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	Commenti a: Il fondamentale contributo di Mao al pensiero comunista	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 19:55:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/internazionale-news/2023/12/26/il-fondamentale-contributo-di-mao-al-pensiero-comunista-0167855#comment-247208&quot;&gt;Eugenia Foddai&lt;/a&gt;.

Due punti sono stati decisivi nel determinare la politica estera cinese nei confronti del governo Pinochet: la polemica antirevisionista contro l&#039;Urss, che proprio in quel periodo aveva raggiunto la sua acme politico-ideologica, e il sostegno del governo Pinochet al principio di &quot;una sola Cina&quot; (sostegno che era in contrasto, allora come oggi, con la politica americana del riconoscimento, se non &#039;de iure&#039; &#039;de facto&#039;, dell&#039;indipendenza di Taiwan). 
Il problema sotteso a questa vicenda politico-diplomatica è quello, rimasto irrisolto sia nel periodo della Terza Internazionale (1919-1943) sia nel periodo successivo (1944-1991), della coincidenza tra i princìpi dell&#039;internazionalismo proletario e la politica estera degli Stati socialisti. Un problema rispetto al quale, per applicare il metodo dialettico maoista all&#039;analisi delle diverse posizioni esistenti nel movimento comunista, in linea generale le tendenze di sinistra hanno posto l&#039;accento sul primo fattore (l&#039;internazionalismo proletario), anche quando questa scelta poteva pregiudicare la politica estera condotta dallo Stato socialista, e l&#039;opportunismo di destra ha invece privilegiato il secondo fattore (la politica estera e la conseguente necessità di manovre, compromessi ed alleanze sul terreno della politica internazionale). 
In questo senso, un esempio virtuoso di conciliazione tra i due fattori resta il geniale patto di non aggressione tra l&#039;Urss e la Germania (1939), che consentì a Stalin sia di neutralizzare temporaneamente la politica antisovietica condotta dai paesi capitalistici occidentali sia di guadagnare tempo per preparare l&#039;Urss all&#039;inevitabile conflitto con il nazismo hitleriano.      
Eros Barone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/internazionale-news/2023/12/26/il-fondamentale-contributo-di-mao-al-pensiero-comunista-0167855#comment-247208">Eugenia Foddai</a>.</p>
<p>Due punti sono stati decisivi nel determinare la politica estera cinese nei confronti del governo Pinochet: la polemica antirevisionista contro l&#8217;Urss, che proprio in quel periodo aveva raggiunto la sua acme politico-ideologica, e il sostegno del governo Pinochet al principio di &#8220;una sola Cina&#8221; (sostegno che era in contrasto, allora come oggi, con la politica americana del riconoscimento, se non &#8216;de iure&#8217; &#8216;de facto&#8217;, dell&#8217;indipendenza di Taiwan).<br />
Il problema sotteso a questa vicenda politico-diplomatica è quello, rimasto irrisolto sia nel periodo della Terza Internazionale (1919-1943) sia nel periodo successivo (1944-1991), della coincidenza tra i princìpi dell&#8217;internazionalismo proletario e la politica estera degli Stati socialisti. Un problema rispetto al quale, per applicare il metodo dialettico maoista all&#8217;analisi delle diverse posizioni esistenti nel movimento comunista, in linea generale le tendenze di sinistra hanno posto l&#8217;accento sul primo fattore (l&#8217;internazionalismo proletario), anche quando questa scelta poteva pregiudicare la politica estera condotta dallo Stato socialista, e l&#8217;opportunismo di destra ha invece privilegiato il secondo fattore (la politica estera e la conseguente necessità di manovre, compromessi ed alleanze sul terreno della politica internazionale).<br />
In questo senso, un esempio virtuoso di conciliazione tra i due fattori resta il geniale patto di non aggressione tra l&#8217;Urss e la Germania (1939), che consentì a Stalin sia di neutralizzare temporaneamente la politica antisovietica condotta dai paesi capitalistici occidentali sia di guadagnare tempo per preparare l&#8217;Urss all&#8217;inevitabile conflitto con il nazismo hitleriano.<br />
Eros Barone</p>
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		Di: Fabrizia Di Stefano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 22:27:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido del tutto questo breve scritto, tanto più che è stato scritto pubblicato proprio nel giorno del compleanno di Mao. Trovo del tutto condivisibile la critica a quelle forze comuniste che si sono astenute da una riflessione adeguata sui contributi decisivi di Mao al pensiero marxista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido del tutto questo breve scritto, tanto più che è stato scritto pubblicato proprio nel giorno del compleanno di Mao. Trovo del tutto condivisibile la critica a quelle forze comuniste che si sono astenute da una riflessione adeguata sui contributi decisivi di Mao al pensiero marxista</p>
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		Di: Eugenia Foddai		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eugenia Foddai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 09:31:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo tanto bel ragionare sugli opportunisti di destra e di sinistra, mi chiedo perché la Cina di Mao nel 1973 fu tra i primi stati a riconoscere il Cile del golpista Pinochet. Ecco rispondete a questo e ve ne sarò grata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tanto bel ragionare sugli opportunisti di destra e di sinistra, mi chiedo perché la Cina di Mao nel 1973 fu tra i primi stati a riconoscere il Cile del golpista Pinochet. Ecco rispondete a questo e ve ne sarò grata.</p>
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