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	Commenti a: Gli Usa costretti a dimezzare la spesa militare	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 Feb 2025 13:14:49 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Il Carbonetto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Carbonetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 13:14:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bene il report fattuale di Dante Barontini. 

Qui condivido delle ipotesi di discussione per la sinistra:

1. Le classi dominanti americane - non certo solo Trump - hanno finalmente deciso di mettere da parte progetti di dominio totale, prendendo atto dell&#039;irreversibilita&#039; dei nuovi assetti quasi multipolari, per promuovere un mondo strutturato intorno a tre imperialismi, peche&#039; in tale scenario semplificato sarebbe piu&#039; agevole raggiungere accordi di spartizione d&#039;influenza sul resto del mondo, specialmente sulle potenze medie. I tre imperialismi sono USA, Cina, forse Russia. Conseguente a tale decisione strategica dell&#039;USA e&#039; l&#039;arrocco difensivo, la concentrazione della pressione militare sul fronte piu&#039; diretto di scontro con la Cina, lo sfruttamento e poi l&#039;abbandono degli ex-alleati considerati inutili, cioe&#039; l&#039;Europa.

2. Russia vs Europa: qui si giochera&#039; lo scontro piu&#039; cruento, per il primato del terzo impero, purtroppo. Le classi dominanti europee occidentali autoctone, ormai semi-orfane, non cederanno cosi&#039; facilmente potere ad una media potenza sebbene nucleare, cioe&#039; la Russia. E il capitale americano non rinuncera&#039; certamente al mercato europeo, meglio se puro mercato di nazioni disgregate dai nazionalismi di destra o di sinistra, e quindi ininfluenti.  A rendere la situazione anche piu&#039; grave e&#039; la consapevolezza a livello d&#039;elite europee che oggettivamente, per come stanno le cose al momento, esiste un&#039;incompatibilita&#039; radicale tra due imperi medi aspiranti contigui, divisi tra loro da sottilissime strisce di territorio e niente iron dome.

3. In Europa dunque potrebbero presentarsi tre scenari: 

a. l&#039;UE implode e la Russia diventa l&#039;attore egemone della Regione;

b. l&#039;UE riesce miracolosamente a realizzare la sua formidabile potenza implicita per arginare ed egemonizzare il Continente, e la Russia si disgrega (questo pero&#039; era il piano precedente, che non mi pare abbia funzionato alla grande.)

c. l&#039;UE e la Russia riescono a superare il sabotaggio subito nei rapporti bilaterali, capiscono che e&#039; in gioco la propria rispettiva sopravvivenza, e trovano modi di relazionarsi e integrarsi, evitando uno scontro devastante. Pensate che cio&#039; puo&#039; essere portato avanti, visti i rapporti di forza in campo, dalla nostra parte di meta-campo, solo su dimensione EU, oppure pensate che un nazionalismo di sinistra sia piu&#039; efficace, quindi disgregarsi converrebbe di piu&#039; alle classi subalterne?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene il report fattuale di Dante Barontini. </p>
<p>Qui condivido delle ipotesi di discussione per la sinistra:</p>
<p>1. Le classi dominanti americane &#8211; non certo solo Trump &#8211; hanno finalmente deciso di mettere da parte progetti di dominio totale, prendendo atto dell&#8217;irreversibilita&#8217; dei nuovi assetti quasi multipolari, per promuovere un mondo strutturato intorno a tre imperialismi, peche&#8217; in tale scenario semplificato sarebbe piu&#8217; agevole raggiungere accordi di spartizione d&#8217;influenza sul resto del mondo, specialmente sulle potenze medie. I tre imperialismi sono USA, Cina, forse Russia. Conseguente a tale decisione strategica dell&#8217;USA e&#8217; l&#8217;arrocco difensivo, la concentrazione della pressione militare sul fronte piu&#8217; diretto di scontro con la Cina, lo sfruttamento e poi l&#8217;abbandono degli ex-alleati considerati inutili, cioe&#8217; l&#8217;Europa.</p>
<p>2. Russia vs Europa: qui si giochera&#8217; lo scontro piu&#8217; cruento, per il primato del terzo impero, purtroppo. Le classi dominanti europee occidentali autoctone, ormai semi-orfane, non cederanno cosi&#8217; facilmente potere ad una media potenza sebbene nucleare, cioe&#8217; la Russia. E il capitale americano non rinuncera&#8217; certamente al mercato europeo, meglio se puro mercato di nazioni disgregate dai nazionalismi di destra o di sinistra, e quindi ininfluenti.  A rendere la situazione anche piu&#8217; grave e&#8217; la consapevolezza a livello d&#8217;elite europee che oggettivamente, per come stanno le cose al momento, esiste un&#8217;incompatibilita&#8217; radicale tra due imperi medi aspiranti contigui, divisi tra loro da sottilissime strisce di territorio e niente iron dome.</p>
<p>3. In Europa dunque potrebbero presentarsi tre scenari: </p>
<p>a. l&#8217;UE implode e la Russia diventa l&#8217;attore egemone della Regione;</p>
<p>b. l&#8217;UE riesce miracolosamente a realizzare la sua formidabile potenza implicita per arginare ed egemonizzare il Continente, e la Russia si disgrega (questo pero&#8217; era il piano precedente, che non mi pare abbia funzionato alla grande.)</p>
<p>c. l&#8217;UE e la Russia riescono a superare il sabotaggio subito nei rapporti bilaterali, capiscono che e&#8217; in gioco la propria rispettiva sopravvivenza, e trovano modi di relazionarsi e integrarsi, evitando uno scontro devastante. Pensate che cio&#8217; puo&#8217; essere portato avanti, visti i rapporti di forza in campo, dalla nostra parte di meta-campo, solo su dimensione EU, oppure pensate che un nazionalismo di sinistra sia piu&#8217; efficace, quindi disgregarsi converrebbe di piu&#8217; alle classi subalterne?</p>
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