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	Commenti a: Congelare lo spread. Nuovo &#8220;nein&#8221; tedesco a Draghi	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Paul De Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paul De Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2012 23:39:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bad bank: Verso il default effettivo della Spagna, dell&#039;Italia, ecc.?

La laboriosa inflazione del problema iniziale – l&#039;egemonia globale e assoluta della “banca universale” sin dall&#039;abrogazione del Glass Steagll Act nel 1999, con i suoi derivati, CDO, CDS, OTC ecc  - ci viene raccomandata ovunque come soluzione ai guai bancari e statali attuali! Ma le ricette di cucina marginalista disponibili alle classi dirigenti sono ormai esaurite con il fallimento degli interventi delle banche centrali direttamente o indirettamente, con il FESF e il MES, la regola d&#039;oro e il fiscal compact, la proposta di unione bancaria, ecc,.. e ora, prevedibilmente con l&#039;eventuale “bad bank”! Nella primitiva teoria behaviorista – Skinner ecc . - queste scelte sono considerata meno come una fuga che come cieca autodistruzione. Siamo nel Regno dell&#039;irrazionalità esclusivista più che del solipsismo berkeleyano eretto in sistema di potere neo-nietzschiano.

Nessuno ha fin ora potuto spiegarci perché si dovrebbe salvare le banche pubbliche sacrificando le finanze pubbliche con la pretesa di salvare i “paesi”. 

La banca cosiddetta “universale” è diventata un fallimento clamoroso, economicamente e socialmente rovinoso. Stampare moneta ex nihilo senza toccare il sistema di “banca universale” (con il suo “shadow banking” in gran parte non contabilizzato nelle statistiche borghese del PIL e dunque nella fallacia logica dell&#039;avanzo primario necessario per rimborsare il debito pubblico, con i suoi derivati e soprattutto i suoi grotteschi CSD sul debito sovrano) non ha nessun buon senso comune. La creazione di denaro senza relazione stretta e verificabile con la creazione del valore ha sempre portato alla rovina delle nazioni. Tutti sembrano avere dimenticato che la base prima di tale « accountability » bancaria riposa sul mantenimento del rapporto del nuovo credito bancario creato dalle banche con gli interessi depositati dalle stesse banche presso la banca centrale nei limiti permessi sulla base del ratio prudenziale.  

La Spagna come Stato sovrano può dare l&#039;esempio nel Eurogroup. 

Invece di creare una “bad bank” che rappresenta solo una ristrutturazione dunque de facto un importante default parziale, il che aggraverà i problemi correnti assieme al livello prevedibile dello spread, la Spagna può creare una banca pubblica dotata di una grande leve finanziaria iniziale e del mandato di comprare e di cancellare il debito pubblico. Questa soluzione richiede pochi fondi propri; in effetto, la leva potrà essere abbassata gradualmente dopo avere riportato il debito pubblico sotto 60 % del PIL, continuando pero le operazioni di acquisto dei titoli di Stato in modo da fare cadere e di mantenere gli interessi ad un livello molto basso. Se non si può ancora cambiare il sistema di “banca universale” – rapporti di forza nel parlamento e nel paese – si potrà facilmente, sulla basa di questa banca pubblica, permettere il fallimento delle banche private incapaci di rimanere solventi senza aiuti statali. Di fatti, la banca pubblica potrà aiutare a ristrutturare le banche fallite e dunque subito nazionalizzate per un euro simbolico: questo averebbe con la ricostituzione dei fondi propri nel quadro del ratio prudenziale – regole di Basilea III, ma da rivisitare – con un doppio obbiettivo: salvare i risparmi dei piccoli risparmiatori e il credito alle PME. Invece di salvare le banche private a ripetizione rovinando i Stati sovrani nel processo, si agirebbe cosi in un modo strutturale definitivo per una infima porzione del costo grazie al livello della leva che lo Stato può decidere da solo. Tale sistema potrebbe poi essere generalizzato e coordinato in una Federazione di banche pubbliche europee con identico mandato, in modo da rimpiazzare il fallito FESF assieme al MES morto già prima di nascere.

Tale intervento libererebbe la potenza finanziare delle finanze pubbliche permettendo di ripristinare con massima celerità le imprese pubbliche, i programmi sociali, le pensioni, l&#039;educazione e la ricerca ecc. In oltre, tramite i risparmi e il credito, ciò permetterebbe di rilanciare sia gli investimenti produttivi che il consumo interno, il quale conta per più di 60 o 65 % dei consumi totali nei paesi europei. Si metterebbe cosi fine alla suicida politica di austerità mirata solo a privatizzare tempestivamente tutto quello che rimane da privatizzare ed a portare i salari europei al livello dei più bassi salari mondiali ...

Si tratta di salvare i popoli e i Stati come garanti della democrazia autentica e certo non di salvare le banche private senza collaterale, sacrificandoli la democrazia rappresentativa e sociale, la prima essendo destinata dal Impero putativo esclusivista ad essere rimpiazzata da una forma di democrazia censitaria privata basata su l&#039;azionariato, privo di qualsiasi uguaglianza tra grandi e piccoli azionari.

