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	Commenti a: Crisi al &#8220;manifesto&#8221;. La parola ai lettori	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		<title>
		Di: Vito Fernando ROSA		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vito Fernando ROSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 20:06:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meglio che il Manifesto muoia . Non è mai servito ai comunisti . Un secondo giornale intelletualoide che non da indicazioni di lotta e che le lotte non le racconta nemneno, non serve niente se non a chi lo scrive . Un giornale fatto per il ceto politico, per i buracrati sindacali sempre sostenuti acriticamente, non serve ai lavoratori, che anche nelle loro più avanzate avanguardie hanno smesso di leggerlo .
Per il suo DNA il Manifesto non può migliorare. Solo dalle ceneri del vecchio possono nascere le cose nuove ed utili .
Vadano, i giornalisti, alla Stampa di Calabresi come altri loro colleghi, lì possono avere una paga migliore e fare le pulci alla classe politica senza combatterla veramente .
Quindi, nemmeno un euro per il Manifesto .
Vito Fernando ROSA, Unità Popolare - Basilicata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio che il Manifesto muoia . Non è mai servito ai comunisti . Un secondo giornale intelletualoide che non da indicazioni di lotta e che le lotte non le racconta nemneno, non serve niente se non a chi lo scrive . Un giornale fatto per il ceto politico, per i buracrati sindacali sempre sostenuti acriticamente, non serve ai lavoratori, che anche nelle loro più avanzate avanguardie hanno smesso di leggerlo .<br />
Per il suo DNA il Manifesto non può migliorare. Solo dalle ceneri del vecchio possono nascere le cose nuove ed utili .<br />
Vadano, i giornalisti, alla Stampa di Calabresi come altri loro colleghi, lì possono avere una paga migliore e fare le pulci alla classe politica senza combatterla veramente .<br />
Quindi, nemmeno un euro per il Manifesto .<br />
Vito Fernando ROSA, Unità Popolare &#8211; Basilicata</p>
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		<title>
		Di: almanzor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[almanzor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 13:57:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Personalmente è quantomeno dalla crisi del Prodi II (feb. 2007) che provo autentici conati all&#039;ascolto del termine &#039;sinistra plurale&#039;. Non sono uno snob settario e negli anni ho anche votato, sia pur con scetticismo, le forze che vi si richiamavano. Devo dire che al (come noto) minimo spazio politico a loro disposizione, sono riusciti ad aggiungere uno sfacelo assoluto della loro classe dirigente. Risultati: zero (nel migliore dei casi), credibilità: completamente annullata per questi personaggi e, quel che peggio, per qualunque prospettiva politica &#039;di sinistra&#039; (non banalmente pd) agli occhi dei potenziali soggetti sociali interessati. Oggi oltretutto l&#039;unico &#039;mattone&#039; di questa bicocca (stando almeno ai sondaggi) è rappresentato da un partito personalistico (sel, ovviamente) dai contorni di un&#039;ameba e che seguirà necessariamente le sorti del suo capo.

Al fatto che la &#039;gauche plurielle&#039; non abbia più, da anni, il minimo spazio politico si aggiunge quello, non meno importante, dell&#039;irrilevanza culturale: sarebbe ora di chiamare questo tipo di diversità non una &#039;ricchezza&#039; (mi viene un altro rigurgito !) ma un&#039;autentica e cacofonica schizofrenia. La drammatica parabola della sinistra italiana negli ultimi 40 anni (in cui si affastellano marx, femminismo, macrobiotica, biopolitica, antiautoritarismo, situazionismo e via incasinando), ha prodotto tanti frammenti come per una stella esplosa da molto tempo. A partire dalla sua stessa nascita il Manifesto, con tutti i suoi meriti, è stato  la serra ideale per raccogliere i frammenti di quest&#039;esplosione cosmica. Era forse un&#039;aspettativa eccessiva pretendere che di questo manicomio facesse qualcosa di commestibile, ma quel che è certo è che ormai non si può continuare nell&#039;equivoco: quando le parole (sinistra, comunismo, ...) sono sottoposte ad un tale stress semantico diventano dannose per tutti.

