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	Commenti a: &#8220;Accordo sulla rappresentanza&#8221;, opinioni a confronto	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Jun 2013 07:04:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Dario		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 07:04:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quindi?

Partecipare attivamente  e seriamente ad un  confronto che abbia come obiettivo a breve e medio termine la ricostruzione di una sinistra anticapitalista in Italia.

Incentivare le lotte ed organizzarle in maniera tale da avviare un processo di ricomposizione di classe. Quindi, dare alle lotte uno sbocco politico che, anche nel caso di sconfitta, garantisca quantomeno la  diffusione di una coscienza antagonista.

Tornare ad essere presenti nei territori e nei quartieri popolari,  essere punto di riferimento. 

Non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno e sono consapevole delle difficoltà connesse alla costruzione di questi percorsi.
 
So, vivendo la condizione di lavoratore, che in una situazione di crisi, in cui si rischia il posto di lavoro, è necessario fornire delle risposte immediate. 
Se rischi di finire con il culo per terra esigi di vedere garantita la sopravvivenza e quindi sei disponibile ad accettare qualunque accordo, tranne poi scoprire che la sopravvivenza non è garantita per nulla. Con buona pace delle sigle sindacali che hanno &quot;ottenuto&quot; l&#039;accordo agitando lo spauracchio della disoccupazione.

Ma la stagione della concertazione, di cui confindustria ha decretato la fine,  è stata perdente. Non lo dico io, lo insegna la storia (dal &#039;93 ad oggi è stato uno stillicidio). 

Allora l&#039;unica via d&#039;uscita diventa la lotta. Non abbiamo alternative.

USB soddisfa queste esigenze? 
Malgrado l&#039;organizzazione non sia esente da storture e  sui punti riportati presenti alcune ambiguità (è una mia opinione), ritengo abbia i requisiti per svolgere un ruolo importante nel processo di ricomposizione che auspico prenda piede.

La FIOM, per quanto mi riguarda, non ha mai nutrito alcun dubbio da che parte stare. Ha assunto il ruolo di mediatore e di &quot;pompiere&quot; della rabbia operaia, causando danni enormi di cui oggi paghiamo (noi classe lavoratrice) paghiamo le conseguenze. 

Quindi dentro o fuori? 

Non dipende dal fatto che uno possa o meno firmare degli accordi.

Dipende dalla pratica di ogni giorno, dipende se firmato l&#039;accordo è morta li o se firmato l&#039;accordo si cresce in consapevolezza e critica al sistema. Dipende se poi si tirano le volate elettorali ai caporioni di una sinistra agonizzante o si punta sulla costruzione di alternative antagoniste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi?</p>
<p>Partecipare attivamente  e seriamente ad un  confronto che abbia come obiettivo a breve e medio termine la ricostruzione di una sinistra anticapitalista in Italia.</p>
<p>Incentivare le lotte ed organizzarle in maniera tale da avviare un processo di ricomposizione di classe. Quindi, dare alle lotte uno sbocco politico che, anche nel caso di sconfitta, garantisca quantomeno la  diffusione di una coscienza antagonista.</p>
<p>Tornare ad essere presenti nei territori e nei quartieri popolari,  essere punto di riferimento. </p>
<p>Non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno e sono consapevole delle difficoltà connesse alla costruzione di questi percorsi.</p>
<p>So, vivendo la condizione di lavoratore, che in una situazione di crisi, in cui si rischia il posto di lavoro, è necessario fornire delle risposte immediate.<br />
Se rischi di finire con il culo per terra esigi di vedere garantita la sopravvivenza e quindi sei disponibile ad accettare qualunque accordo, tranne poi scoprire che la sopravvivenza non è garantita per nulla. Con buona pace delle sigle sindacali che hanno &#8220;ottenuto&#8221; l&#8217;accordo agitando lo spauracchio della disoccupazione.</p>
<p>Ma la stagione della concertazione, di cui confindustria ha decretato la fine,  è stata perdente. Non lo dico io, lo insegna la storia (dal &#8217;93 ad oggi è stato uno stillicidio). </p>
<p>Allora l&#8217;unica via d&#8217;uscita diventa la lotta. Non abbiamo alternative.</p>
<p>USB soddisfa queste esigenze?<br />
Malgrado l&#8217;organizzazione non sia esente da storture e  sui punti riportati presenti alcune ambiguità (è una mia opinione), ritengo abbia i requisiti per svolgere un ruolo importante nel processo di ricomposizione che auspico prenda piede.</p>
<p>La FIOM, per quanto mi riguarda, non ha mai nutrito alcun dubbio da che parte stare. Ha assunto il ruolo di mediatore e di &#8220;pompiere&#8221; della rabbia operaia, causando danni enormi di cui oggi paghiamo (noi classe lavoratrice) paghiamo le conseguenze. </p>
<p>Quindi dentro o fuori? </p>
<p>Non dipende dal fatto che uno possa o meno firmare degli accordi.</p>
<p>Dipende dalla pratica di ogni giorno, dipende se firmato l&#8217;accordo è morta li o se firmato l&#8217;accordo si cresce in consapevolezza e critica al sistema. Dipende se poi si tirano le volate elettorali ai caporioni di una sinistra agonizzante o si punta sulla costruzione di alternative antagoniste.</p>
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		<title>
		Di: Gianni Belgrano		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2013/06/03/accordo-sulla-rappresentanza-opinioni-a-confronto-017049#comment-2183</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Belgrano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 05:34:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[O la FIOM esce dalla CGIL o le colpe sono da ripartire sui due soggetti &#039;matrioska&#039;; pari colpe sono pari responsabilità circa uno sfascio che dà l&#039;ultima mazzata all&#039;apparente consistenza di un sindacato di venduti.
C&#039;è ben poco da discutere.

