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	Commenti a: Aumentano i tassi, cala l’economia	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: leonardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 12:03:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;L’impatto dei rialzi dei tassi delle banche centrali non è stato tanto quello di far scendere l’inflazione, quanto quello di accelerare il crollo delle economie e di generare una crisi bancaria con il crollo delle banche più deboli di fronte all’aumento dei costi dei prestiti e al calo dei prezzi delle attività obbligazionarie che detengono.&quot; E&#039; una frase autocontraddittoria, perché l&#039;unico strumento che le banche centrali hanno nei sistemi occidentali per far diminuire l&#039;inflazione è proprio quello di causare una recessione! Quindi le BC fanno il mestiere per cui sono pagate e stanno per ottenere il risultato prefissato, a vantaggio dei profitti e a scapito dei salari. Ci sarebbe stata una soluzione alternativa? Certamente. In primo luogo, si sarebbero dovute adottare politiche fiscali più responsabili negli USA (il vero innesco del processo inflattivo che stiamo vivendo). In secondo luogo, l&#039;Occidente dovrebbe praticare una politica estera di cooperazione pacifica. In terzo luogo, si dovrebbe creare un settore pubblico in grado di realizzare direttamente una parte consistente degli investimenti necessari alla transizione ecologica e di supplire con la propria offerta alle strozzature del settore privato e alle rendite dei monopolisti privati, specialmente nei beni fondamentali come quelli energetici e alimentari. Si tratta cioè di impiegare la produzione pubblica come calmiere dei prezzi e come fattore di espansione dell&#039;offerta nel lungo periodo attraverso gli investimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’impatto dei rialzi dei tassi delle banche centrali non è stato tanto quello di far scendere l’inflazione, quanto quello di accelerare il crollo delle economie e di generare una crisi bancaria con il crollo delle banche più deboli di fronte all’aumento dei costi dei prestiti e al calo dei prezzi delle attività obbligazionarie che detengono.&#8221; E&#8217; una frase autocontraddittoria, perché l&#8217;unico strumento che le banche centrali hanno nei sistemi occidentali per far diminuire l&#8217;inflazione è proprio quello di causare una recessione! Quindi le BC fanno il mestiere per cui sono pagate e stanno per ottenere il risultato prefissato, a vantaggio dei profitti e a scapito dei salari. Ci sarebbe stata una soluzione alternativa? Certamente. In primo luogo, si sarebbero dovute adottare politiche fiscali più responsabili negli USA (il vero innesco del processo inflattivo che stiamo vivendo). In secondo luogo, l&#8217;Occidente dovrebbe praticare una politica estera di cooperazione pacifica. In terzo luogo, si dovrebbe creare un settore pubblico in grado di realizzare direttamente una parte consistente degli investimenti necessari alla transizione ecologica e di supplire con la propria offerta alle strozzature del settore privato e alle rendite dei monopolisti privati, specialmente nei beni fondamentali come quelli energetici e alimentari. Si tratta cioè di impiegare la produzione pubblica come calmiere dei prezzi e come fattore di espansione dell&#8217;offerta nel lungo periodo attraverso gli investimenti.</p>
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