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	Commenti a: Cina. Altro che sussidi&#8230;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Daniele Tamburlini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Tamburlini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:49:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fantasmagorico, abbagliante...eppure secondo me qualcosa non torna. Nel leggere (in traduzione) una lettera scritta da un intellettuale (Huang Shizhong) all&#039;ex- ministro della Cultura Wang Meng, altro noto intellettuale, nel 2008, ho notato che gli si rivolgeva con l&#039;appellativo &quot;signore&quot;, non &quot;compagno&quot;. La cosa mi ha reso un po&#039; perplesso, ed ho perciò interrogato la AI cinese DeepSeek sul perché e su come stanno adesso le cose. La risposta penso che potrà interessarvi, eccola:

l’uso di “同志” (tóngzhì, compagno) come appellativo quotidiano universale ha iniziato a ritirarsi a partire dagli anni ’90, per poi essere sostituito in molti contesti sociali da “先生” (xiānshēng, signore), “女士” (nǚshì, signora), titoli di cortesia o denominazioni professionali. La lettera del 2008 tra Huang Shizhong e Wang Meng, due intellettuali, che si chiamano “先生”, è quindi del tutto normale per quell’epoca e per quel registro.
Perché “compagno” ha perso il suo ruolo di appellativo universale?
1. Il venir meno della base sociale “dello stesso ideale”
Storicamente, “同志” indicava “persona che condivide un ideale e una causa” . Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, questo termine divenne l’appellativo standard tra estranei, colleghi e superiori/subordinati, perché implicava uguaglianza e una fede comune. Ma con la riforma e l’apertura e lo sviluppo dell’economia di mercato, la società si è diversificata negli interessi e nei valori, ed è diventato difficile definire tutti coloro che si incontrano come persone “dello stesso ideale e della stessa causa”. L’appellativo “compagno” ha così perso la sua base sociale .
2. “Depoliticizzazione” della vita sociale e ritorno della cortesia tradizionale
Dalla fine degli anni ’90, nelle regioni costiere si è cominciato a usare “老板” (laoban, capo), “先生”, “小姐” (xiaojie, signorina) e altri appellativi. La gente sperava che la vita sociale fosse meno connotata politicamente e più “umana” . Allo stesso tempo, appellativi tradizionali come “先生” sono tornati in uso sulle scene sociali pubbliche, diventando un termine di cortesia per gli uomini adulti .
3. “Contaminazione” del significato della parola e imbarazzo nell’uso
Nella lingua parlata popolare, “同志” è stato a un certo punto associato all’omosessualità, così come “小姐” ha acquisito connotazioni legate al sesso a pagamento; entrambi i fenomeni hanno reso molte persone diffidenti nell’usare questi termini . Inoltre, negli ambienti ufficiali, dalla fine degli anni ’90 ha preso piede l’abitudine di chiamare i superiori “老板” o “老大” (capo), e “compagno” è stato progressivamente confinato a documenti formali o occasioni particolari (come le riunioni del Partito) .
Quindi, nel 2008, era normale che due intellettuali si chiamassero “先生”?
Sì. Per due studiosi, “先生” non è solo un appellativo di cortesia, ma implica anche rispetto per l’anzianità e la cultura, e in ambito accademico ha il significato di “maestro” . Nella corrispondenza tra intellettuali, “先生” è un registro formale, appropriato e rispettoso, più adatto di “同志” per una lettera personale e professionale.
In sintesi: “Compagno” non è “scomparso”, ma si è ritirato da appellativo universale della vita quotidiana a termine specifico della vita interna del Partito e delle occasioni ufficiali formali . La scelta di “先生” nella corrispondenza privata tra intellettuali del 2008 riflette proprio questo cambiamento epocale.

