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	Commenti a: Il Maroccogate e l’Europa, uno scandalo che non stupisce	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 Nov 2024 06:55:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Gianni Sartori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 06:55:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[STRANO MA VERO: QUALCUNO SI RICORDA ANCORA DEL SAHARA OCCIDENTALE



Gianni Sartori



Salvo qualche rara eccezione (v. Luciano Ardesi su Nigrizia), sembrava proprio che del popolo saharawi fossero rimasti in pochi ad occuparsene.

Ma qualche recente notizia potrebbe stare a indicare una – per quanto piccola – inversione di tendenza.

Innanzitutto la sentenza della Corte di Giustizia dell&#039;Unione Europea che il 4 ottobre 2024 ha rimesso in discussione gli accordi commerciali tra UE e Marocco del 2019 in materia di pesca e prodotti agricoli. Accordi, ca va sans dire, conclusi senza il consenso della popolazione del Sahara Occidentale, tantomeno del Fronte Polisario (rappresentanza politico-militare della popolazione saharawi) .

E quindi “in violazione dei principi di autodeterminazione” dal momento che riguardavano territori assegnati al Sahara occidentale.

Sentenza che dovrebbe entrare in vigore entro dodici mesi e che dovrebbe comportare una perdita secca di 52 milioni di euro all&#039;anno per Rabat. La cifra corrispondente a quanto l&#039;Ue aveva assegnato al Marocco per consentire l&#039;attività dei pescherecci europei, soprattutto spagnoli, al largo delle coste del Sahara occidentale.

Altra buona notizia, la ripresa di iniziative di solidarietà con i dimenticati prigionieri politici saharawi. Con il sostegno di numerose organizzazioni (tra cui la Confédération Nationale du Travail, anarcosindacalista) venerdì 22 novembre si è tenuto alla Bourse de Travail di Tolosa un meeting in sostegno alle vittime saharawi della repressione e per la effettiva decolonizzazione del Sahara Occidentale. Tra i relatori, Claude Mangin (militante per i diritti umani e compagna di un prigioniero saharawi), Mokhtar Sidi (presidente dell&#039;associazione dei Saharawi di Tolosa) e Nayem Uld Enna (presidente dell&#039;associazione dei Saharawi di Mountauban). Con una folta presenza di famiglie della diapora saharawi.

Invece giovedì 21 novembre le “Donne Democratiche di Mezzago” con il patrocinio di “Rete Saharawi” hanno organizzato una cena saharawi (anche senza carne) come autofinanziamento per le iniziative di solidarietà.

Tra i partecipanti, Riccardo Noury di Amnesty International, Fatima Mahfud in rappresentanza del Fronte Polisario, il giornalista Mohamed Dihani e Renato Ferrantini, freelance e autore della mostra fotografica “Saharawi, oltre l&#039;attesa”



Boccate di ossigeno, direi, per gli oltre 170mila saharawi ancora nei campi profughi dove sopravvivono in condizioni difficili. Con l&#039;unico sostegno effettivo dell&#039;Algeria. Mentre nella loro terra si mantiene (ormai da 17 anni) l&#039;equivoco del cosiddetto “piano di autonomia” del Marocco. Una forma per quanto subdola di colonialismo.



Sembra invece destinata ad alimentare dubbi e perplessità la decisione del Consiglio di sicurezza dell&#039;Onu in merito alla missione Minurso il cui mandato scadeva alla fine di ottobre.



Decidendo di rinnovarla per un altro anno (fino al 31 ottobre 2025), si è forse voluto rimandare una scelta definitiva tra le due opzioni formulate da Staffen de Mistura (inviato del segretario generale dell&#039;Onu): la spartizione del Sahara occidentale in base agli accordi del 1975 tra Marocco e Mauritania, oppure il piano di autonomia formulato da Rabat nel 2007.

Senza dimenticare la recente adesione del presidente francese Macron al “piano di autonomia” di Rabat. Per una soluzione politica del conflitto, ma a tutto vantaggio del Marocco e a spese dei saharawi.



