<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: L&#8217;uragano della crisi sistemica	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/news/news-economia/2022/06/02/luragano-della-crisi-sistemica-0149885/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2022/06/02/luragano-della-crisi-sistemica-0149885</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Jun 2022 10:27:43 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: E Sem		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2022/06/02/luragano-della-crisi-sistemica-0149885#comment-227491</link>

		<dc:creator><![CDATA[E Sem]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2022 10:27:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=149885#comment-227491</guid>

					<description><![CDATA[Non stiamo facendo una guerra per ridurre il potere d&#039; acquisto del ceto medio &quot;formica&quot;?   .e per salvare e possibilmente incrementare il gruzzoletto dei boss del neoliberismo globale criminale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non stiamo facendo una guerra per ridurre il potere d&#8217; acquisto del ceto medio &#8220;formica&#8221;?   .e per salvare e possibilmente incrementare il gruzzoletto dei boss del neoliberismo globale criminale?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luigi salvatore pascale		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2022/06/02/luragano-della-crisi-sistemica-0149885#comment-227461</link>

		<dc:creator><![CDATA[luigi salvatore pascale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 05:54:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=149885#comment-227461</guid>

					<description><![CDATA[il commento del Compagno Barone, in aggiunta all&#039;articolo, spiegano la fase in atto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il commento del Compagno Barone, in aggiunta all&#8217;articolo, spiegano la fase in atto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luigi salvatore pascale		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2022/06/02/luragano-della-crisi-sistemica-0149885#comment-227460</link>

		<dc:creator><![CDATA[luigi salvatore pascale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 05:45:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=149885#comment-227460</guid>

					<description><![CDATA[chiaro ed esaustivo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chiaro ed esaustivo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Eros Barone		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2022/06/02/luragano-della-crisi-sistemica-0149885#comment-227446</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 10:10:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=149885#comment-227446</guid>

