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	Commenti a: L&#8217;Ucraina diventa un boccone sempre più indigesto, per l&#8217;Occidente	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 May 2022 20:25:17 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 20:25:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciò che colpisce negli interventi di Putin, qui giustamente richiamati, è l’assunzione della dimensione storica come contesto ineludibile del discorso politico. Questa dimensione è del tutto assente nel discorso politico occidentale: discorso che invece, per bocca di Draghi e degli altri esponenti dei governi della Unione Europea e della Nato, risponde all’iniziativa politico-militare di Putin – un’autodifesa di carattere strategico - usando unicamente il linguaggio dell’economia e della sicurezza, ossia sanzioni e riarmo, e arrivando a rimuovere ogni ricostruzione del passato attraverso cui si è giunti, passo dopo passo (Iraq, Kosovo, Afghanistan, Libia, Siria), al presente. Del resto, che sugli antecedenti del conflitto in corso agisca una siffatta rimozione non può sorprendere, poiché se la concatenazione storica degli eventi che hanno portato alla guerra di Ucraina fosse esattamente compresa nella sua natura di potenziale prologo ad una guerra ben più vasta, i paesi occidentali, e in particolare quelli europei, dovrebbero allora farsi carico (non della intenzionale rimozione ma) di una radicale autocritica rispetto a tre questioni cardine della politica mondiale. La prima questione riguarda l’analogia fra le motivazioni addotte da Putin a sostegno della minoranza russa in Ucraina e le motivazioni che caratterizzarono la cosiddetta “guerra umanitaria” della Nato a sostegno della minoranza kosovara in Serbia, con il conseguente bombardamento di Belgrado. La seconda questione riguarda lo stato della democrazia nell’età dell’imperialismo (diciamo pure lo stato della democrazia imperialista) e, segnatamente, quello connesso alla costruzione dell’Unione Europea. La terza questione, che è poi quella esplosiva, è il rilancio dell&#039;atlantismo nella sua versione più oltranzista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che colpisce negli interventi di Putin, qui giustamente richiamati, è l’assunzione della dimensione storica come contesto ineludibile del discorso politico. Questa dimensione è del tutto assente nel discorso politico occidentale: discorso che invece, per bocca di Draghi e degli altri esponenti dei governi della Unione Europea e della Nato, risponde all’iniziativa politico-militare di Putin – un’autodifesa di carattere strategico &#8211; usando unicamente il linguaggio dell’economia e della sicurezza, ossia sanzioni e riarmo, e arrivando a rimuovere ogni ricostruzione del passato attraverso cui si è giunti, passo dopo passo (Iraq, Kosovo, Afghanistan, Libia, Siria), al presente. Del resto, che sugli antecedenti del conflitto in corso agisca una siffatta rimozione non può sorprendere, poiché se la concatenazione storica degli eventi che hanno portato alla guerra di Ucraina fosse esattamente compresa nella sua natura di potenziale prologo ad una guerra ben più vasta, i paesi occidentali, e in particolare quelli europei, dovrebbero allora farsi carico (non della intenzionale rimozione ma) di una radicale autocritica rispetto a tre questioni cardine della politica mondiale. La prima questione riguarda l’analogia fra le motivazioni addotte da Putin a sostegno della minoranza russa in Ucraina e le motivazioni che caratterizzarono la cosiddetta “guerra umanitaria” della Nato a sostegno della minoranza kosovara in Serbia, con il conseguente bombardamento di Belgrado. La seconda questione riguarda lo stato della democrazia nell’età dell’imperialismo (diciamo pure lo stato della democrazia imperialista) e, segnatamente, quello connesso alla costruzione dell’Unione Europea. La terza questione, che è poi quella esplosiva, è il rilancio dell&#8217;atlantismo nella sua versione più oltranzista.</p>
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		Di: Carmine		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 11:28:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già perché perdere una parte del proprio territorio nazionale é una bazzecola. La posizione di Kiev é intransigente mentre quella di Mosca é morbida, Infatti l&#039;esercito russo sta attaccando a tutto spiano per conquistare i territori che Putin ha in mente di conquistare. Si consiglia di leggere l&#039;articolo di Putin del 12 luglio 2021 e di ascoltare il discorso che lo stesso Putin ha pronunciato il 21febbraio 2022. Tutto il resto é fuffa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già perché perdere una parte del proprio territorio nazionale é una bazzecola. La posizione di Kiev é intransigente mentre quella di Mosca é morbida, Infatti l&#8217;esercito russo sta attaccando a tutto spiano per conquistare i territori che Putin ha in mente di conquistare. Si consiglia di leggere l&#8217;articolo di Putin del 12 luglio 2021 e di ascoltare il discorso che lo stesso Putin ha pronunciato il 21febbraio 2022. Tutto il resto é fuffa.</p>
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