Gianni Sartori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>STRANO MA VERO: QUALCUNO SI RICORDA ANCORA DEL SAHARA OCCIDENTALE</p>
<p>Gianni Sartori</p>
<p>Salvo qualche rara eccezione (v. Luciano Ardesi su Nigrizia), sembrava proprio che del popolo saharawi fossero rimasti in pochi ad occuparsene.</p>
<p>Ma qualche recente notizia potrebbe stare a indicare una – per quanto piccola – inversione di tendenza.</p>
<p>Innanzitutto la sentenza della Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea che il 4 ottobre 2024 ha rimesso in discussione gli accordi commerciali tra UE e Marocco del 2019 in materia di pesca e prodotti agricoli. Accordi, ca va sans dire, conclusi senza il consenso della popolazione del Sahara Occidentale, tantomeno del Fronte Polisario (rappresentanza politico-militare della popolazione saharawi) .</p>
<p>E quindi “in violazione dei principi di autodeterminazione” dal momento che riguardavano territori assegnati al Sahara occidentale.</p>
<p>Sentenza che dovrebbe entrare in vigore entro dodici mesi e che dovrebbe comportare una perdita secca di 52 milioni di euro all&#8217;anno per Rabat. La cifra corrispondente a quanto l&#8217;Ue aveva assegnato al Marocco per consentire l&#8217;attività dei pescherecci europei, soprattutto spagnoli, al largo delle coste del Sahara occidentale.</p>
<p>Altra buona notizia, la ripresa di iniziative di solidarietà con i dimenticati prigionieri politici saharawi. Con il sostegno di numerose organizzazioni (tra cui la Confédération Nationale du Travail, anarcosindacalista) venerdì 22 novembre si è tenuto alla Bourse de Travail di Tolosa un meeting in sostegno alle vittime saharawi della repressione e per la effettiva decolonizzazione del Sahara Occidentale. Tra i relatori, Claude Mangin (militante per i diritti umani e compagna di un prigioniero saharawi), Mokhtar Sidi (presidente dell&#8217;associazione dei Saharawi di Tolosa) e Nayem Uld Enna (presidente dell&#8217;associazione dei Saharawi di Mountauban). Con una folta presenza di famiglie della diapora saharawi.</p>
<p>Invece giovedì 21 novembre le “Donne Democratiche di Mezzago” con il patrocinio di “Rete Saharawi” hanno organizzato una cena saharawi (anche senza carne) come autofinanziamento per le iniziative di solidarietà.</p>
<p>Tra i partecipanti, Riccardo Noury di Amnesty International, Fatima Mahfud in rappresentanza del Fronte Polisario, il giornalista Mohamed Dihani e Renato Ferrantini, freelance e autore della mostra fotografica “Saharawi, oltre l&#8217;attesa”</p>
<p>Boccate di ossigeno, direi, per gli oltre 170mila saharawi ancora nei campi profughi dove sopravvivono in condizioni difficili. Con l&#8217;unico sostegno effettivo dell&#8217;Algeria. Mentre nella loro terra si mantiene (ormai da 17 anni) l&#8217;equivoco del cosiddetto “piano di autonomia” del Marocco. Una forma per quanto subdola di colonialismo.</p>
<p>Sembra invece destinata ad alimentare dubbi e perplessità la decisione del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu in merito alla missione Minurso il cui mandato scadeva alla fine di ottobre.</p>
<p>Decidendo di rinnovarla per un altro anno (fino al 31 ottobre 2025), si è forse voluto rimandare una scelta definitiva tra le due opzioni formulate da Staffen de Mistura (inviato del segretario generale dell&#8217;Onu): la spartizione del Sahara occidentale in base agli accordi del 1975 tra Marocco e Mauritania, oppure il piano di autonomia formulato da Rabat nel 2007.</p>
<p>Senza dimenticare la recente adesione del presidente francese Macron al “piano di autonomia” di Rabat. Per una soluzione politica del conflitto, ma a tutto vantaggio del Marocco e a spese dei saharawi.</p>
<p>Gianni Sartori</p>
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		Di: Gianni Sartori		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/12/25/il-maroccogate-e-leuropa-uno-scandalo-che-non-stupisce-0155661#comment-239717</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2023 12:27:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra matrimoni di minori, stupri praticamente impuniti, aborti clandestini, matrimoni &quot;riparatori&quot;…la situazione delle donne in Marocco ha ben poco di “roseo”…







IL MAROCCO NON E’ UN PAESE PER DONNE 

Gianni Sartori



Soltanto un paio di mesi fa (marzo 2023) il Consiglio nazionale dei diritti dell’Uomo (CNDH) presentava a Rabat un rapporto rivelatore sulla reale portata delle violenze subite dalle donne e dalle ragazze in Marocco. E sulla sostanziale impunità per aggressori e violentatori. Nel suo intervento Amina Bouayach, presidente di CNDH, si era appellata, oltre che al ruolo e ai doveri della giustizia, anche a quelli dei media. Raccomandando l’adesione alla legislazione internazionale, in particolare alla Convenzione n° 190 (per la prevenzione delle violenza sulle donne nei posti di lavoro) adottata dall’organizzazione internazionale del lavoro e alla Convenzione del Consiglio d’Europa (per la prevenzione della violenza domestica).

Riformando, aggiornando le norme giuridiche del Codice penale in materia di stupro, molestie sessuale e discriminazione. Suggerendo inoltre che per quanto riguarda la tratta degli esseri umani, le vittime di tale reato non siano ritenute responsabili delle azioni illegali, dei crimini che sono state costrette a commettere.