Beh, allora sono decisamente un nostalgico. Ho sempre preferito e sempre preferirò l&#039;idea di eguaglianza che il termine &quot;compagno&quot; convoglia (anche tra e verso intellettuali) ed il suo abbandono anche in Cina mi sembra decisamente sintomo  di &quot;qualcosa  che non va&quot;. Del resto Mao l&#039;aveva detto: &quot;dopo di me in Cina ritornerà la borghesia&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fantasmagorico, abbagliante&#8230;eppure secondo me qualcosa non torna. Nel leggere (in traduzione) una lettera scritta da un intellettuale (Huang Shizhong) all&#8217;ex- ministro della Cultura Wang Meng, altro noto intellettuale, nel 2008, ho notato che gli si rivolgeva con l&#8217;appellativo &#8220;signore&#8221;, non &#8220;compagno&#8221;. La cosa mi ha reso un po&#8217; perplesso, ed ho perciò interrogato la AI cinese DeepSeek sul perché e su come stanno adesso le cose. La risposta penso che potrà interessarvi, eccola:</p>
<p>l’uso di “同志” (tóngzhì, compagno) come appellativo quotidiano universale ha iniziato a ritirarsi a partire dagli anni ’90, per poi essere sostituito in molti contesti sociali da “先生” (xiānshēng, signore), “女士” (nǚshì, signora), titoli di cortesia o denominazioni professionali. La lettera del 2008 tra Huang Shizhong e Wang Meng, due intellettuali, che si chiamano “先生”, è quindi del tutto normale per quell’epoca e per quel registro.<br />
Perché “compagno” ha perso il suo ruolo di appellativo universale?<br />
1. Il venir meno della base sociale “dello stesso ideale”<br />
Storicamente, “同志” indicava “persona che condivide un ideale e una causa” . Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, questo termine divenne l’appellativo standard tra estranei, colleghi e superiori/subordinati, perché implicava uguaglianza e una fede comune. Ma con la riforma e l’apertura e lo sviluppo dell’economia di mercato, la società si è diversificata negli interessi e nei valori, ed è diventato difficile definire tutti coloro che si incontrano come persone “dello stesso ideale e della stessa causa”. L’appellativo “compagno” ha così perso la sua base sociale .<br />
2. “Depoliticizzazione” della vita sociale e ritorno della cortesia tradizionale<br />
Dalla fine degli anni ’90, nelle regioni costiere si è cominciato a usare “老板” (laoban, capo), “先生”, “小姐” (xiaojie, signorina) e altri appellativi. La gente sperava che la vita sociale fosse meno connotata politicamente e più “umana” . Allo stesso tempo, appellativi tradizionali come “先生” sono tornati in uso sulle scene sociali pubbliche, diventando un termine di cortesia per gli uomini adulti .<br />
3. “Contaminazione” del significato della parola e imbarazzo nell’uso<br />
Nella lingua parlata popolare, “同志” è stato a un certo punto associato all’omosessualità, così come “小姐” ha acquisito connotazioni legate al sesso a pagamento; entrambi i fenomeni hanno reso molte persone diffidenti nell’usare questi termini . Inoltre, negli ambienti ufficiali, dalla fine degli anni ’90 ha preso piede l’abitudine di chiamare i superiori “老板” o “老大” (capo), e “compagno” è stato progressivamente confinato a documenti formali o occasioni particolari (come le riunioni del Partito) .<br />
Quindi, nel 2008, era normale che due intellettuali si chiamassero “先生”?<br />
Sì. Per due studiosi, “先生” non è solo un appellativo di cortesia, ma implica anche rispetto per l’anzianità e la cultura, e in ambito accademico ha il significato di “maestro” . Nella corrispondenza tra intellettuali, “先生” è un registro formale, appropriato e rispettoso, più adatto di “同志” per una lettera personale e professionale.<br />
In sintesi: “Compagno” non è “scomparso”, ma si è ritirato da appellativo universale della vita quotidiana a termine specifico della vita interna del Partito e delle occasioni ufficiali formali . La scelta di “先生” nella corrispondenza privata tra intellettuali del 2008 riflette proprio questo cambiamento epocale.</p>
<p>Beh, allora sono decisamente un nostalgico. Ho sempre preferito e sempre preferirò l&#8217;idea di eguaglianza che il termine &#8220;compagno&#8221; convoglia (anche tra e verso intellettuali) ed il suo abbandono anche in Cina mi sembra decisamente sintomo  di &#8220;qualcosa  che non va&#8221;. Del resto Mao l&#8217;aveva detto: &#8220;dopo di me in Cina ritornerà la borghesia&#8221;.</p>
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