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	Commenti a: La Spagna rimane in stallo, ma avanza l&#8217;estrema destra	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Roberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 19:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La sciagurata scelta dei conservatori (PP) nel 2006 di impugnare lo statuto di autonomía catalano, poi invalidato dal Tribunale Costituzionale da loro controllato, ha fatto saltare l’equilibrio sorto negli anni della  transizione. Questo si basava sull’esistenza di due blocchi, il PSOE ed il PP, appoggiati, a seconda della convenienza, e laddove questi non raggiungessero la maggioranza assoluta, dagli autonomisti catalani e baschi. Rompendo questo equilibrio (ed in conseguenza anche dell’entrata nella scena politica di Podemos, Ciudadano e Vox) si sono venuti a creare due schieramenti non più in grado di dar vita ad una maggioranza di governo. Oggi, a meno non vengano fatte considerevoli concessioni agli indipendentisti catalani (che sono cresciuti anche se di poco), la Spagna è ingovernabile e la possibilità che si vada a nueve elezioni tra qualche mese è molto concreta. 

Bisogna ancora aggiungere, per fare più chiarezza che Vox non è la Lega o l’UKIP ma un partito nostalgico del franchismo, contrario all’aborto, alle politiche di uguaglianza di genere, xenofobo, sostenitore di una ricentralizzazione statale e nemico di quel pluralismo linguistico, che piaccia o no, distingue la Spagna di oggi.

Vorrei fare una precisazione: Ciudadanos non è precisamente un partito centrista. È un partito che è nato in Catalogna cavalcando il malcontento di quella parte della popolazione contraria al nazionalismo catalano ed all&#039;uso, sempre più diffuso nelle istituzioni, della lingua catalana. Successivamente il grande balzo lo fece nelle elezioni amministrative del 2015 e poi a alle politiche quando conquistò 40 seggi (su 351) ed il 14% dei voti. Da quel momento tuttavia il partito si spostato sempre più a destra facendo del tema catalano l&#039;asse portante del suo discorso politico. Ieri è passato dai 57 seggi delle precedenti elezioni (28 aprile 2019) a 10.

Infine non è corretto dire che Podemos sia in caduta libera. Ha perso circa l’1.5% dei voti recuperati da Màs paìs di Errejon, ex membro di Podemos. Iglesias ha richiesto giustamente di formare una coalizione con il PSOE e questi ha rifiutato chiedendo un appoggio esterno senza alcuna possibilità di controllo. Farlo sarebbe stato il suo suicidio politico e di Podemos.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sciagurata scelta dei conservatori (PP) nel 2006 di impugnare lo statuto di autonomía catalano, poi invalidato dal Tribunale Costituzionale da loro controllato, ha fatto saltare l’equilibrio sorto negli anni della  transizione. Questo si basava sull’esistenza di due blocchi, il PSOE ed il PP, appoggiati, a seconda della convenienza, e laddove questi non raggiungessero la maggioranza assoluta, dagli autonomisti catalani e baschi. Rompendo questo equilibrio (ed in conseguenza anche dell’entrata nella scena politica di Podemos, Ciudadano e Vox) si sono venuti a creare due schieramenti non più in grado di dar vita ad una maggioranza di governo. Oggi, a meno non vengano fatte considerevoli concessioni agli indipendentisti catalani (che sono cresciuti anche se di poco), la Spagna è ingovernabile e la possibilità che si vada a nueve elezioni tra qualche mese è molto concreta. </p>
<p>Bisogna ancora aggiungere, per fare più chiarezza che Vox non è la Lega o l’UKIP ma un partito nostalgico del franchismo, contrario all’aborto, alle politiche di uguaglianza di genere, xenofobo, sostenitore di una ricentralizzazione statale e nemico di quel pluralismo linguistico, che piaccia o no, distingue la Spagna di oggi.</p>
<p>Vorrei fare una precisazione: Ciudadanos non è precisamente un partito centrista. È un partito che è nato in Catalogna cavalcando il malcontento di quella parte della popolazione contraria al nazionalismo catalano ed all&#8217;uso, sempre più diffuso nelle istituzioni, della lingua catalana. Successivamente il grande balzo lo fece nelle elezioni amministrative del 2015 e poi a alle politiche quando conquistò 40 seggi (su 351) ed il 14% dei voti. Da quel momento tuttavia il partito si spostato sempre più a destra facendo del tema catalano l&#8217;asse portante del suo discorso politico. Ieri è passato dai 57 seggi delle precedenti elezioni (28 aprile 2019) a 10.</p>
<p>Infine non è corretto dire che Podemos sia in caduta libera. Ha perso circa l’1.5% dei voti recuperati da Màs paìs di Errejon, ex membro di Podemos. Iglesias ha richiesto giustamente di formare una coalizione con il PSOE e questi ha rifiutato chiedendo un appoggio esterno senza alcuna possibilità di controllo. Farlo sarebbe stato il suo suicidio politico e di Podemos.</p>
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