprietà privata e sullo sfruttamento della classe operaia e delle masse popolari da parte della borghesia.<br />
La corretta risposta di classe al referendum del 1 ° ottobre, indicata dalle forze comuniste, è pertanto l’annullamento del voto quale espressione politica del rifiuto di un progetto della borghesia catalana che non solo è organicamente inserito nell’alleanza imperialistica dell’UE e della NATO, ma si propone anche di dare continuità all’attuale sfruttamento della classe operaia catalana in nuove forme.</p>
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