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	Commenti a: Il potere incendiario di Macron	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Sylvain Ascari		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sylvain Ascari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2019 17:36:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono ancora io,: rileggendo il mio commento mi rendo conto che ho parlato della guerra in Libia. volevo ovviamente accennare alla guerra in Siria.]]></description>
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		Di: Sylvain Ascari		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sylvain Ascari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2019 10:23:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari compagni, scusate il mio italiano maldestro ed impaciato. Francese di origine italiana, ho poche occasioni di praticare la vostra lingua che fu anche la mia. Grazie per i vostri articoli che dismostrano che l’Italia che amo, quella che lotta, esiste ancora. Vi scrivo dalla Francia, per darvi la mia impressione sull’articolo che pubblicate di Plenel
Quest’articolo sarebbe convincente se si dimenticasse il ruolo poco chiaro del giornale Mediapart che dirige Plenel, durante le elezioni del 2017 in Francia.
In effetti questo giornale che giustamente si è costruito una reputazione di contropotere in Francia rivelando affari di corruzione o di abuso di potere (Cahuzac, Bettencourt, Benalla, ecc)  si è compromesso in una linea poco chiara che, nello squalificare l’unico movimento capace di battere la destra e il Front National, cioè la France Insoumise di Melenchon ha conribuito a fare eleggere Macron . 
Va ricordato il famigerato titolo di un articolo di quel giornale (« Mélenchon joue à saute cadavre » « Melenchon gioca a salta cadavere ») all’occasione della terribile guerra in Libia in cui il giornale accusa Melenchon di aver sostenuto l’intervento della Russia et quindi Assad e quindi di essere complice dei massacri di Assad e delle cannonnate di Putin. In altri articoli questo giornale rimprovera a Melenchon la sua simpatia per Maduro. Ovviamente tali accuse caricaturali non rendevano conto allora della complessità della visione internazionale di Melenchon, anche se questa sua posizione puo’ essere criticata. Il discorso caricaturale che tutti i media si accinsero a diffondere fu questo : Melenchon = Maduro= Putin = Assad, in modo da creare un riflesso anti France Insoumise.
La strategia si svolse in due tempi e coinvolse tutti in media mainstream francesi (controllati da otto miliardari) ma anche Mediapart in modo da fare eleggere Macron (sostenuto dall’oligarchia), creatura del fallito Hollande di cui fu il ministro dell’economia: 
Primo tempo :  critica sistematica di Melenchon e del suo movimento la France insoumise, in modo da squalificarlo al secondo turno delle elezioni presidenziali. Tutto fu fatto per avere un secondo turno Le Pen /Macron. 
Secondo tempo : urlare (Mediapart compreso) al rischio di fascismo, e chiamare a votare Macron sul modo “Meglio Macron che Le Pen”.
Sicché Macron che venne qualificato con il 18% del corpo elettorale al primo turno fu eletto al secondo contro Le Pen e non per il suo programma chiaramente europeista e costruito a favore dell’oligarchia finanziaria che governa l’Europa(soppressione dell’ISF (tassa sui grandi patrimoni) aumento delle tasse per i pensionati, svincolamento delle pensioni dall’aumento del costo della vita, controllo stringente dei disocccupati, distruzione della legislazione del lavoro via “ordonances”,una pratica  speciale che permette di evitare un dibattito parlamentare, ecc)
Intendiamoci bene. Non sono un incondizionale di Melenchon e del suo movimento. Ma la caricatura che se ne fece, Mediapart compreso( assenza di democrazia interna, culto del suo capo, parallelo  costante fatto con Le Pen nei media francesi in modo accusarlo di totalitarismo) fu un modo di squalificare quel movimento, l’unico in capacità di ricostruire un’alternativa prettamente di sinistra. Va precisato  che dall’estrema destra all’estrema sinistra (partito comunista compreso) quel movimento fu sistematicamente denigrato e caricaturato. Eppure fu, prima delle « nuits debout » e dei « gilets jaunes », il primo tentativo di ridare una prospettiva di sinistra alle classi precarizzate della politica liberista che impera ormai in tutta Europa.
Il movimento dei Gilet gialli è entusiasmante, per la sua spontaneità la capacità che ebbe in alcune setttimane di rendere visibile gli invisibili, i vinti della mondializzazione, di mandare a quel paese tutte le compromissioni dei partiti e sindacati tradizionali, per l’incredibile rapidità con cui, partendo da una scintilla (protesta per l’aumento delle tasse sulla benzina), infuoco’ tutte le rotonde  e i pedaggi autostradali  francesie e attuo’ una presa di coscienza politica e un’analisi della situazione che rese obsoleti tutti i giochi politici tradizionali, nel rechiedere la giustizia fiscale, la fine dell’evsaione fiscale, ma anche il diritto per i precari di avere una vita dignitosa.