					<description><![CDATA[È in atto uno spostamento a destra che ha dimensioni mondiali. Quando avviene, su scala globale, uno spostamento così massiccio e così generalizzato, sorge spontanea la domanda: perché? Del tutto fuorviante è la risposta fornita a questo proposito dagli analisti liberali borghesi, intenti meccanicamente e schematicamente a classificare le forze sociali e politiche in base ai seguenti dilemmi: contro la UE o a favore della UE, contro l’immigrazione o a favore dell’immigrazione, con l’Ucraina e contro la Russia o viceversa. Questo approccio, che isola singole contraddizioni da un contesto più ampio, scambia la sostanza con la superficie, la realtà con l’apparenza, il generale con il particolare. L’analisi marxista, che tende invece a ricongiungere la superficie alla sostanza, l’apparenza alla realtà e il particolare al generale, indica con chiarezza che quelle contraddizioni sono altrettante conseguenze della crisi economica che attanaglia l’economia mondiale dal 2008. Il ciclo declinante del saggio di profitto e il ciclo ascendente della reazione, il ciclo della concentrazione monopolistica del capitale e il ciclo della proletarizzazione della piccola borghesia trovano così una corrispondenza perfetta, confermando la tesi dei sostenitori della “stagnazione secolare” e ridicolizzando quei sicofanti della borghesia imperialista che, ipnotizzati dall’andamento a ‘yo-yo’ dell’economia mondiale, esultano quando tale andamento sembra impennarsi verso l’alto e cadono nello sconforto quando il rocchetto della valorizzazione discende sempre più in basso. La situazione può essere descritta nei termini seguenti: da un lato,  l’aumento dei tassi di interesse può portare al crollo del sistema bancario; dall’altro, l’intervento dei governi con politiche di sostegno della domanda (= keynesismo), siccome la base monetaria addizionale si dissolve nella speculazione e non genera ripresa, non è in grado di rimettere in moto l’accumulazione. È sempre più probabile, dunque, che il crac (che potrebbe cominciare dalla discesa del dollaro) sia l’unica ‘soluzione’: la grande purga con cui il capitalismo, liberandosi dalla congestione speculativa, realizzerà la coincidenza tra il valore fittizio del capitale azionario e il valore reale del capitale fisso. Né il quadro viene modificato dalla discesa degli indici della disoccupazione, poiché, anche sorvolando sulla composizione in gran parte precaria degli occupati, il confronto tra periodi differenti, essendo la percentuale degli occupati diminuita, conferma un tasso di disoccupazione ben più alto di quello che registrano le statistiche ufficiali. Lo spostamento a destra è dunque, a livello delle sovrastrutture e in particolare a livello delle sovrastrutture politico-istituzionali, la risultante del quadro di crisi e disoccupazione, che caratterizza attualmente la “struttura del mondo”. Tale risultante è il prodotto delle faglie che si sono aperte nella “struttura del mondo”, imprimendo il marchio della “reazione su tutta la linea” ai sistemi politici esistenti e sottoponendo ad inedite tensioni il fragile quadro politico italiano, reso ancor più vulnerabile, oltre che dal crollo demografico, dall’assenza o dalla debolezza di soggettività antagoniste. A livello politico e sociale, la mobilitazione reazionaria delle masse e la fascistizzazione scaturiscono necessariamente dallo scontro sempre più violento tra le diverse ed avverse sezioni della formazione imperialistica mondiale. Una barbarie sempre meno civilizzata sembra essere l’unica prospettiva che si delinea oggi per l’umanità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È in atto uno spostamento a destra che ha dimensioni mondiali. Quando avviene, su scala globale, uno spostamento così massiccio e così generalizzato, sorge spontanea la domanda: perché? Del tutto fuorviante è la risposta fornita a questo proposito dagli analisti liberali borghesi, intenti meccanicamente e schematicamente a classificare le forze sociali e politiche in base ai seguenti dilemmi: contro la UE o a favore della UE, contro l’immigrazione o a favore dell’immigrazione, con l’Ucraina e contro la Russia o viceversa. Questo approccio, che isola singole contraddizioni da un contesto più ampio, scambia la sostanza con la superficie, la realtà con l’apparenza, il generale con il particolare. L’analisi marxista, che tende invece a ricongiungere la superficie alla sostanza, l’apparenza alla realtà e il particolare al generale, indica con chiarezza che quelle contraddizioni sono altrettante conseguenze della crisi economica che attanaglia l’economia mondiale dal 2008. Il ciclo declinante del saggio di profitto e il ciclo ascendente della reazione, il ciclo della concentrazione monopolistica del capitale e il ciclo della proletarizzazione della piccola borghesia trovano così una corrispondenza perfetta, confermando la tesi dei sostenitori della “stagnazione secolare” e ridicolizzando quei sicofanti della borghesia imperialista che, ipnotizzati dall’andamento a ‘yo-yo’ dell’economia mondiale, esultano quando tale andamento sembra impennarsi verso l’alto e cadono nello sconforto quando il rocchetto della valorizzazione discende sempre più in basso. La situazione può essere descritta nei termini seguenti: da un lato,  l’aumento dei tassi di interesse può portare al crollo del sistema bancario; dall’altro, l’intervento dei governi con politiche di sostegno della domanda (= keynesismo), siccome la base monetaria addizionale si dissolve nella speculazione e non genera ripresa, non è in grado di rimettere in moto l’accumulazione. È sempre più probabile, dunque, che il crac (che potrebbe cominciare dalla discesa del dollaro) sia l’unica ‘soluzione’: la grande purga con cui il capitalismo, liberandosi dalla congestione speculativa, realizzerà la coincidenza tra il valore fittizio del capitale azionario e il valore reale del capitale fisso. Né il quadro viene modificato dalla discesa degli indici della disoccupazione, poiché, anche sorvolando sulla composizione in gran parte precaria degli occupati, il confronto tra periodi differenti, essendo la percentuale degli occupati diminuita, conferma un tasso di disoccupazione ben più alto di quello che registrano le statistiche ufficiali. Lo spostamento a destra è dunque, a livello delle sovrastrutture e in particolare a livello delle sovrastrutture politico-istituzionali, la risultante del quadro di crisi e disoccupazione, che caratterizza attualmente la “struttura del mondo”. Tale risultante è il prodotto delle faglie che si sono aperte nella “struttura del mondo”, imprimendo il marchio della “reazione su tutta la linea” ai sistemi politici esistenti e sottoponendo ad inedite tensioni il fragile quadro politico italiano, reso ancor più vulnerabile, oltre che dal crollo demografico, dall’assenza o dalla debolezza di soggettività antagoniste. A livello politico e sociale, la mobilitazione reazionaria delle masse e la fascistizzazione scaturiscono necessariamente dallo scontro sempre più violento tra le diverse ed avverse sezioni della formazione imperialistica mondiale. Una barbarie sempre meno civilizzata sembra essere l’unica prospettiva che si delinea oggi per l’umanità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