USB o morte del sindacalismo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O la FIOM esce dalla CGIL o le colpe sono da ripartire sui due soggetti &#8216;matrioska&#8217;; pari colpe sono pari responsabilità circa uno sfascio che dà l&#8217;ultima mazzata all&#8217;apparente consistenza di un sindacato di venduti.<br />
C&#8217;è ben poco da discutere.</p>
<p>USB o morte del sindacalismo!</p>
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		<title>
		Di: vittorio		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2013/06/03/accordo-sulla-rappresentanza-opinioni-a-confronto-017049#comment-2182</link>

		<dc:creator><![CDATA[vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 19:21:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dario, trovo il tuo intervento molto saggio: o dentro o fuori... quindi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dario, trovo il tuo intervento molto saggio: o dentro o fuori&#8230; quindi?</p>
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		<title>
		Di: Dario		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 06:12:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; veramente deleterio leggere l&#039;intervento (piagnisteo sterile)  del burocrate di turno della FIOM. Deleterio perché l&#039;impostazione che la FIOM ha dato alla sua supposta &quot;lotta&quot; ha soltanto arrecato danni alla classe lavoratrice italiana.
Un&#039;attività sindacale tutta improntata su una conflittualità di facciata tesa a nascondere la rincorsa continua al modello concertativo.
A livello aziendale i burocrati della FIOM marciano al ritmo di FIM e UILM. 

E&#039; il gioco delle parti che immancabilmente arriva all&#039;accordo giustificato dalla solita frase :&quot;Era il massimo che potevamo ottenere&quot;.

Una FIOM messa al muro dalla sparigliatura delle carte imposta dal padronato attraverso la testa di ponte rappresentate dal modello Marchionne, e questo anche  perché incapace di dare una lettura corretta della fase e della crisi. Un&#039;organizzazione i cui vertici pensano (non so quanto in buona fede) di potere imporre il loro ruolo di mediatori tra capitale e lavoro nel momento in cui il capitale ha chiaramente &quot;fatto capire&quot; che di questo ruolo non ne ha più bisogno. 

Una FIOM che ha avuto ed ha la gravissima responsabilità di sprecare la rabbia operaia per riconquistare il &quot;grande&quot; traguardo del modello concertativo che ha raso al suolo la capacità conflittuale dei lavoratori.

Una FIOM che (come tutte le federazioni del carrozzone CGIL) deve mantenere un costosissimo apparato di burocrati che, a loro volta,  se saltasse il loro ruolo di concertatori dovrebbero riprendere  a lavorare tornando succubi del mercato e delle dinamiche dello sfruttamento.

Del resto anche su quest&#039;ultimo accordo infame la &quot;vittoria&quot; o la non sconfitta tanto sponsorizzata da Landini  &amp; C è il &quot;rimando alle organizzazioni&quot;.

Ultimo riferimento  è relativo ai compagni della rete 28 aprile. E&#039; arrivato il momento di decidere. O dentro o fuori. Spazio per mettere un piede in due scarpe non ce n&#039;è più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; veramente deleterio leggere l&#8217;intervento (piagnisteo sterile)  del burocrate di turno della FIOM. Deleterio perché l&#8217;impostazione che la FIOM ha dato alla sua supposta &#8220;lotta&#8221; ha soltanto arrecato danni alla classe lavoratrice italiana.<br />
Un&#8217;attività sindacale tutta improntata su una conflittualità di facciata tesa a nascondere la rincorsa continua al modello concertativo.<br />
A livello aziendale i burocrati della FIOM marciano al ritmo di FIM e UILM. </p>
<p>E&#8217; il gioco delle parti che immancabilmente arriva all&#8217;accordo giustificato dalla solita frase :&#8221;Era il massimo che potevamo ottenere&#8221;.</p>
<p>Una FIOM messa al muro dalla sparigliatura delle carte imposta dal padronato attraverso la testa di ponte rappresentate dal modello Marchionne, e questo anche  perché incapace di dare una lettura corretta della fase e della crisi. Un&#8217;organizzazione i cui vertici pensano (non so quanto in buona fede) di potere imporre il loro ruolo di mediatori tra capitale e lavoro nel momento in cui il capitale ha chiaramente &#8220;fatto capire&#8221; che di questo ruolo non ne ha più bisogno. </p>
<p>Una FIOM che ha avuto ed ha la gravissima responsabilità di sprecare la rabbia operaia per riconquistare il &#8220;grande&#8221; traguardo del modello concertativo che ha raso al suolo la capacità conflittuale dei lavoratori.</p>
<p>Una FIOM che (come tutte le federazioni del carrozzone CGIL) deve mantenere un costosissimo apparato di burocrati che, a loro volta,  se saltasse il loro ruolo di concertatori dovrebbero riprendere  a lavorare tornando succubi del mercato e delle dinamiche dello sfruttamento.</p>
<p>Del resto anche su quest&#8217;ultimo accordo infame la &#8220;vittoria&#8221; o la non sconfitta tanto sponsorizzata da Landini  &#038; C è il &#8220;rimando alle organizzazioni&#8221;.</p>
<p>Ultimo riferimento  è relativo ai compagni della rete 28 aprile. E&#8217; arrivato il momento di decidere. O dentro o fuori. Spazio per mettere un piede in due scarpe non ce n&#8217;è più.</p>
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		Di: vittorio		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2013/06/03/accordo-sulla-rappresentanza-opinioni-a-confronto-017049#comment-2180</link>