Dissento da quanto afferma Plenel nel suo articolo : le « misure sostanziali » (dixit Penel) non convinsero  nessuno e capimmo tutti che fu un modo di fare pagare ai cittadini le misure proposte (defiscalizzazione delle ore straordinarie, bricciole attribuite ai più poveri attraverso enti statali che aumenteranno il deficit del bilancio dello stato, e non aumento dei salari per una vita decente, soppressione per una parte soltante dei pensionati dell’aumento delle tasse ecc).
Sicché la richiesta successiva fondamentale del movimento fu il RIC (referendum di inizitiva cittadina)e cioè  la presa di coscienza ulteriore e geniale di quest truffa, la comprensione che di fronte alla repressione terribile (5 mani distrutte un ventina de persone che persero un ‘occhio, duecento feriti, imprigionamenti senza motivi, comparuzioni immediati ai tribunale, legge anti manifestazioni con la creazione di reati incredibili : « raggruppamento nell’intento di commettere degradazioni » ecc) dei servitori dell’oligarchia l’unico modo di cambiare la società era la democrazia diretta.
Ovviamente una tale richiesta non fu accettata e ormai si arriva alla fase successiva : la strategia del primo maggio : criminalizzare i Gilets Jaunes e tentare di ammazzare un’idea, la dignità della lotta dei lavoratori, rendere la festa del primo maggio odiosa attraverso l’incredibile tentativo di manipolazione dell’opinione pubblica con l’episodio dell’ospedale « La Salpetrière ».
Ricordiamo che quella strategia fu già adoperata il primo maggio 2018 quando la guardia del corpo di Macron, Benalla, pesto’ manifestanti. Dimesso dalle sue funzioni, continuo’ a viaggiare  in Africa con passaporti diplomatici dove incontro’capi di stato. Dopo esser stato convocato dal senato francese, è attualment in vacanza in Marocco.
Mediapart per battere LePen domando’ di votare Macron. La cosa incredibile è che ormai la repressione del movimento sociale è tale da ricordare i funesti inizi del fascismo in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari compagni, scusate il mio italiano maldestro ed impaciato. Francese di origine italiana, ho poche occasioni di praticare la vostra lingua che fu anche la mia. Grazie per i vostri articoli che dismostrano che l’Italia che amo, quella che lotta, esiste ancora. Vi scrivo dalla Francia, per darvi la mia impressione sull’articolo che pubblicate di Plenel<br />
Quest’articolo sarebbe convincente se si dimenticasse il ruolo poco chiaro del giornale Mediapart che dirige Plenel, durante le elezioni del 2017 in Francia.<br />
In effetti questo giornale che giustamente si è costruito una reputazione di contropotere in Francia rivelando affari di corruzione o di abuso di potere (Cahuzac, Bettencourt, Benalla, ecc)  si è compromesso in una linea poco chiara che, nello squalificare l’unico movimento capace di battere la destra e il Front National, cioè la France Insoumise di Melenchon ha conribuito a fare eleggere Macron .<br />
Va ricordato il famigerato titolo di un articolo di quel giornale (« Mélenchon joue à saute cadavre » « Melenchon gioca a salta cadavere ») all’occasione della terribile guerra in Libia in cui il giornale accusa Melenchon di aver sostenuto l’intervento della Russia et quindi Assad e quindi di essere complice dei massacri di Assad e delle cannonnate di Putin. In altri articoli questo giornale rimprovera a Melenchon la sua simpatia per Maduro. Ovviamente tali accuse caricaturali non rendevano conto allora della complessità della visione internazionale di Melenchon, anche se questa sua posizione puo’ essere criticata. Il discorso caricaturale che tutti i media si accinsero a diffondere fu questo : Melenchon = Maduro= Putin = Assad, in modo da creare un riflesso anti France Insoumise.<br />
La strategia si svolse in due tempi e coinvolse tutti in media mainstream francesi (controllati da otto miliardari) ma anche Mediapart in modo da fare eleggere Macron (sostenuto dall’oligarchia), creatura del fallito Hollande di cui fu il ministro dell’economia:<br />
Primo tempo :  critica sistematica di Melenchon e del suo movimento la France insoumise, in modo da squalificarlo al secondo turno delle elezioni presidenziali. Tutto fu fatto per avere un secondo turno Le Pen /Macron.<br />
