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	Commenti a: La terza guerra mondiale di Iryna Vereshchuk	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Aug 2023 17:44:40 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Paolo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 17:44:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non vedo perché condannare l&#039;invasione della Russia onestamente. è passato più di un anno da quando questa ecatombe è cominciata e sono sempre più sicuro che l&#039;invasione fosse realmente necessaria per la gente del dombass e di Crimea, per gli accordi disattesi con l&#039;ultimo dei governi sovietici presieduto dal, per me, per niente compianto Gorbaciov sulla non espansione della nato nei paesi dell&#039;est. si è sempre saputo di o dai tempi di Bush senior che la linea rossa era l&#039;ucraina ma il maggiore sostenitore delle politiche espansionistiche della nato ad est, sleepy Joe pare credesse che la Russia sarebbe stata li a guardare. la guerra l&#039;anno preparata gli stati Uniti e i paesi della civile Europa insomma e oggi noi cittadini ne paghiamo le conseguenze con tagli lineari a scuola e sanità, e acquisti di armi. del resto se casa tua è nella nato, alla nati appartiene casa tua. Neil zelenski]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non vedo perché condannare l&#8217;invasione della Russia onestamente. è passato più di un anno da quando questa ecatombe è cominciata e sono sempre più sicuro che l&#8217;invasione fosse realmente necessaria per la gente del dombass e di Crimea, per gli accordi disattesi con l&#8217;ultimo dei governi sovietici presieduto dal, per me, per niente compianto Gorbaciov sulla non espansione della nato nei paesi dell&#8217;est. si è sempre saputo di o dai tempi di Bush senior che la linea rossa era l&#8217;ucraina ma il maggiore sostenitore delle politiche espansionistiche della nato ad est, sleepy Joe pare credesse che la Russia sarebbe stata li a guardare. la guerra l&#8217;anno preparata gli stati Uniti e i paesi della civile Europa insomma e oggi noi cittadini ne paghiamo le conseguenze con tagli lineari a scuola e sanità, e acquisti di armi. del resto se casa tua è nella nato, alla nati appartiene casa tua. Neil zelenski</p>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 13:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A questo punto, è lecito domandarsi se l’Unione europea, dopo aver clamorosamente mancato tutte le possibilità di una composizione diplomatica del conflitto, armandosi in tale misura e armando la stessa resistenza ucraina, come già sta facendo, non finirà col fare le spese della nuova spartizione dell’ordine globale che si sta giocando nella guerra fra l’imperialismo russo e il nazionalismo ucraino. Occorre riconoscere infatti che alla potenza militare ed economica effettivamente mostruosa che i paesi della Nato sono riusciti a sviluppare non corrisponde alcun progetto. Anzi, proprio questo è il tallone di Achille dell’Occidente. Si intende qui per progetto un disegno di governo mondiale che sia allo stesso tempo riconoscibile e condivisibile da parte dell’umanità. La pura esibizione di potenza, la declamata volontà di imporre il proprio dominio, restano semplicemente tali. Ottengono nel breve periodo obbedienza formale, accettazione forzosa, non adesione convinta. In realtà, in Russia, piaccia o non piaccia all’Occidente, è sorto un gruppo dirigente fortemente qualificato, per il quale la &#039;revanche&#039; è diventata, nelle mutate condizioni di un capitalismo di Stato, un obiettivo da perseguire. Ma proprio questa considerazione mostra come la volontà di potenza statunitense bruci i gruppi dirigenti “alleati” anziché consolidarli. In quanto politica imperialista non ce ne può essere una così poco lungimirante. D&#039;altra parte, senza un progetto la durata dell’imperialismo occidentale è altamente problematica. Che debba farlo notare, con Kissinger e poche altre menti illuminate, la diplomazia “classica” di tradizione liberale, quella attenta agli equilibri e alle conseguenze controproducenti delle proprie stesse vittorie, è un paradosso della politica “progressista”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A questo punto, è lecito domandarsi se l’Unione europea, dopo aver clamorosamente mancato tutte le possibilità di una composizione diplomatica del conflitto, armandosi in tale misura e armando la stessa resistenza ucraina, come già sta facendo, non finirà col fare le spese della nuova spartizione dell’ordine globale che si sta giocando nella guerra fra l’imperialismo russo e il nazionalismo ucraino. Occorre riconoscere infatti che alla potenza militare ed economica effettivamente mostruosa che i paesi della Nato sono riusciti a sviluppare non corrisponde alcun progetto. Anzi, proprio questo è il tallone di Achille dell’Occidente. Si intende qui per progetto un disegno di governo mondiale che sia allo stesso tempo riconoscibile e condivisibile da parte dell’umanità. La pura esibizione di potenza, la declamata volontà di imporre il proprio dominio, restano semplicemente tali. Ottengono nel breve periodo obbedienza formale, accettazione forzosa, non adesione convinta. In realtà, in Russia, piaccia o non piaccia all’Occidente, è sorto un gruppo dirigente fortemente qualificato, per il quale la &#8216;revanche&#8217; è diventata, nelle mutate condizioni di un capitalismo di Stato, un obiettivo da perseguire. Ma proprio questa considerazione mostra come la volontà di potenza statunitense bruci i gruppi dirigenti “alleati” anziché consolidarli. In quanto politica imperialista non ce ne può essere una così poco lungimirante. D&#8217;altra parte, senza un progetto la durata dell’imperialismo occidentale è altamente problematica. Che debba farlo notare, con Kissinger e poche altre menti illuminate, la diplomazia “classica” di tradizione liberale, quella attenta agli equilibri e alle conseguenze controproducenti delle proprie stesse vittorie, è un paradosso della politica “progressista”.</p>
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