Finalmente, la soluzione disperata della “bad bank” rimane una copia, oggi impossibile per il mutamento del contesto, ma una copia priva di ogni originalità del salvataggio reaganiano delle Savings and Loans (S&amp;P), il quale costò più di $ 400 miliardi; soluzione poi imitata da Paulson - &quot;Give us all your toxic assets&quot; vi ricordate? - che costò 4 a 5 volte di più, e non è ancora finito (vedi il deficit americano attorno a 8 % del PIL, altro che modello da imitare trasformando la BCE in FED di terza zona!!!) 

Ma con tale colossale ristrutturazione al livello europeo – default spagnolo de facto con una grande « haircut » alla greca subito seguito dal default italiano ecc., – il sistema bancario europeo e mondiale potrà reggere? O si pensa forse di imporre cosi alla Cancelliera di salvare le banche facendo intervenire il MES in extremis – cioè, principalmente la Germania – per pagare la rovinosa fattura di questa ristrutturazione... ? (Visto che la Francia sta seguendo le trace di Monti ed è quasi già nella stessa situazione ...) Al limite la « bad bank » potrebbe servire alla Germania per proteggersi assieme alle sue banche più esposte da questi default e dalle loro conseguenze … anche con la creazione di due zone euro, una forte e una debole quest&#039;ultima dotata di una banda di fluttuazione attorno al euro forte. 

Si deve mettere un termine a questa finanza oscurantista che pensa di potere credere, e sopratutto farci credere, nelle sue proprie narrazioni di caste. E un scandalo. Prima di tutto intellettuale e etico-politico. Ma i pitre di regime non mancano.