Secondo tempo : urlare (Mediapart compreso) al rischio di fascismo, e chiamare a votare Macron sul modo “Meglio Macron che Le Pen”.<br />
Sicché Macron che venne qualificato con il 18% del corpo elettorale al primo turno fu eletto al secondo contro Le Pen e non per il suo programma chiaramente europeista e costruito a favore dell’oligarchia finanziaria che governa l’Europa(soppressione dell’ISF (tassa sui grandi patrimoni) aumento delle tasse per i pensionati, svincolamento delle pensioni dall’aumento del costo della vita, controllo stringente dei disocccupati, distruzione della legislazione del lavoro via “ordonances”,una pratica  speciale che permette di evitare un dibattito parlamentare, ecc)<br />
Intendiamoci bene. Non sono un incondizionale di Melenchon e del suo movimento. Ma la caricatura che se ne fece, Mediapart compreso( assenza di democrazia interna, culto del suo capo, parallelo  costante fatto con Le Pen nei media francesi in modo accusarlo di totalitarismo) fu un modo di squalificare quel movimento, l’unico in capacità di ricostruire un’alternativa prettamente di sinistra. Va precisato  che dall’estrema destra all’estrema sinistra (partito comunista compreso) quel movimento fu sistematicamente denigrato e caricaturato. Eppure fu, prima delle « nuits debout » e dei « gilets jaunes », il primo tentativo di ridare una prospettiva di sinistra alle classi precarizzate della politica liberista che impera ormai in tutta Europa.<br />
Il movimento dei Gilet gialli è entusiasmante, per la sua spontaneità la capacità che ebbe in alcune setttimane di rendere visibile gli invisibili, i vinti della mondializzazione, di mandare a quel paese tutte le compromissioni dei partiti e sindacati tradizionali, per l’incredibile rapidità con cui, partendo da una scintilla (protesta per l’aumento delle tasse sulla benzina), infuoco’ tutte le rotonde  e i pedaggi autostradali  francesie e attuo’ una presa di coscienza politica e un’analisi della situazione che rese obsoleti tutti i giochi politici tradizionali, nel rechiedere la giustizia fiscale, la fine dell’evsaione fiscale, ma anche il diritto per i precari di avere una vita dignitosa.<br />
Dissento da quanto afferma Plenel nel suo articolo : le « misure sostanziali » (dixit Penel) non convinsero  nessuno e capimmo tutti che fu un modo di fare pagare ai cittadini le misure proposte (defiscalizzazione delle ore straordinarie, bricciole attribuite ai più poveri attraverso enti statali che aumenteranno il deficit del bilancio dello stato, e non aumento dei salari per una vita decente, soppressione per una parte soltante dei pensionati dell’aumento delle tasse ecc).<br />
Sicché la richiesta successiva fondamentale del movimento fu il RIC (referendum di inizitiva cittadina)e cioè  la presa di coscienza ulteriore e geniale di quest truffa, la comprensione che di fronte alla repressione terribile (5 mani distrutte un ventina de persone che persero un ‘occhio, duecento feriti, imprigionamenti senza motivi, comparuzioni immediati ai tribunale, legge anti manifestazioni con la creazione di reati incredibili : « raggruppamento nell’intento di commettere degradazioni » ecc) dei servitori dell’oligarchia l’unico modo di cambiare la società era la democrazia diretta.<br />
Ovviamente una tale richiesta non fu accettata e ormai si arriva alla fase successiva : la strategia del primo maggio : criminalizzare i Gilets Jaunes e tentare di ammazzare un’idea, la dignità della lotta dei lavoratori, rendere la festa del primo maggio odiosa attraverso l’incredibile tentativo di manipolazione dell’opinione pubblica con l’episodio dell’ospedale « La Salpetrière ».<br />
Ricordiamo che quella strategia fu già adoperata il primo maggio 2018 quando la guardia del corpo di Macron, Benalla, pesto’ manifestanti. Dimesso dalle sue funzioni, continuo’ a viaggiare  in Africa con passaporti diplomatici dove incontro’capi di stato. Dopo esser stato convocato dal senato francese, è attualment in vacanza in Marocco.<br />
Mediapart per battere LePen domando’ di votare Macron. La cosa incredibile è che ormai la repressione del movimento sociale è tale da ricordare i funesti inizi del fascismo in Italia.</p>
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