Insomma: così com&#039;è il giornale è ormai un equivoco irrisolvibile e c&#039;è da auspicare che le parti migliori di esse (ad es., buona parte della redazione economica che spesso viene ripresa su questo sito) riescano, con altre forze fresche, magari, a convergere su un progetto al passo con i tempi drammatici che stiamo vivendo nel nostro &#039;nuovo&#039; secolo.

Il pluralismo di Rangeri &amp; co. forse ne soffrirà ma penso che ce ne faremo una ragione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente è quantomeno dalla crisi del Prodi II (feb. 2007) che provo autentici conati all&#8217;ascolto del termine &#8216;sinistra plurale&#8217;. Non sono uno snob settario e negli anni ho anche votato, sia pur con scetticismo, le forze che vi si richiamavano. Devo dire che al (come noto) minimo spazio politico a loro disposizione, sono riusciti ad aggiungere uno sfacelo assoluto della loro classe dirigente. Risultati: zero (nel migliore dei casi), credibilità: completamente annullata per questi personaggi e, quel che peggio, per qualunque prospettiva politica &#8216;di sinistra&#8217; (non banalmente pd) agli occhi dei potenziali soggetti sociali interessati. Oggi oltretutto l&#8217;unico &#8216;mattone&#8217; di questa bicocca (stando almeno ai sondaggi) è rappresentato da un partito personalistico (sel, ovviamente) dai contorni di un&#8217;ameba e che seguirà necessariamente le sorti del suo capo.</p>
<p>Al fatto che la &#8216;gauche plurielle&#8217; non abbia più, da anni, il minimo spazio politico si aggiunge quello, non meno importante, dell&#8217;irrilevanza culturale: sarebbe ora di chiamare questo tipo di diversità non una &#8216;ricchezza&#8217; (mi viene un altro rigurgito !) ma un&#8217;autentica e cacofonica schizofrenia. La drammatica parabola della sinistra italiana negli ultimi 40 anni (in cui si affastellano marx, femminismo, macrobiotica, biopolitica, antiautoritarismo, situazionismo e via incasinando), ha prodotto tanti frammenti come per una stella esplosa da molto tempo. A partire dalla sua stessa nascita il Manifesto, con tutti i suoi meriti, è stato  la serra ideale per raccogliere i frammenti di quest&#8217;esplosione cosmica. Era forse un&#8217;aspettativa eccessiva pretendere che di questo manicomio facesse qualcosa di commestibile, ma quel che è certo è che ormai non si può continuare nell&#8217;equivoco: quando le parole (sinistra, comunismo, &#8230;) sono sottoposte ad un tale stress semantico diventano dannose per tutti.</p>
<p>Insomma: così com&#8217;è il giornale è ormai un equivoco irrisolvibile e c&#8217;è da auspicare che le parti migliori di esse (ad es., buona parte della redazione economica che spesso viene ripresa su questo sito) riescano, con altre forze fresche, magari, a convergere su un progetto al passo con i tempi drammatici che stiamo vivendo nel nostro &#8216;nuovo&#8217; secolo.</p>
<p>Il pluralismo di Rangeri &#038; co. forse ne soffrirà ma penso che ce ne faremo una ragione.</p>
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		Di: alfredo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alfredo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 13:54:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me non esistono più da moltissimo tempo. Il comunismo quello di Marx e di Lenin abolisce i servi. Loro invece sono dei servi coscienti e contenti del centro sinistra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me non esistono più da moltissimo tempo. Il comunismo quello di Marx e di Lenin abolisce i servi. Loro invece sono dei servi coscienti e contenti del centro sinistra</p>
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		<title>
		Di: domenico		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 07:35:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse sono rimasto indietro con la semantica. Stavo prendendo il vocabolario, ho lasciato perdere. Cosa è la &quot;sinistra plurale&quot;? forse 
ancora negli anni novanta qualcuno che nelle orecchie aveva il ritornello della fine della storia si trovava. Ma oggi...- E&#039; difficile dichiararsi, non solo sulla prima pagina &quot;quotidiano comunista&quot;? Chi non lo è mica è 
obbligato a starci, magari scriverà con una piccola avvertenza del tipo &quot;contributo alla discussione di un non comunista&quot;, così tutto è e sarebbe più chiaro. Con &quot;sinistra plurale&quot; si definisce quella che è nella realtà degli articoli che il Manifesto ci sottopone una autentica minestra acida che NON serve ai Comunisti della strada che invece sono costretti continuamente a scrivere al giornale perchè corregga, aggiunga, perchè omette. Ci ritroviamo con un giornale comunista che ha ormai collane di perle di articoli composti da NON comunisti. Tenetevelo. -]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse sono rimasto indietro con la semantica. Stavo prendendo il vocabolario, ho lasciato perdere. Cosa è la &#8220;sinistra plurale&#8221;? forse<br />
ancora negli anni novanta qualcuno che nelle orecchie aveva il ritornello della fine della storia si trovava. Ma oggi&#8230;- E&#8217; difficile dichiararsi, non solo sulla prima pagina &#8220;quotidiano comunista&#8221;? Chi non lo è mica è<br />
