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	Commenti a: La soglia del 3%? La decidemmo in meno di un&#8217;ora&#8230;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: De Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[De Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 07:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si, la nascita del criterio è questa ma lo sapevano già tutti. In effetti se un governo è rigoroso può decidere di pagare la penalità di 0,2% per sforare in modo transitorio. Rigore intellettuale e austerità budgetaria sono due cose diverse.
 
Ma il problema è tutt’altro. Il mio Libro III «Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth » – 2005, accessibile nella sezione Livres-Books di www.la-commune-paraclet.com – è dedicato all&#039;argomento. Nel quadro monetarista – specialmente con la monetizzazione del debito pubblico e la fine del « cloisonnement » bancario – nessuno governo sano di mente può permettersi di fare debito al 3 % in modo perenne. Il pump priming non è mai stato una ricetta di Keynes, solo una semplificazione che oggi è impossibile mettere in opera dato l’estroversione del Moltiplicatore.

In oltre, c’è una pigrizia intellettuale oppure una strategia regressiva taciuta in questa irrazionale pretensione di sforare il 3 %, cioè rifiutare di riprendere veramente il controllo della contabilità nazionale in primis con la spartizione del lavoro e con il controllo pubblico di almeno una parte del credito – in particolare, in relazione al finanziamento del debito pubblico e para-pubblico dunque al margine budgetario necessario per l’intervento socio-economico sostenibile dello Stato.

Per abbassare il debito non si deve necessariamente arrivare ad un avanzo primario del 4% o del 5 % - come vuole la spending review - vendendo tutto quello che rimane da privatizzare. Basterebbe, in ossequio alla Costituzione, ritornare al pieno-impiego e ad una fiscalità meno regressiva.

Paolo De Marco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, la nascita del criterio è questa ma lo sapevano già tutti. In effetti se un governo è rigoroso può decidere di pagare la penalità di 0,2% per sforare in modo transitorio. Rigore intellettuale e austerità budgetaria sono due cose diverse.</p>
<p>Ma il problema è tutt’altro. Il mio Libro III «Keynesianism, Marxism, Economic Stability and Growth » – 2005, accessibile nella sezione Livres-Books di <a href="http://www.la-commune-paraclet.com" rel="nofollow ugc">http://www.la-commune-paraclet.com</a> – è dedicato all&#8217;argomento. Nel quadro monetarista – specialmente con la monetizzazione del debito pubblico e la fine del « cloisonnement » bancario – nessuno governo sano di mente può permettersi di fare debito al 3 % in modo perenne. Il pump priming non è mai stato una ricetta di Keynes, solo una semplificazione che oggi è impossibile mettere in opera dato l’estroversione del Moltiplicatore.</p>
<p>In oltre, c’è una pigrizia intellettuale oppure una strategia regressiva taciuta in questa irrazionale pretensione di sforare il 3 %, cioè rifiutare di riprendere veramente il controllo della contabilità nazionale in primis con la spartizione del lavoro e con il controllo pubblico di almeno una parte del credito – in particolare, in relazione al finanziamento del debito pubblico e para-pubblico dunque al margine budgetario necessario per l’intervento socio-economico sostenibile dello Stato.</p>
<p>Per abbassare il debito non si deve necessariamente arrivare ad un avanzo primario del 4% o del 5 % &#8211; come vuole la spending review &#8211; vendendo tutto quello che rimane da privatizzare. Basterebbe, in ossequio alla Costituzione, ritornare al pieno-impiego e ad una fiscalità meno regressiva.</p>
<p>Paolo De Marco</p>
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