		<dc:creator><![CDATA[vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 17:57:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Luciano, ho scritto questa mia opinione il 24 maggio, in risposta ad un intervento di Frabizio, che gentilmente e con puntuali argomentazioni ha ribattuto. Adesso tu elevi il mio personale pensiero (espresso prima di leggere il testo dell&#039;accordo) come se mi fosse stato incultato dall&#039;alto. 
Mi sembra esagerato e improprio che tu scriva che dentro la fiom non esistere una corrente libertaria e conflittuale.
Comunque ben venga sempre la discussione e tutte le opinioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luciano, ho scritto questa mia opinione il 24 maggio, in risposta ad un intervento di Frabizio, che gentilmente e con puntuali argomentazioni ha ribattuto. Adesso tu elevi il mio personale pensiero (espresso prima di leggere il testo dell&#8217;accordo) come se mi fosse stato incultato dall&#8217;alto.<br />
Mi sembra esagerato e improprio che tu scriva che dentro la fiom non esistere una corrente libertaria e conflittuale.<br />
Comunque ben venga sempre la discussione e tutte le opinioni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luciano		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2013/06/03/accordo-sulla-rappresentanza-opinioni-a-confronto-017049#comment-2179</link>

		<dc:creator><![CDATA[luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 15:08:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prendano atto i compagni della rete 28aprile delle parole inequivocabili di questo delegato rsu.Non poteva essere più chiaro;dentro la fiom non può esistere una corrente libertaria e conflittuale indipendente dal ruolo di cinghia di trasmissione esercitata per anni verso il proprio referente politico.La rappresentazione da teatrino della politica fin qui tollerata dalla nomenklatura,non serve più,i giochi ora si fanno a carte scoperte,tollerando vieppiù un dissenso di facciata inutile e relegato al margine delle decisioni&quot;importanti&quot;.Se serviva una conferma di quanto sia impossibile modificare i rapporti di forza interni ad un orgarnismo strutturato in tal senso,la si è avuta, con cristallina chiarezza!Chi ancora si illude e chiacchiera a vanvera di bontà di questo accordo,è destinato ad assumere il ruolo tanto caro ai &quot;democratici&quot;di oggi,quello cioè di &quot;utile massa di manovra&quot;da utilizzare per sanzionare,ancora una volta,l&#039;avvenuta modifica dei rapporti di forza fra le classi a favore della borghesia.Solo al di fuori di questi recinti è possibile costruire una reale opposizione e molti lavoratori cominciano a crederci!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendano atto i compagni della rete 28aprile delle parole inequivocabili di questo delegato rsu.Non poteva essere più chiaro;dentro la fiom non può esistere una corrente libertaria e conflittuale indipendente dal ruolo di cinghia di trasmissione esercitata per anni verso il proprio referente politico.La rappresentazione da teatrino della politica fin qui tollerata dalla nomenklatura,non serve più,i giochi ora si fanno a carte scoperte,tollerando vieppiù un dissenso di facciata inutile e relegato al margine delle decisioni&#8221;importanti&#8221;.Se serviva una conferma di quanto sia impossibile modificare i rapporti di forza interni ad un orgarnismo strutturato in tal senso,la si è avuta, con cristallina chiarezza!Chi ancora si illude e chiacchiera a vanvera di bontà di questo accordo,è destinato ad assumere il ruolo tanto caro ai &#8220;democratici&#8221;di oggi,quello cioè di &#8220;utile massa di manovra&#8221;da utilizzare per sanzionare,ancora una volta,l&#8217;avvenuta modifica dei rapporti di forza fra le classi a favore della borghesia.Solo al di fuori di questi recinti è possibile costruire una reale opposizione e molti lavoratori cominciano a crederci!</p>
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