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	Commenti a: Vecchie fesserie anticomuniste e propaganda di guerra. Anche a “sinistra”	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Dec 2022 13:24:29 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Mauro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2022 13:24:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...Da &quot;quanto sono buoni i vaccini Yankees&quot;a&quot;quanto sono buoni gli ukronazi&quot;è stato un attimo... è già da un bel po&#039; che non chiedono soldi x non chiudere...strano...e comunque anche oggi ci ha regalato un bel servizietto sui mostri russi..]]></description>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2022 11:30:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premesso che il sottotitolo più appropriato del &quot;manifesto&quot; dovrebbe essere quello di &quot;quotidiano anticomunista&quot;, la domanda su quale sia oggi la funzione che svolge questo giornale ammette una sola risposta: quella di trasformare diverse generazioni di compagni da comunisti potenziali in liberali estremi, andando ad infoltire i ranghi di quell’esercito d’opinione radical-borghese che aveva il suo nume tutelare in Scalfari, il suo organo di stampa nella «Repubblica» e i suoi vessilliferi, indipendentemente dal settore politico di appartenenza, in esponenti intellettuali e in giornalisti come Toni Negri, Mario Tronti, Massimo Cacciari, Paolo Mieli, Aldo Bonomi, Adriano Sofri, Paolo Liguori, Gad Lerner, Luigi Manconi, Erri De Luca, Enrico Deaglio, tanto per citarne alcuni. Altre domande sgorgano poi da quella prima domanda, e la riposta è sempre la stessa: non è forse il «manifesto» la scuola quadri che ha formato politicamente personaggi come Tiziana Maiolo, Lucia Annunziata, Gianni Riotta e Dario Di Vico, tutti pennivendoli al soldo del capitale, ben inseriti sia nel mondo di associazioni riservate come l’“Aspen Institute” o il “Council on Foreign Relation”, sia nei maggiori mezzi di comunicazione nazionali? Inoltre, come non ricordare che il maggiore intellettuale della destra populista, un certo Giulio Tremonti, oggi esponente di FdI, scriveva, sempre sul «manifesto» negli anni ottanta del secolo scorso, con lo pseudonimo di “Lombard”? Davvero è difficile riuscire a comprendere come si possa conciliare l’aggettivo ‘comunista’, scritto sulla testata di questo giornale, con i nomi di quei finanziatori, appartenenti ad importanti frazioni del capitalismo italiano, che a più riprese hanno contribuito a sostenere il giornale. Sorge perciò ancora una volta spontanea la domanda se sia possibile che simili finanziatori siano interessati all’espansione del comunismo oppure se il loro vero interesse sia quello, operando soprattutto in direzione di quella parte delle nuove generazioni che si potrebbe maggiormente radicalizzare, di frenarlo e di deviarlo, controllandolo, deformandolo e inquinandolo.]]></description>
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