Paul De Marco

PS. Noto che si sta mettendo in moto una campagna mediatica e più ancora pericolosamente occulta per destabilizzare la Germania e i suoi alleati – usando sempre delle stesse manipolazioni e strumentalizzazioni provenienti sempre dai stessi cerchi autoeletti esclusivamente, e anche certi « socio-democratici » tedeschi peggiori di Kaustky e Hielferding riuniti ... (Vedi il mio articolo “ Le lit du néo-fascisme” e il suo Appendice, nella Sezione Fascisme/Nazisme/Racisme del mio sito www.la-commune-paraclet.com )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bad bank: Verso il default effettivo della Spagna, dell&#8217;Italia, ecc.?</p>
<p>La laboriosa inflazione del problema iniziale – l&#8217;egemonia globale e assoluta della “banca universale” sin dall&#8217;abrogazione del Glass Steagll Act nel 1999, con i suoi derivati, CDO, CDS, OTC ecc  &#8211; ci viene raccomandata ovunque come soluzione ai guai bancari e statali attuali! Ma le ricette di cucina marginalista disponibili alle classi dirigenti sono ormai esaurite con il fallimento degli interventi delle banche centrali direttamente o indirettamente, con il FESF e il MES, la regola d&#8217;oro e il fiscal compact, la proposta di unione bancaria, ecc,.. e ora, prevedibilmente con l&#8217;eventuale “bad bank”! Nella primitiva teoria behaviorista – Skinner ecc . &#8211; queste scelte sono considerata meno come una fuga che come cieca autodistruzione. Siamo nel Regno dell&#8217;irrazionalità esclusivista più che del solipsismo berkeleyano eretto in sistema di potere neo-nietzschiano.</p>
<p>Nessuno ha fin ora potuto spiegarci perché si dovrebbe salvare le banche pubbliche sacrificando le finanze pubbliche con la pretesa di salvare i “paesi”. </p>
<p>La banca cosiddetta “universale” è diventata un fallimento clamoroso, economicamente e socialmente rovinoso. Stampare moneta ex nihilo senza toccare il sistema di “banca universale” (con il suo “shadow banking” in gran parte non contabilizzato nelle statistiche borghese del PIL e dunque nella fallacia logica dell&#8217;avanzo primario necessario per rimborsare il debito pubblico, con i suoi derivati e soprattutto i suoi grotteschi CSD sul debito sovrano) non ha nessun buon senso comune. La creazione di denaro senza relazione stretta e verificabile con la creazione del valore ha sempre portato alla rovina delle nazioni. Tutti sembrano avere dimenticato che la base prima di tale « accountability » bancaria riposa sul mantenimento del rapporto del nuovo credito bancario creato dalle banche con gli interessi depositati dalle stesse banche presso la banca centrale nei limiti permessi sulla base del ratio prudenziale.  </p>
<p>La Spagna come Stato sovrano può dare l&#8217;esempio nel Eurogroup. </p>
<p>Invece di creare una “bad bank” che rappresenta solo una ristrutturazione dunque de facto un importante default parziale, il che aggraverà i problemi correnti assieme al livello prevedibile dello spread, la Spagna può creare una banca pubblica dotata di una grande leve finanziaria iniziale e del mandato di comprare e di cancellare il debito pubblico. Questa soluzione richiede pochi fondi propri; in effetto, la leva potrà essere abbassata gradualmente dopo avere riportato il debito pubblico sotto 60 % del PIL, continuando pero le operazioni di acquisto dei titoli di Stato in modo da fare cadere e di mantenere gli interessi ad un livello molto basso. Se non si può ancora cambiare il sistema di “banca universale” – rapporti di forza nel parlamento e nel paese – si potrà facilmente, sulla basa di questa banca pubblica, permettere il fallimento delle banche private incapaci di rimanere solventi senza aiuti statali. Di fatti, la banca pubblica potrà aiutare a ristrutturare le banche fallite e dunque subito nazionalizzate per un euro simbolico: questo averebbe con la ricostituzione dei fondi propri nel quadro del ratio prudenziale – regole di Basilea III, ma da rivisitare – con un doppio obbiettivo: salvare i risparmi dei piccoli risparmiatori e il credito alle PME. Invece di salvare le banche private a ripetizione rovinando i Stati sovrani nel processo, si agirebbe cosi in un modo strutturale definitivo per una infima porzione del costo grazie al livello della leva che lo Stato può decidere da solo. Tale sistema potrebbe poi essere generalizzato e coordinato in una Federazione di banche pubbliche europee con identico mandato, in modo da rimpiazzare il fallito FESF assieme al MES morto già prima di nascere.</p>
<p>Tale intervento libererebbe la potenza finanziare delle finanze pubbliche permettendo di ripristinare con massima celerità le imprese pubbliche, i programmi sociali, le pensioni, l&#8217;educazione e la ricerca ecc. In oltre, tramite i risparmi e il credito, ciò permetterebbe di rilanciare sia gli investimenti produttivi che il consumo interno, il quale conta per più di 60 o 65 % dei consumi totali nei paesi europei. Si metterebbe cosi fine alla suicida politica di austerità mirata solo a privatizzare tempestivamente tutto quello che rimane da privatizzare ed a portare i salari europei al livello dei più bassi salari mondiali &#8230;</p>
<p>Si tratta di salvare i popoli e i Stati come garanti della democrazia autentica e certo non di salvare le banche private senza collaterale, sacrificandoli la democrazia rappresentativa e sociale, la prima essendo destinata dal Impero putativo esclusivista ad essere rimpiazzata da una forma di democrazia censitaria privata basata su l&#8217;azionariato, privo di qualsiasi uguaglianza tra grandi e piccoli azionari.</p>
<p>Finalmente, la soluzione disperata della “bad bank” rimane una copia, oggi impossibile per il mutamento del contesto, ma una copia priva di ogni originalità del salvataggio reaganiano delle Savings and Loans (S&#038;P), il quale costò più di $ 400 miliardi; soluzione poi imitata da Paulson &#8211; &#8220;Give us all your toxic assets&#8221; vi ricordate? &#8211; che costò 4 a 5 volte di più, e non è ancora finito (vedi il deficit americano attorno a 8 % del PIL, altro che modello da imitare trasformando la BCE in FED di terza zona!!!) </p>
<p>Ma con tale colossale ristrutturazione al livello europeo – default spagnolo de facto con una grande « haircut » alla greca subito seguito dal default italiano ecc., – il sistema bancario europeo e mondiale potrà reggere? O si pensa forse di imporre cosi alla Cancelliera di salvare le banche facendo intervenire il MES in extremis – cioè, principalmente la Germania – per pagare la rovinosa fattura di questa ristrutturazione&#8230; ? (Visto che la Francia sta seguendo le trace di Monti ed è quasi già nella stessa situazione &#8230;) Al limite la « bad bank » potrebbe servire alla Germania per proteggersi assieme alle sue banche più esposte da questi default e dalle loro conseguenze … anche con la creazione di due zone euro, una forte e una debole quest&#8217;ultima dotata di una banda di fluttuazione attorno al euro forte. </p>
<p>Si deve mettere un termine a questa finanza oscurantista che pensa di potere credere, e sopratutto farci credere, nelle sue proprie narrazioni di caste. E un scandalo. Prima di tutto intellettuale e etico-politico. Ma i pitre di regime non mancano.</p>
<p>Paul De Marco</p>
<p>PS. Noto che si sta mettendo in moto una campagna mediatica e più ancora pericolosamente occulta per destabilizzare la Germania e i suoi alleati – usando sempre delle stesse manipolazioni e strumentalizzazioni provenienti sempre dai stessi cerchi autoeletti esclusivamente, e anche certi « socio-democratici » tedeschi peggiori di Kaustky e Hielferding riuniti &#8230; (Vedi il mio articolo “ Le lit du néo-fascisme” e il suo Appendice, nella Sezione Fascisme/Nazisme/Racisme del mio sito <a href="http://www.la-commune-paraclet.com" rel="nofollow ugc">http://www.la-commune-paraclet.com</a> )</p>
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