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	Commenti a: Roma. Non si può protestare davanti ai McDonald&#8217;s	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Gianni Sartori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2019 07:52:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PROTESTE A BARCELLONA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI DELLE CONSEGNE A DOMICILIO

(Gianni Sartori)

Domenica 26 maggio, a Barcellona,  oltre un centinaio di lavoratori delle consegne a domicilio, sia ciclisti che motociclisti, si sono radunati davanti alla sede della Giovo, società che si occupa appunta di consegne a domicilio. Protestavano per la morte di un loro collega travolto nella notte tra sabato e domenica da un camion e deceduto per le ferite riportate. I manifestanti hanno bloccato la strada con una barricata e hanno incendiato le sacche gialle da portare in spalla che utilizzano per le consegne.
In particolare hanno denunciato l&#039;alto grado di precarizzazione imposto dall&#039;azienda. Molti dei lavoratori ingaggiati sono stranieri, non conoscono la città e nemmeno la lingua. Tuttavia per loro questo lavoro rappresenta comunque una possibilità in quanto è sufficiente possedere una bicicletta e iscriversi con 50 euro.
Mi ricorda molto – se posso inserire un ricordo personale – le “cooperative” di facchinaggio in cui ho lavorato a lungo negli anni settanta. In realtà anche allora si trattava di lavoro nero (senza tutele e senza contributi) per quanto mascherato. Niente di nuovo sotto il sole. E comunque il conto resta aperto...
Gianni Sartori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PROTESTE A BARCELLONA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI DELLE CONSEGNE A DOMICILIO</p>
<p>(Gianni Sartori)</p>
<p>Domenica 26 maggio, a Barcellona,  oltre un centinaio di lavoratori delle consegne a domicilio, sia ciclisti che motociclisti, si sono radunati davanti alla sede della Giovo, società che si occupa appunta di consegne a domicilio. Protestavano per la morte di un loro collega travolto nella notte tra sabato e domenica da un camion e deceduto per le ferite riportate. I manifestanti hanno bloccato la strada con una barricata e hanno incendiato le sacche gialle da portare in spalla che utilizzano per le consegne.<br />
In particolare hanno denunciato l&#8217;alto grado di precarizzazione imposto dall&#8217;azienda. Molti dei lavoratori ingaggiati sono stranieri, non conoscono la città e nemmeno la lingua. Tuttavia per loro questo lavoro rappresenta comunque una possibilità in quanto è sufficiente possedere una bicicletta e iscriversi con 50 euro.<br />
Mi ricorda molto – se posso inserire un ricordo personale – le “cooperative” di facchinaggio in cui ho lavorato a lungo negli anni settanta. In realtà anche allora si trattava di lavoro nero (senza tutele e senza contributi) per quanto mascherato. Niente di nuovo sotto il sole. E comunque il conto resta aperto&#8230;<br />
Gianni Sartori</p>
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