obbligato a starci, magari scriverà con una piccola avvertenza del tipo &#8220;contributo alla discussione di un non comunista&#8221;, così tutto è e sarebbe più chiaro. Con &#8220;sinistra plurale&#8221; si definisce quella che è nella realtà degli articoli che il Manifesto ci sottopone una autentica minestra acida che NON serve ai Comunisti della strada che invece sono costretti continuamente a scrivere al giornale perchè corregga, aggiunga, perchè omette. Ci ritroviamo con un giornale comunista che ha ormai collane di perle di articoli composti da NON comunisti. Tenetevelo. &#8211;</p>
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		Di: luciano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 19:19:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La domanda giustamente posta da Rossanda,andrebbe invece trasformata in:&quot; Che cosa è stato sin qui il Manifesto&quot;?Avendo vissuto tutta la fase dell&#039;organizzazione politica prima e,in seguito,con la diffusione militante e il sostegno attivo poi attraverso la sottoscrizione per diversi anni dell&#039;abbonamento,ritengo di appartenere a quella generazione che ha conosciuto da vicino la realtà del giornale, oltre alle sue componenti  culturali da cui deriva la sua indubbia originalità.Quello che sta producendo l&#039;attuale&quot; impasse&quot; è facilmente riconducibile alla originaria linea politica ispiratrice del gruppo fondatore che non ha mai fatto mistero della propria ragion d&#039;essere insieme  interna ed esterna alla sinistra storica,che si cercava ,velleitariamente , di condizionare &quot;da sinistra&quot;.Si credeva allora e si crede ancora oggi, nella possibilità di una sorta di catarsi che faccia esplodere le famose contraddizioni interne al blocco indicato come referente di una alternativa di governo.Il problema è che quella sorta di togliattismo rivisitato se mai ha avuto un qualche pregio storico,è stato definitivamente sconfitto e affossato dal declinare delle sue ragioni di fondo,scientemente rinnegate dai suoi eredi!Oggi, ospitare un&#039;intervista ad un esponente del pd, non vuol dire allargare gli orizzonti della critica, ma creare nella classe ulteriore disorientamento e confusione.E&#039;alquanto fuorviante rappresentare la crisi attuale solo come un lento precipitare delle antiche certezze;c&#039;è un filo rosso che unisce le diverse fasi della vita del quotidiano e lo si può sicuramente indicare nella volontà DI NON ROMPERE IN MANIERA DEFINITIVA  con una tradizione che ha avuto ai suoi vertici  dirigenti nobili come Secchia e Terraccini,ma anche e soprattutto,Napolitano,Amendola e Pecchioli.Questi ultimi fra i principali responsabili della disfatta storica subita dal movimento operaio nel suo complesso.Inseguire oltre  modo costoro nel campo borghese che occupano oramai stabilmente non è solo miope ,ma lo si può considerare un vero e proprio atto scellerato!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda giustamente posta da Rossanda,andrebbe invece trasformata in:&#8221; Che cosa è stato sin qui il Manifesto&#8221;?Avendo vissuto tutta la fase dell&#8217;organizzazione politica prima e,in seguito,con la diffusione militante e il sostegno attivo poi attraverso la sottoscrizione per diversi anni dell&#8217;abbonamento,ritengo di appartenere a quella generazione che ha conosciuto da vicino la realtà del giornale, oltre alle sue componenti  culturali da cui deriva la sua indubbia originalità.Quello che sta producendo l&#8217;attuale&#8221; impasse&#8221; è facilmente riconducibile alla originaria linea politica ispiratrice del gruppo fondatore che non ha mai fatto mistero della propria ragion d&#8217;essere insieme  interna ed esterna alla sinistra storica,che si cercava ,velleitariamente , di condizionare &#8220;da sinistra&#8221;.Si credeva allora e si crede ancora oggi, nella possibilità di una sorta di catarsi che faccia esplodere le famose contraddizioni interne al blocco indicato come referente di una alternativa di governo.Il problema è che quella sorta di togliattismo rivisitato se mai ha avuto un qualche pregio storico,è stato definitivamente sconfitto e affossato dal declinare delle sue ragioni di fondo,scientemente rinnegate dai suoi eredi!Oggi, ospitare un&#8217;intervista ad un esponente del pd, non vuol dire allargare gli orizzonti della critica, ma creare nella classe ulteriore disorientamento e confusione.E&#8217;alquanto fuorviante rappresentare la crisi attuale solo come un lento precipitare delle antiche certezze;c&#8217;è un filo rosso che unisce le diverse fasi della vita del quotidiano e lo si può sicuramente indicare nella volontà DI NON ROMPERE IN MANIERA DEFINITIVA  con una tradizione che ha avuto ai suoi vertici  dirigenti nobili come Secchia e Terraccini,ma anche e soprattutto,Napolitano,Amendola e Pecchioli.Questi ultimi fra i principali responsabili della disfatta storica subita dal movimento operaio nel suo complesso.Inseguire oltre  modo costoro nel campo borghese che occupano oramai stabilmente non è solo miope ,ma lo si può considerare un vero e proprio atto scellerato!</p>
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		<title>
		Di: MaxVinella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[MaxVinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 07:33:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Continuo a comprare il Manifesto solo per solidarietà con chi ci lavora, ma non lo leggo quasi più.

