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	Commenti a: Gli squilibri che affossano un mondo &#8220;in transizione&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Mar 2023 18:14:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Raf		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raf]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 08:55:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Te credo, Marx non era anarchico. Il politically correct non mi ha mai riguardato, è solo uno scampolo di feticcio piccolo borghese. Infine anarchici e comunisti fanno riferimento a paradigmi differenti, la sintesi non è possibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Te credo, Marx non era anarchico. Il politically correct non mi ha mai riguardato, è solo uno scampolo di feticcio piccolo borghese. Infine anarchici e comunisti fanno riferimento a paradigmi differenti, la sintesi non è possibile</p>
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		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2023/03/01/gli-squilibri-che-affossano-un-mondo-in-transizione-0157849#comment-237942</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 15:55:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/news/news-economia/2023/03/01/gli-squilibri-che-affossano-un-mondo-in-transizione-0157849#comment-237941&quot;&gt;Raf&lt;/a&gt;.

Che la produzione capitalistica, in quanto delegata alle singole imprese, sia &quot;anarchica&quot; - &quot;senza un governo&quot; o una pianificazione - è una semplice constatazione, non un termine dispregiativo.
In tal senso è comunemente usata in tutta la letteratura economica, sia borghese che marxista, e da Marx stesso, senza alcun problema.
Non crediamo sia utile farsi scippare pezzi interi di vocabolario dall&#039;avversario di classe o dal &quot;politically correct&quot; (ovviamente declinabile secondo molte weltanschauung tra loro concorrenti)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/news/news-economia/2023/03/01/gli-squilibri-che-affossano-un-mondo-in-transizione-0157849#comment-237941">Raf</a>.</p>
<p>Che la produzione capitalistica, in quanto delegata alle singole imprese, sia &#8220;anarchica&#8221; &#8211; &#8220;senza un governo&#8221; o una pianificazione &#8211; è una semplice constatazione, non un termine dispregiativo.<br />
In tal senso è comunemente usata in tutta la letteratura economica, sia borghese che marxista, e da Marx stesso, senza alcun problema.<br />
Non crediamo sia utile farsi scippare pezzi interi di vocabolario dall&#8217;avversario di classe o dal &#8220;politically correct&#8221; (ovviamente declinabile secondo molte weltanschauung tra loro concorrenti)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Raf		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2023/03/01/gli-squilibri-che-affossano-un-mondo-in-transizione-0157849#comment-237941</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 15:43:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in una delle ultime righe a introduzione del pezzo compare l&#039;aggettivo &quot;anarchico&quot; in senso dispregiativo, 1) nel senso di caotico e quindi privo di qualsivoglia attitudine alla giustizia, quella vera, quella diffusa, il cui contrario sarebbe ed è il privilegio; 2) nel senso di favorire i grandi capitalisti che hanno di fatto la forza economica e politica di agire, fino a quando verrà loro tolta da altri boiardi o, come io auspico, dalla sovversione del disordine capitalistico stesso. ricordo a chi scrive e a chi legge che il significato di Anarchia è assolutamente diverso da ciò che le vulgate e talune &quot;intelligenze&quot; vorrebbero far passare, le prime per ignoranza e per viltà, le seconde invece?
dato l&#039;indiscusso spessore dei vostri pezzi e la condivisione di molte delle prospettive che preponete, da anarchico resto un vostro lettore e finanziatore (per quello che mi posso concedere), ma vi chiedo di interrogarvi sul &quot;dettaglio&quot; di cui al tema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in una delle ultime righe a introduzione del pezzo compare l&#8217;aggettivo &#8220;anarchico&#8221; in senso dispregiativo, 1) nel senso di caotico e quindi privo di qualsivoglia attitudine alla giustizia, quella vera, quella diffusa, il cui contrario sarebbe ed è il privilegio; 2) nel senso di favorire i grandi capitalisti che hanno di fatto la forza economica e politica di agire, fino a quando verrà loro tolta da altri boiardi o, come io auspico, dalla sovversione del disordine capitalistico stesso. ricordo a chi scrive e a chi legge che il significato di Anarchia è assolutamente diverso da ciò che le vulgate e talune &#8220;intelligenze&#8221; vorrebbero far passare, le prime per ignoranza e per viltà, le seconde invece?<br />
