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	Commenti a: Kiev si arrende alla trattativa, la UE ancora no	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sat, 29 Nov 2025 00:31:08 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Leonardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 00:31:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Orientarsi in questo guazzabuglio di dichiarazioni, tavoli negoziali segreti/informali/diplomazie tradizionali è davvero improbo … La mia opinione è questa, se avrete la pazienza di leggerla.
La mattina del 28 Yermak si è prodotto in un roboante discorso patriottico mettendosi di traverso al piano Trump (qualunque cosa sia diventato). Immantinente, con puntualità svizzera, è arrivata la perquisizione del Nabu che ha fatto capire di avere documenti a dir poco compromettenti. Yermak si è dimesso. Nuovo scacco al Re con sacrificio non più di un alfiere ma di una Regina. Nei prossimi giorni o settimane vedremo alla prova l’assioma degli esperti di cose Ucraine riguardo a lui e a Zelesnsky, ‘simul stabunt, simul cadent’. In effetti sembra che ormai l’ostacolo maggiore per l’estromissione di Zelensky sia il come sostituirlo. Qui entrano in gioco i diversi sponsor e i loro contrapposti interessi. 
 Semplificando (orribilmente, ne convengo) è l’Imperialismo ‘patriottico’ secondo Trump ad avere l’iniziativa. Vuole un accordo con i Russi per affermare la sua agenda (‘pivot-to-Asia- ma-anche-America-Latina’ e un decoupling molto più aggressivo di quello già lanciato sotto Biden) e desidererebbe un governo Ucraino guidato da persone tipo Arestovich o, più credibilmente, un leader del Partito di Zelensky come Arakhamia, per gestire il dopo Accordo senza riaprire le ostilità.
L’altro sponsor (potremmo definirlo come Imperialismo ‘transnazionale’, erede della &#039;globalizzazione unipolare&#039; post &#039;89) tende a coincidere con l&#039;area Nato, eventualmente allargata al Pacifico.Esso vanta ancora una consolidata ‘tecnostruttura’ nella metropoli americana ed ha praticamente un  monopolio politico-finanziario-mediatico per quel che riguarda il Regno Unito e l&#039;Europa continentale. Vorrebbe proseguire a tutti i costi il conflitto, ma deve anch’esso trovare un assetto efficace in Ucraina. Ha perso il potere con la nuova Amministrazione, pur essendo rappresentato anche lì. In effetti, se Rubio fa quel che può, il siluramento del ‘sabotatore’ Kellogg e la sostituzione lampo con il Gen. Driscoll hanno dato nuovo impulso all’azione di Trump. I Trans-nazionali-atlantici hanno però a disposizione gli esecutivi europei, che ne sono un’espressione diretta e bipartisan dopo una cura maniacale durata decenni. Tramite essi può meglio indirizzare gli eventi contingenti, sabotando le iniziative avversarie, organizzando provocazioni, false flag, escalation, etc. Che i tre principali gaglioffi (UK, F e D) vedano i loro sistemi politici in profonda e irreversibile crisi è, per ‘questo’ imperialismo, motivo in più per scelte disperate (non c’è tempo per ‘lavorare’ ulteriormente e ‘mettere in sicurezza’ Farage, Le Pen, Afd). Anche perché i Russi avanzano rapidamente, soprattutto laddove il fronte è rimasto fermo per anni (Zaporozhie, Liman-Siversk, oblast di Kharkov), anche se si parla solo di Pokrovsk. Se si vuole  infliggere loro una ‘sconfitta strategica’ (cioè: ‘esistenziale’) E, il che è lo stesso, salvare ‘quell’ ’Impero, il tempo stringe.
Direi che gli Inglesi in particolare sono in pole-position, in virtù della secolare special relationship, di quella particolare expertise nell’ordire le peggiori nefandezze che sopravvive molto più a lungo degli Imperi (con tutta la hubris che ne deriva). Inoltre sono anche liberi da pastoie comunitarie. Sarebbero perfetti per guidare l’operazione ‘porcospino d’acciaio’ (copyright von der Leyen), fino all’immancabile vittoria finale, con gli yankee finalmente tornati in sé … (va da sé che è un delirio, ma a cos’altro stiamo assistendo da anni?).