E&#039; un giornale che contiene ormai non più di due o tre articoli leggibili : tutto il resto è aria fritta.

Non si comprende più se abbia un linea e se c&#039;è quale sia !!

Arriva sempre sui fatti con uno o due giorni di ritardo.

Non fanno inchieste da secoli e le notizie sul dilagante fenomeno della corruzione vanno scovate con il lanternino.

Chiudano la baracca e vadano sul WEB : c&#039;è andato News Week, ci può andare anche il Manifesto !!!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuo a comprare il Manifesto solo per solidarietà con chi ci lavora, ma non lo leggo quasi più.</p>
<p>E&#8217; un giornale che contiene ormai non più di due o tre articoli leggibili : tutto il resto è aria fritta.</p>
<p>Non si comprende più se abbia un linea e se c&#8217;è quale sia !!</p>
<p>Arriva sempre sui fatti con uno o due giorni di ritardo.</p>
<p>Non fanno inchieste da secoli e le notizie sul dilagante fenomeno della corruzione vanno scovate con il lanternino.</p>
<p>Chiudano la baracca e vadano sul WEB : c&#8217;è andato News Week, ci può andare anche il Manifesto !!!!!</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Roberto 		</title>
		<link>https://contropiano.org/news/politica-news/2012/10/25/crisi-al-manifesto-la-parola-ai-lettori-012079#comment-1133</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto ]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 06:09:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti alla redazione di Contropiano per il commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti alla redazione di Contropiano per il commento.</p>
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			</item>
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