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	Commenti a: Blackout in Spagna: un segnale inascoltato	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: DANILO FABBRONI		</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2025 15:41:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ED INFATTI SI è VISTO CHE BEL RISULTATO! è PROPRIO VERO: VULGUS VUL DECIPI ... ERGO DECIPIATUR!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ED INFATTI SI è VISTO CHE BEL RISULTATO! è PROPRIO VERO: VULGUS VUL DECIPI &#8230; ERGO DECIPIATUR!</p>
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		Di: Rossana Leo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossana Leo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 13:29:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto la Spagna ha avuto il coraggio di rischiare e investire sulle fonti rinnovabili!! In Italia stiamo solo a parlarne e non si fa nulla]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto la Spagna ha avuto il coraggio di rischiare e investire sulle fonti rinnovabili!! In Italia stiamo solo a parlarne e non si fa nulla</p>
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		Di: Leonardo Bargigli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Bargigli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 08:20:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La necessità di mantenere attiva una quota di potenza da fonti non rinnovabili quando questo non è conveniente per un operatore privato evidenza come la presenza dell&#039;impresa pubblica sia fondamentale per la gestione di una rete elettrica che DEVE andare più velocemente possibile nella direzione delle fonti rinnovabili. Poiché la disponibilità di energia elettrica è un bene pubblico, è compito dello stato assicurarne l&#039;erogazione ininterrotta. Il problema non sta quindi nelle rinnovabili, ma nelle modalità di gestione della rete secondo regole UE che privilegiano (tanto per cambiare) gli interessi dei monopolisti privati a scapito dell&#039;interesse pubblico. A questo si aggiunge il ritardo tecnologico che la UE sta accumulando rispetto alla frontiera delle tecnologie rinnovabili, e che sarà aggravato dallo sperpero di preziose risorse pubbliche per comprare armi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La necessità di mantenere attiva una quota di potenza da fonti non rinnovabili quando questo non è conveniente per un operatore privato evidenza come la presenza dell&#8217;impresa pubblica sia fondamentale per la gestione di una rete elettrica che DEVE andare più velocemente possibile nella direzione delle fonti rinnovabili. Poiché la disponibilità di energia elettrica è un bene pubblico, è compito dello stato assicurarne l&#8217;erogazione ininterrotta. Il problema non sta quindi nelle rinnovabili, ma nelle modalità di gestione della rete secondo regole UE che privilegiano (tanto per cambiare) gli interessi dei monopolisti privati a scapito dell&#8217;interesse pubblico. A questo si aggiunge il ritardo tecnologico che la UE sta accumulando rispetto alla frontiera delle tecnologie rinnovabili, e che sarà aggravato dallo sperpero di preziose risorse pubbliche per comprare armi.</p>
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