Quindi, quando si dice che sono gli Europei ad opporsi a Trump in realtà si parla di tutto l’Imperialismo transnazionale e non è così facile venirne a capo come quando Donald sbertuccia i nanetti europei, godendo come un bambino. Vedremo se si sentirà abbastanza forte forse già nella prossima settimana, quando voleranno da Putin Wittkoff e Kushner (il Primo Genero, o Signùr …). In caso contrario modificherà la sua proposta al Cremlino in modo tale da farsela respingere.
 Dopo di ché ? 
Il solito teatro: altre sanzioni petrolifere secondarie contro la Russia (che però accuserà il colpo) – la guerra continua in modo sempre più catastrofico per gli Ucraini – tra qualche mese nuovo Piano, molto più indigesto di questo per Nato &#038; co. Da sottoporre a Kiev a coloro che ci saranno. Altro giro di giostra. Sempre che i ‘transatlantici’ non la combinino troppo grossa nel frattempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Orientarsi in questo guazzabuglio di dichiarazioni, tavoli negoziali segreti/informali/diplomazie tradizionali è davvero improbo … La mia opinione è questa, se avrete la pazienza di leggerla.<br />
La mattina del 28 Yermak si è prodotto in un roboante discorso patriottico mettendosi di traverso al piano Trump (qualunque cosa sia diventato). Immantinente, con puntualità svizzera, è arrivata la perquisizione del Nabu che ha fatto capire di avere documenti a dir poco compromettenti. Yermak si è dimesso. Nuovo scacco al Re con sacrificio non più di un alfiere ma di una Regina. Nei prossimi giorni o settimane vedremo alla prova l’assioma degli esperti di cose Ucraine riguardo a lui e a Zelesnsky, ‘simul stabunt, simul cadent’. In effetti sembra che ormai l’ostacolo maggiore per l’estromissione di Zelensky sia il come sostituirlo. Qui entrano in gioco i diversi sponsor e i loro contrapposti interessi.<br />
 Semplificando (orribilmente, ne convengo) è l’Imperialismo ‘patriottico’ secondo Trump ad avere l’iniziativa. Vuole un accordo con i Russi per affermare la sua agenda (‘pivot-to-Asia- ma-anche-America-Latina’ e un decoupling molto più aggressivo di quello già lanciato sotto Biden) e desidererebbe un governo Ucraino guidato da persone tipo Arestovich o, più credibilmente, un leader del Partito di Zelensky come Arakhamia, per gestire il dopo Accordo senza riaprire le ostilità.<br />
L’altro sponsor (potremmo definirlo come Imperialismo ‘transnazionale’, erede della &#8216;globalizzazione unipolare&#8217; post &#8217;89) tende a coincidere con l&#8217;area Nato, eventualmente allargata al Pacifico.Esso vanta ancora una consolidata ‘tecnostruttura’ nella metropoli americana ed ha praticamente un  monopolio politico-finanziario-mediatico per quel che riguarda il Regno Unito e l&#8217;Europa continentale. Vorrebbe proseguire a tutti i costi il conflitto, ma deve anch’esso trovare un assetto efficace in Ucraina. Ha perso il potere con la nuova Amministrazione, pur essendo rappresentato anche lì. In effetti, se Rubio fa quel che può, il siluramento del ‘sabotatore’ Kellogg e la sostituzione lampo con il Gen. Driscoll hanno dato nuovo impulso all’azione di Trump. I Trans-nazionali-atlantici hanno però a disposizione gli esecutivi europei, che ne sono un’espressione diretta e bipartisan dopo una cura maniacale durata decenni. Tramite essi può meglio indirizzare gli eventi contingenti, sabotando le iniziative avversarie, organizzando provocazioni, false flag, escalation, etc. Che i tre principali gaglioffi (UK, F e D) vedano i loro sistemi politici in profonda e irreversibile crisi è, per ‘questo’ imperialismo, motivo in più per scelte disperate (non c’è tempo per ‘lavorare’ ulteriormente e ‘mettere in sicurezza’ Farage, Le Pen, Afd). Anche perché i Russi avanzano rapidamente, soprattutto laddove il fronte è rimasto fermo per anni (Zaporozhie, Liman-Siversk, oblast di Kharkov), anche se si parla solo di Pokrovsk. Se si vuole  infliggere loro una ‘sconfitta strategica’ (cioè: ‘esistenziale’) E, il che è lo stesso, salvare ‘quell’ ’Impero, il tempo stringe.<br />