Purtroppo anche recentemente la situazione in Marocco è sembrata peggiorare e le associazioni femministe sono scese in strada in varie occasioni per denunciare la carenza di tutela per i diritti delle donne. Nell’ottobre 2022 le proteste riguardarono il caso di una quattordicenne violentata, rimasta incinta e poi deceduta per aborto clandestino.

Il mese scorso invece a far indignare non solo le femministe, ma gran parte dell&#039;opinione pubblica (in breve tempo sono state raccolte oltre 30mila firme per inasprire la condanna), è stata la lieve pena inflitta (nemmeno due anni di carcere) a tre uomini che avevano sequestrato e violentato una bambina di undici anni.

Sui social in questi giorni viene lanciata una campagna di denuncia degli innumerevoli abusi a cui le donne sono sottoposte sia in casa che sul lavoro, nella quotidianità. Tra i promotori, la scrittrice marocchina Sonia Terrab.

Altra questione irrisolta, quella dei matrimoni di bambine e ragazze, comunque di minorenni. In un’altro studio del CNDH (in collaborazione con il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione del Marocco, UNFPA) risalente alla fine dell’anno scorso si denunciava come fossero in crescita. In quanto sono aumentate le autorizzazioni concesse dai tribunali che utilizzano ogni possibile eccezione e giustificazione concessa dagli articoli del Codice della famiglia.

Stando a quanto dichiarato da un relatore del CNDH “i matrimoni di ragazze minorenni (ossia con meno di sedici anni), da un’eccezione, è ormai diventato una regola”.

Tra i motivi (alcuni francamente incomprensibili per chi scrive nda) utilizzati dai magistrati (nel 90% dei casi considerati i giudici erano maschi, una buona percentuale con diploma in sharia) per giustificarli, ci sarebbero, oltre alle usanze e tradizioni, la protezione delle ragazze orfane, i legami familiari con il marito (?!?), la mancata scolarizzazione, le condizioni economiche e il miglioramento del livello di vita (?), la reale capacità delle ragazze di assumersi le responsabilità del matrimonio, l’intenzione di evitare matrimoni illegali e i rapporti prematrimoniali. Infine, immancabilmente, la secolare tradizione del “matrimonio riparatore” in caso di stupro.





Gianni Sartori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra matrimoni di minori, stupri praticamente impuniti, aborti clandestini, matrimoni &#8220;riparatori&#8221;…la situazione delle donne in Marocco ha ben poco di “roseo”…</p>
<p>IL MAROCCO NON E’ UN PAESE PER DONNE </p>
<p>Gianni Sartori</p>
<p>Soltanto un paio di mesi fa (marzo 2023) il Consiglio nazionale dei diritti dell’Uomo (CNDH) presentava a Rabat un rapporto rivelatore sulla reale portata delle violenze subite dalle donne e dalle ragazze in Marocco. E sulla sostanziale impunità per aggressori e violentatori. Nel suo intervento Amina Bouayach, presidente di CNDH, si era appellata, oltre che al ruolo e ai doveri della giustizia, anche a quelli dei media. Raccomandando l’adesione alla legislazione internazionale, in particolare alla Convenzione n° 190 (per la prevenzione delle violenza sulle donne nei posti di lavoro) adottata dall’organizzazione internazionale del lavoro e alla Convenzione del Consiglio d’Europa (per la prevenzione della violenza domestica).</p>
<p>Riformando, aggiornando le norme giuridiche del Codice penale in materia di stupro, molestie sessuale e discriminazione. Suggerendo inoltre che per quanto riguarda la tratta degli esseri umani, le vittime di tale reato non siano ritenute responsabili delle azioni illegali, dei crimini che sono state costrette a commettere.</p>
<p>Purtroppo anche recentemente la situazione in Marocco è sembrata peggiorare e le associazioni femministe sono scese in strada in varie occasioni per denunciare la carenza di tutela per i diritti delle donne. Nell’ottobre 2022 le proteste riguardarono il caso di una quattordicenne violentata, rimasta incinta e poi deceduta per aborto clandestino.</p>
<p>Il mese scorso invece a far indignare non solo le femministe, ma gran parte dell&#8217;opinione pubblica (in breve tempo sono state raccolte oltre 30mila firme per inasprire la condanna), è stata la lieve pena inflitta (nemmeno due anni di carcere) a tre uomini che avevano sequestrato e violentato una bambina di undici anni.</p>
<p>Sui social in questi giorni viene lanciata una campagna di denuncia degli innumerevoli abusi a cui le donne sono sottoposte sia in casa che sul lavoro, nella quotidianità. Tra i promotori, la scrittrice marocchina Sonia Terrab.</p>
<p>Altra questione irrisolta, quella dei matrimoni di bambine e ragazze, comunque di minorenni. In un’altro studio del CNDH (in collaborazione con il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione del Marocco, UNFPA) risalente alla fine dell’anno scorso si denunciava come fossero in crescita. In quanto sono aumentate le autorizzazioni concesse dai tribunali che utilizzano ogni possibile eccezione e giustificazione concessa dagli articoli del Codice della famiglia.</p>
<p>Stando a quanto dichiarato da un relatore del CNDH “i matrimoni di ragazze minorenni (ossia con meno di sedici anni), da un’eccezione, è ormai diventato una regola”.</p>
<p>Tra i motivi (alcuni francamente incomprensibili per chi scrive nda) utilizzati dai magistrati (nel 90% dei casi considerati i giudici erano maschi, una buona percentuale con diploma in sharia) per giustificarli, ci sarebbero, oltre alle usanze e tradizioni, la protezione delle ragazze orfane, i legami familiari con il marito (?!?), la mancata scolarizzazione, le condizioni economiche e il miglioramento del livello di vita (?), la reale capacità delle ragazze di assumersi le responsabilità del matrimonio, l’intenzione di evitare matrimoni illegali e i rapporti prematrimoniali. Infine, immancabilmente, la secolare tradizione del “matrimonio riparatore” in caso di stupro.</p>
<p>Gianni Sartori</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Karlheinz Beyer		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/12/25/il-maroccogate-e-leuropa-uno-scandalo-che-non-stupisce-0155661#comment-235640</link>

