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	Commenti a: Il labirinto del Debito Pubblico	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: De Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[De Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 09:58:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pretendere che ridurre le spesi – sociali: sanità, educazione ecc  – dello Stato ridurrebbe il debito è degno di von Mises, Hayek, Friedman et al. , ma non ha niente a che vedere con la realtà la più empirica. Queste spese sociali sono minime nei Stati Uniti e nella GB, per citare solo due paesi, ma il debito pubblico levita. Come pure l&#039;evasione fiscale, sopratutto quella non controllata tramite i Tax rulings, i paradisi fiscali ecc, e le tax expenditures e altri crediti a favore delle industrie e dei focolari più agiati. 

Lo Stato detto minimo dei neo-liberali monetaristi è minimo solo per le spese sociali, le quali in effetti aumentano la competitività macro-economica delle Formazioni sociali che a sua volta aumenta la produttività micro-economica, senza dovere ricorrere alla catastrofica deflazione salariale. Ad esempio, pochi anni fa, le industrie automobili americane dovettero essere salvate dallo Stato con decine di miliardi di dollari solo perché non potevano più finanziare i sistemi pensionistici in-house. Ad esempio, il sistema di sanità americano costa oltre 18 % del PIL; e, pure con la disastrosa Obamacare fatta per agevolare Big Pharma, lascia 40 milioni di cittadini – regolari – senza copertura. Al contrario, il sistema europeo pubblico, di accesso universale, costava attorno al 9 % del PIL prima della privatizzazione rampante iniziata fine anni 1970. 

Si nota che nelle statistiche marginalsite del PIL i sistemi sociali pubblici non vengono presi in conto perché sono considerati servizi senza attribuzione di un prezzo di mercato, in modo che se si privatizza questi sistemi pubblici, ad esempio la Sanità, il PIL marginalista salirà affettando così il ratio del Debito sul PIL. E distruggendo il livello di vita dei cittadini. In Italia, questa bella logica marginalista comporta l&#039;aumento della cosiddetta « compartecipazione » alle spese sanitarie, in modo che oltre 11 milioni dei nostri concittadini debbono rinunciare alle cure.

Quando si ingoia la logica semplicistica dell&#039;avversario monetarista filo-semita nietzschiano con gli occhi chiusi, allora siamo nei guai. Bisognerebbe riflettere e studiare un minimo!!!

Esiste una distinzione tra moneta e credito, una distinzione essenziale per capire la logica del debito pubblico. Per formazione né Padoa Schioppa, né Tria né nessuno altro nostro dirigente ne ha la minima idea. Fatto sta che quando Bankitalia funzionava come una banca centrale essenzialmente pubblica, il debito era minimo e contenuto … proprio in una epoca durante la quale l&#039;Italia procedeva alla una ricostruzione socio-economica e culturale accelerata, dopo avere perso la guerra … Rimando a questo link: http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/  

Paolo De Marco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pretendere che ridurre le spesi – sociali: sanità, educazione ecc  – dello Stato ridurrebbe il debito è degno di von Mises, Hayek, Friedman et al. , ma non ha niente a che vedere con la realtà la più empirica. Queste spese sociali sono minime nei Stati Uniti e nella GB, per citare solo due paesi, ma il debito pubblico levita. Come pure l&#8217;evasione fiscale, sopratutto quella non controllata tramite i Tax rulings, i paradisi fiscali ecc, e le tax expenditures e altri crediti a favore delle industrie e dei focolari più agiati. </p>
<p>Lo Stato detto minimo dei neo-liberali monetaristi è minimo solo per le spese sociali, le quali in effetti aumentano la competitività macro-economica delle Formazioni sociali che a sua volta aumenta la produttività micro-economica, senza dovere ricorrere alla catastrofica deflazione salariale. Ad esempio, pochi anni fa, le industrie automobili americane dovettero essere salvate dallo Stato con decine di miliardi di dollari solo perché non potevano più finanziare i sistemi pensionistici in-house. Ad esempio, il sistema di sanità americano costa oltre 18 % del PIL; e, pure con la disastrosa Obamacare fatta per agevolare Big Pharma, lascia 40 milioni di cittadini – regolari – senza copertura. Al contrario, il sistema europeo pubblico, di accesso universale, costava attorno al 9 % del PIL prima della privatizzazione rampante iniziata fine anni 1970. </p>
<p>Si nota che nelle statistiche marginalsite del PIL i sistemi sociali pubblici non vengono presi in conto perché sono considerati servizi senza attribuzione di un prezzo di mercato, in modo che se si privatizza questi sistemi pubblici, ad esempio la Sanità, il PIL marginalista salirà affettando così il ratio del Debito sul PIL. E distruggendo il livello di vita dei cittadini. In Italia, questa bella logica marginalista comporta l&#8217;aumento della cosiddetta « compartecipazione » alle spese sanitarie, in modo che oltre 11 milioni dei nostri concittadini debbono rinunciare alle cure.</p>
<p>Quando si ingoia la logica semplicistica dell&#8217;avversario monetarista filo-semita nietzschiano con gli occhi chiusi, allora siamo nei guai. Bisognerebbe riflettere e studiare un minimo!!!</p>
<p>Esiste una distinzione tra moneta e credito, una distinzione essenziale per capire la logica del debito pubblico. Per formazione né Padoa Schioppa, né Tria né nessuno altro nostro dirigente ne ha la minima idea. Fatto sta che quando Bankitalia funzionava come una banca centrale essenzialmente pubblica, il debito era minimo e contenuto … proprio in una epoca durante la quale l&#8217;Italia procedeva alla una ricostruzione socio-economica e culturale accelerata, dopo avere perso la guerra … Rimando a questo link: <a href="http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/" rel="nofollow ugc">http://rivincitasociale.altervista.org/credito-debito-pubblico-tagli-golpe-costituzionale-24-febbraio-2019/</a>  </p>
<p>Paolo De Marco</p>
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