dato l&#8217;indiscusso spessore dei vostri pezzi e la condivisione di molte delle prospettive che preponete, da anarchico resto un vostro lettore e finanziatore (per quello che mi posso concedere), ma vi chiedo di interrogarvi sul &#8220;dettaglio&#8221; di cui al tema.</p>
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		Di: almar1944		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/news-economia/2023/03/01/gli-squilibri-che-affossano-un-mondo-in-transizione-0157849#comment-237934</link>

		<dc:creator><![CDATA[almar1944]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 13:31:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei sottolineare questa affermazione presente nella prefazione all’articolo di Aletta : ” (elettrificare pressoché tutto non è detto sia ambientalmente più “sostenibile” …)” perché è un aspetto che nell’euforia dell’elettrificare non viene quasi mai considerato. L’estrazione del Litio, componente essenziale per accumulare l’energia ricavata da pannelli fotoelettrici, è altamente inquinante perché richiede 1,8 milioni di litri di acqua per tonnellata di litio ovvero 1800 ton.  d’acqua per ton. di Litio, inoltre per ogni ton. di Litio estratta vengono emesse dalle 5 alle 15 ton. di anidride carbonica. Pertanto i benefici che i paesi che utilizzano l’energia elettrica verde diminuiscono i loro danni ambientali a scapito dei paesi che producono la materia prima necessaria per quella tecnologia. Faccio presente che più della metà delle risorse mondiali provengono dal Triangolo del Litio , un’area fra Bolivia, Argentina e Cile. Va inoltre considerato il problema dello smaltimento delle batterie usurate, che saranno a sostituzione completa delle auto a benzina con quelle elettriche, che so miliardi, di cui oggi si smaltisce solo una quota del 5%. Un altro aspetto che va considerato  è che le auto contribuiscono per il 12% delle emissione di CO2 domanda a cui non ho trovato risposta: a chi è dovuto l’altro 88%? Eliminare questo 12% e mantenere l’88% non mi pare produttivo.
La mia opinione in sostanza è che l’impulso alla adozione di macchine elettriche sia più un problema di affari (business, ma io non amo sostituire le parole italiane con quelle inglesi) che di sostenibilità ambientale. Preciso che le mie considerazioni non sono influenzate dal fatto che possiedo due auto a benzina in quanto avendo un età avanzata è probabile che nel 2035 non ci sarò più.
PS. I dati qui riportati sono tratti dal sito https://www.orizzontipolitici.it/il-dilemma-del-litio-transizione-ecologica-e-danni-ambientali/ , uno dei tanti che si trovano su Google relativi all’argomento, dati che più o meno ho riscontrato qua e là.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei sottolineare questa affermazione presente nella prefazione all’articolo di Aletta : ” (elettrificare pressoché tutto non è detto sia ambientalmente più “sostenibile” …)” perché è un aspetto che nell’euforia dell’elettrificare non viene quasi mai considerato. L’estrazione del Litio, componente essenziale per accumulare l’energia ricavata da pannelli fotoelettrici, è altamente inquinante perché richiede 1,8 milioni di litri di acqua per tonnellata di litio ovvero 1800 ton.  d’acqua per ton. di Litio, inoltre per ogni ton. di Litio estratta vengono emesse dalle 5 alle 15 ton. di anidride carbonica. Pertanto i benefici che i paesi che utilizzano l’energia elettrica verde diminuiscono i loro danni ambientali a scapito dei paesi che producono la materia prima necessaria per quella tecnologia. Faccio presente che più della metà delle risorse mondiali provengono dal Triangolo del Litio , un’area fra Bolivia, Argentina e Cile. Va inoltre considerato il problema dello smaltimento delle batterie usurate, che saranno a sostituzione completa delle auto a benzina con quelle elettriche, che so miliardi, di cui oggi si smaltisce solo una quota del 5%. Un altro aspetto che va considerato  è che le auto contribuiscono per il 12% delle emissione di CO2 domanda a cui non ho trovato risposta: a chi è dovuto l’altro 88%? Eliminare questo 12% e mantenere l’88% non mi pare produttivo.<br />
La mia opinione in sostanza è che l’impulso alla adozione di macchine elettriche sia più un problema di affari (business, ma io non amo sostituire le parole italiane con quelle inglesi) che di sostenibilità ambientale. Preciso che le mie considerazioni non sono influenzate dal fatto che possiedo due auto a benzina in quanto avendo un età avanzata è probabile che nel 2035 non ci sarò più.<br />
PS. I dati qui riportati sono tratti dal sito <a href="https://www.orizzontipolitici.it/il-dilemma-del-litio-transizione-ecologica-e-danni-ambientali/" rel="nofollow ugc">https://www.orizzontipolitici.it/il-dilemma-del-litio-transizione-ecologica-e-danni-ambientali/</a> , uno dei tanti che si trovano su Google relativi all’argomento, dati che più o meno ho riscontrato qua e là.</p>
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