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	Commenti a: L&#8217;inferno della grande distribuzione. Una testimonianza	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Giada Benigno		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giada Benigno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2016 18:03:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il tuo racconto è disarmante ma davvero molto utile. Io sono una ragazza  che come te, per non soccombere alla disperazione dell&#039;invio di migliaia di curriculum al giorno, ha appena siglato un contratto di sei mesi in una catena similare, non nel settore alimentare ma sempre rientrante nella gdo. Un lavoro stancante, di otto ore al giorno con due ore di pausa obbligatorie, in modo che con meno personale possono coprire più ore di apertura. Con turni che iniziano alle 6 del mattino e che (forse) finiscono alle 16. Dove per legge possiamo lavorare fino a 13 giorni consecutivi ( e non parlo del periodo natalizio) e non viene tenuto conto che una persona che lavora con scarpe anti infortunio e manovra muletti forse potrebbe arrivare al decimo giorno che vacilla leggermente. Dove non importa che tu abbia una vita o una famiglia (e non puoi nemmeno pensare di costruirtela), la tua vita è nel luogo di lavoro e ruota attorno a questo. Dove in teoria ti senti protetto e tutelato da un contratto ma vai avanti a rinnovi determinati fino all&#039;esaurimento.
Siamo in tanti in queste condizioni, ragazzi e ragazze che sanno di valere e che sono obbligati da un sistema malato e senza più tutele ad accettare di lavorare per degli squali.
All&#039;inizio ti ho detto che il tuo è racconto è utile, utile a tutte quelle persone che come me sono finite a leggerlo cercando in internet &quot;come sopravvivere nella grande distribuzione&quot;. Non siamo soli, siamo in tanti.
Un abbraccio e spero che tu abbia trovato qualcosa che ti faccia svegliare la mattina con un sorriso e non con lo schifo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo racconto è disarmante ma davvero molto utile. Io sono una ragazza  che come te, per non soccombere alla disperazione dell&#8217;invio di migliaia di curriculum al giorno, ha appena siglato un contratto di sei mesi in una catena similare, non nel settore alimentare ma sempre rientrante nella gdo. Un lavoro stancante, di otto ore al giorno con due ore di pausa obbligatorie, in modo che con meno personale possono coprire più ore di apertura. Con turni che iniziano alle 6 del mattino e che (forse) finiscono alle 16. Dove per legge possiamo lavorare fino a 13 giorni consecutivi ( e non parlo del periodo natalizio) e non viene tenuto conto che una persona che lavora con scarpe anti infortunio e manovra muletti forse potrebbe arrivare al decimo giorno che vacilla leggermente. Dove non importa che tu abbia una vita o una famiglia (e non puoi nemmeno pensare di costruirtela), la tua vita è nel luogo di lavoro e ruota attorno a questo. Dove in teoria ti senti protetto e tutelato da un contratto ma vai avanti a rinnovi determinati fino all&#8217;esaurimento.<br />
Siamo in tanti in queste condizioni, ragazzi e ragazze che sanno di valere e che sono obbligati da un sistema malato e senza più tutele ad accettare di lavorare per degli squali.<br />
All&#8217;inizio ti ho detto che il tuo è racconto è utile, utile a tutte quelle persone che come me sono finite a leggerlo cercando in internet &#8220;come sopravvivere nella grande distribuzione&#8221;. Non siamo soli, siamo in tanti.<br />
Un abbraccio e spero che tu abbia trovato qualcosa che ti faccia svegliare la mattina con un sorriso e non con lo schifo.</p>
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