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	Commenti a: Napoli. Mettere fine alla mattanza dei giovani	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: giorgino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giorgino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 10:58:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Massima solidarietà a Gennaro ed al suo papà, l&#039;ottimo articolo non può che evocare una critica intransigente al Paradigma Saviano. Uno come Saviano dice che dovremmo fare gli sceriffi, pensare a denunciare la camorra, per lui questa è l&#039;unica attività possibile. Quindi anche il povero Gennaro avrebbe dovuto denunciare la camorra, magari a quegli stessi giornali che a priori lo fanno malavitoso solo per il quartiere in cui viveva. Gennaro avrebbe dovuto denunciare la camorra, a quello stato che su tanti livelli è interconnesso con la malavita, i giornali parlano perfino di membri delle forze dell&#039;ordine a libro paga della stessa. Insomma il povero Gennaro avrebbe dovuto richiedere legalità allo stato e alla borghesia che per primi la violano, derubando le città e lasciando esistere la camorra che stabilizza i loro interessi di classe. E&#039; chiaro che la proposta di Saviano non può portare a niente, ed anzi è funzionale all&#039;esistente, in una parola la classica lavata di faccia mentre i proletari continuerebbero a morire. Bene quindi la lotta per affermare le esigenze delle classi subalterne, è questo che impedisce l&#039;espropriazione della città e spacca il terreno d&#039;intesa tra borghesia arraffona e malavita, intesa che lo stato borghese reprime solo nei suoi aspetti troppo appariscenti. Per liberarci dall&#039;espropriazione e della camorra, bene proprio quella lotta dei disoccupati, dei lavoratori, dei migranti e precarizzati, che tante volte Saviano ha denigrato, esprimendo un astio particolare per la nuova sinistra degli anni 70.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massima solidarietà a Gennaro ed al suo papà, l&#8217;ottimo articolo non può che evocare una critica intransigente al Paradigma Saviano. Uno come Saviano dice che dovremmo fare gli sceriffi, pensare a denunciare la camorra, per lui questa è l&#8217;unica attività possibile. Quindi anche il povero Gennaro avrebbe dovuto denunciare la camorra, magari a quegli stessi giornali che a priori lo fanno malavitoso solo per il quartiere in cui viveva. Gennaro avrebbe dovuto denunciare la camorra, a quello stato che su tanti livelli è interconnesso con la malavita, i giornali parlano perfino di membri delle forze dell&#8217;ordine a libro paga della stessa. Insomma il povero Gennaro avrebbe dovuto richiedere legalità allo stato e alla borghesia che per primi la violano, derubando le città e lasciando esistere la camorra che stabilizza i loro interessi di classe. E&#8217; chiaro che la proposta di Saviano non può portare a niente, ed anzi è funzionale all&#8217;esistente, in una parola la classica lavata di faccia mentre i proletari continuerebbero a morire. Bene quindi la lotta per affermare le esigenze delle classi subalterne, è questo che impedisce l&#8217;espropriazione della città e spacca il terreno d&#8217;intesa tra borghesia arraffona e malavita, intesa che lo stato borghese reprime solo nei suoi aspetti troppo appariscenti. Per liberarci dall&#8217;espropriazione e della camorra, bene proprio quella lotta dei disoccupati, dei lavoratori, dei migranti e precarizzati, che tante volte Saviano ha denigrato, esprimendo un astio particolare per la nuova sinistra degli anni 70.</p>
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