		<dc:creator><![CDATA[Karlheinz Beyer]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 13:47:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In generale, l&#039;articolo descrive solo una cosa: il tono degli sfruttatori e dei capitalisti tra di loro. O dovrei dire:
La marmaglia capitalista combatte: la marmaglia capitalista va d&#039;accordo.
Buone feste compagni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In generale, l&#8217;articolo descrive solo una cosa: il tono degli sfruttatori e dei capitalisti tra di loro. O dovrei dire:<br />
La marmaglia capitalista combatte: la marmaglia capitalista va d&#8217;accordo.<br />
Buone feste compagni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/12/25/il-maroccogate-e-leuropa-uno-scandalo-che-non-stupisce-0155661#comment-235632</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 11:53:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/12/25/il-maroccogate-e-leuropa-uno-scandalo-che-non-stupisce-0155661#comment-235626&quot;&gt;Manlio Padovan&lt;/a&gt;.

e che c&#039;entra con questo argomento? Non è uno debba avere ragione su tutto, né che se fa scrivere (l&#039;autore non è Zanotelli) una cosa giusta questa diventi per magia un fake...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/12/25/il-maroccogate-e-leuropa-uno-scandalo-che-non-stupisce-0155661#comment-235626">Manlio Padovan</a>.</p>
<p>e che c&#8217;entra con questo argomento? Non è uno debba avere ragione su tutto, né che se fa scrivere (l&#8217;autore non è Zanotelli) una cosa giusta questa diventi per magia un fake&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Manlio Padovan		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/12/25/il-maroccogate-e-leuropa-uno-scandalo-che-non-stupisce-0155661#comment-235626</link>

		<dc:creator><![CDATA[Manlio Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 10:50:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=155661#comment-235626</guid>

					<description><![CDATA[Ricordatevi che Alex Zanotelli è uno di quelli che fecero casino in prima file con  con le destre fscriste contro il film &quot;L&#039;urlo&quot; di Severgnini a Napoli!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordatevi che Alex Zanotelli è uno di quelli che fecero casino in prima file con  con le destre fscriste contro il film &#8220;L&#8217;urlo&#8221; di Severgnini a Napoli!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Manlio Padovan		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/12/25/il-maroccogate-e-leuropa-uno-scandalo-che-non-stupisce-0155661#comment-235625</link>

		<dc:creator><![CDATA[Manlio Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 10:46:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Potrebbe essere tutto vero; ma non mi interessa perché è la fonte che mi dà fastidio: è di quei padri comboniani che in Sudan hanno seminato zizzania fino a farvi scoppiare una guerra civile per dividere il nord dove ci sono i. musulmani dal sud dove ci sono i cristiani e per portare colà il nostro modello di sviluppo che è l&#039;unica cosa che fanno i missionari di ogni ordine avanguardie sempre del colonialismo occidentale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe essere tutto vero; ma non mi interessa perché è la fonte che mi dà fastidio: è di quei padri comboniani che in Sudan hanno seminato zizzania fino a farvi scoppiare una guerra civile per dividere il nord dove ci sono i. musulmani dal sud dove ci sono i cristiani e per portare colà il nostro modello di sviluppo che è l&#8217;unica cosa che fanno i missionari di ogni ordine avanguardie sempre del colonialismo occidentale.</p>
]]></content:encoded>
		
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