Direi che gli Inglesi in particolare sono in pole-position, in virtù della secolare special relationship, di quella particolare expertise nell’ordire le peggiori nefandezze che sopravvive molto più a lungo degli Imperi (con tutta la hubris che ne deriva). Inoltre sono anche liberi da pastoie comunitarie. Sarebbero perfetti per guidare l’operazione ‘porcospino d’acciaio’ (copyright von der Leyen), fino all’immancabile vittoria finale, con gli yankee finalmente tornati in sé … (va da sé che è un delirio, ma a cos’altro stiamo assistendo da anni?).<br />
Quindi, quando si dice che sono gli Europei ad opporsi a Trump in realtà si parla di tutto l’Imperialismo transnazionale e non è così facile venirne a capo come quando Donald sbertuccia i nanetti europei, godendo come un bambino. Vedremo se si sentirà abbastanza forte forse già nella prossima settimana, quando voleranno da Putin Wittkoff e Kushner (il Primo Genero, o Signùr …). In caso contrario modificherà la sua proposta al Cremlino in modo tale da farsela respingere.<br />
 Dopo di ché ?<br />
Il solito teatro: altre sanzioni petrolifere secondarie contro la Russia (che però accuserà il colpo) – la guerra continua in modo sempre più catastrofico per gli Ucraini – tra qualche mese nuovo Piano, molto più indigesto di questo per Nato &amp; co. Da sottoporre a Kiev a coloro che ci saranno. Altro giro di giostra. Sempre che i ‘transatlantici’ non la combinino troppo grossa nel frattempo.</p>
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		Di: Maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 21:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stupendo Barontini!
Nel finale poi, ti sei superato(…  per non dover cambiare “narrazione” e coprirsi di vergogna…)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stupendo Barontini!<br />
Nel finale poi, ti sei superato(…  per non dover cambiare “narrazione” e coprirsi di vergogna…)</p>
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		<title>
		Di: Enrico		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/internazionale-news/2025/11/26/kiev-si-arrende-alla-trattativa-la-ue-ancora-no-0189212#comment-281987</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 19:22:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di “redazioni italiche”.

Nel corso della trasmissione di Rai3 Prima Pagina di oggi, nel filo diretto con gli ascoltatori, il conduttore Riva (credo de Il Domani) interrompeva un ascoltatore negando in maniera assoluta e con eccessiva presunzione lo svolgimento di esercitazioni NATO in Ucraina prima del 2022.
Per la precisione affermava che “... allora io non sono d’accordo con Lei, non ci sono mai state delle esercitazioni NATO sul territorio ucraino, ci mancherebbe, sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale ...”.
Ora effettivamente la terza guerra mondiale non è scoppiata e quindi, tertium non datur, le esercitazioni NATO non dovrebbero esserci state.
Tuttavia se non erro, se ne sono svolte ben 3 nel solo 2021:
Sea breeze
Tree swords
Rapid trident.
È possibile ascoltare il colloquio tra giornalista e ascoltatore su Rai Play Sound filo diretto di Prima pagina verso l’ultima parte del programma, poco prima del GR.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di “redazioni italiche”.</p>
<p>Nel corso della trasmissione di Rai3 Prima Pagina di oggi, nel filo diretto con gli ascoltatori, il conduttore Riva (credo de Il Domani) interrompeva un ascoltatore negando in maniera assoluta e con eccessiva presunzione lo svolgimento di esercitazioni NATO in Ucraina prima del 2022.<br />
Per la precisione affermava che “&#8230; allora io non sono d’accordo con Lei, non ci sono mai state delle esercitazioni NATO sul territorio ucraino, ci mancherebbe, sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale &#8230;”.<br />
Ora effettivamente la terza guerra mondiale non è scoppiata e quindi, tertium non datur, le esercitazioni NATO non dovrebbero esserci state.<br />
Tuttavia se non erro, se ne sono svolte ben 3 nel solo 2021:<br />
Sea breeze<br />
Tree swords<br />
Rapid trident.<br />
È possibile ascoltare il colloquio tra giornalista e ascoltatore su Rai Play Sound filo diretto di Prima pagina verso l’ultima parte del programma, poco prima del GR.</p>
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